Le “politiche” si avvicinano, sono sempre più prossime, probabilmente si terranno nella primavera del 2027, e il Governo di Giorgia Meloni, considerate le vicissitudini interne ed internazionali degli ultimi mesi, accelera sulla Legge Elettorale. Malgrado le possibili divisioni interne sulle modifiche da apportare, malgrado tutto. Il nuovo sistema, denominato “stabilicum” (un nome che vorrebbe essere sinonimo di garanzia, perlomeno fino a prova contraria), prevede l’indicazione del “premier” (se…
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Legge elettorale, scontro totale tra governo e opposizioni Calenda attacca il “Melonellum”, il Pd denuncia una “prepotenza” La riforma della legge elettorale torna al centro dello scontro politico e rischia di diventare uno dei dossier più esplosivi della legislatura. A riaccendere il confronto sono state le parole del leader di Azione, Carlo Calenda, che dal Festival dell’Economia di Trento ha bocciato l’impianto attribuito alla maggioranza, ribattezzato polemicamente “Melonellum”.
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Una verità innegabile se si guarda all’immediato: nessuna legge sulle modalità di voto ha mai riempito direttamente le tasche dei cittadini o creato posti di lavoro dal giorno alla notte. Eppure, questa narrazione trascura un dato fondamentale: se è vero che la riforma elettorale non è il cibo, essa rappresenta indubbiamente la cucina. Regolando i meccanismi di accesso al potere, le regole del gioco istituzionale creano le condizioni strutturali per avere una politica capace di programmare a lungo termine e, grazie a un quadro di…
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La proposta della nuova legge elettorale nasce soprattutto dalla necessità dei partiti di ridurre il margine di incertezza democratica. In altre parole, limitare il più possibile il rischio di perdere le elezioni. È questo il punto vero della riforma che il centrodestra sta tentando di costruire. Non rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni, ma mettere in sicurezza gli equilibri di potere dentro una società sempre più disgregata.
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ROMA – Parola d’ordine «accelerare». Le prossime tappe sono decise, perché a palazzo Chigi c’è la volontà di stringere i tempi «al massimo». E allora mercoledì i capigruppo della maggioranza alla Camera chiederanno la calendarizzazione della riforma in aula per il mese prossimo. Perché «entro la fine di giugno» il testo venga approvato in prima lettura. Dopo un passaggio blindato in commissione.
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Si fanno sempre più confusi i rapporti dentro la maggioranza sulla riforma elettorale. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani (Fdi), ha detto ieri che il primo sì della Camera dovrà arrivare entro giugno, mentre l’altro ieri il ministro Roberto Calderoli ha subordinato l’assenso della Lega al via libera all’autonomia differenziata, calendarizzata per legge a metà luglio in Aula.
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Potrebbe servire un nuovo vertice tra i leader di maggioranza (forse già la prossima settimana) per trovare un accordo definitivo sulla nuova legge elettorale. Sicuramente tra martedì e mercoledì, invece, si incontreranno i delegati di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati per capire se ci sono i margini per una quadra sul testo …
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Al Festival dell'Economia “Mercoledì abbiamo la riunione dei capigruppo alla Camera col presidente Fontana e i capigruppo chiederanno la calendarizzazione nel mese di giugno della riforma della legge elettorale, quindi c’è la volontà di accelerare al massimo l’approvazione”. L’annuncio è di Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, parlando a Trento al Festival dell’Economia. Poi…
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Questo Governo, stabile e longevo, è nato e durato per una serie di coincidenze, prime tra tutti, un centro sinistra frammentato ed una maggioranza coesa. È nato e durato in un sistema elettorale, il Rosatellum, pensato in un’ottica di emergenza. Oggi e per il futuro, questo paese ha bisogno prima di tutto di stabilità politica per questo il Parlamento è a lavoro sulla riforma della legge elettorale che sembra essere una necessità per garantire stabilità e credibilità, anche sulla scena internazionale.
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Roma, 23 mag - "Vogliamo fare una legge proporzionale - ha spiegato Ciriani - con una soglia di sbarramento non troppo elevata, con un piccolo premio di maggioranza, un premio di maggioranza proporzionale, che e' coerente con le indicazioni che ha dato la Consulta". Il premio di maggioranza, ha spiegato, dovrebbe collocarsi "intorno al 42%"", fermo restando che "i numeri si possono correggere in Parlamento e in Commissione, come e' giusto che…
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Trento, 23 mag - "Noi speriamo entro la fine del mese di giugno di poter approvare almeno in prima lettura alla Camera la nuova legge elettorale". Lo ha indicato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, nel suo intervento al Festival dell'Economia. "Mercoledi' abbiamo la riunione dei capigruppo alla Camera con il presidente Fontana e i capigruppo della maggioranza chiederanno la calendarizzazione nel mese di giugno della riforma della legge…
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Se vogliamo Governi stabili e credibili (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Trento, 23 mag - "Io sono veramente convinto che sia nell'interesse dell'Italia e anche del centrosinistra cambiare questa legge elettorale, perche' l'alternativa e' il rischio veramente concreto dei governi tecnici, dei governi non politici". Lo ha affermato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, intervenendo al Festival dell'Economia di Trento.
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Roma, 23 mag. – “Mercoledì abbiamo la riunione dei capigruppo alla Camera col presidente Fontana. I capigruppo della maggioranza chiederanno la calendarizzazione nel mese di giugno della riforma della legge elettorale. C’è la massima volontà di accelerare al massimo l’approvazione”. Così Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, al Festival dell’economia di Trento.“Dopo aver atteso le proposte del centrosinistra che non sono mai arrivate, il centrodestra ha deciso naturalmente col…
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Seguo il dibattito sulla possibile modifica della Legge elettorale. Proporzionale puro? collegi uninominali? premio di maggioranza? percentuale di sbarramento? Si vedrà. Tuttavia quando per strada si parla di questo in una cosa concordano tutti il ritorno alle preferenze per eleggere i propri rappresentanti in Parlamento perché oggi distanti dai problemi dei cittadini, del territorio ed inarrivabili per i più.
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Sulle pagine de “Il Mattino”, qualche giorno fa, Umberto Ranieri, nel tratteggiare il contesto da cui emerse la scelta di eleggere Giorgio Napolitano al Quirinale, pone un tema politico interessante. “Troppe cose diverse erano state messe insieme per dar vita all’Unione”, questa la considerazione centrale che diventa monito per l’oggi. Ranieri invita con grande intelligenza a ricordare errori da non commettere.
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