L'annuncio ha generato anche reazioni ironiche online, con riferimenti alla serie Silicon Valley, dove una startup immaginaria sviluppava una tecnologia di compressione rivoluzionaria. Il parallelo nasce dalla promessa, simile almeno nelle intenzioni, di comprimere dati senza comprometterne la qualità. Una nuova tecnologia sviluppata da Google Research sta attirando l'attenzione del settore per il suo potenziale impatto sull'efficienza dei sistemi di…
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Due nuovi algoritmi di Google Research riducono di sei volte la memoria necessaria per far girare i modelli linguistici, con implicazioni importanti per l'AI sui dispositivi, i costi dei datacenter e la carenza globale di chip di memoria.
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In un mercato tecnologico che negli ultimi due anni è stato ossessionato dalla forza bruta computazionale e dall'accumulo di hardware, Google Research ha presentato una soluzione che sposta l'asse della competizione dall'hardware al software. TurboQuant, l'ultimo algoritmo di compressione sviluppato a Mountain View, promette di risolvere uno dei principali colli di bottiglia dell'AI generativa: l'occupazione massiccia di memoria RAM
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La pubblicazione di un recente documento di ricerca da parte di Google ha provocato una scossa immediata sui mercati finanziari. Nel giro di poche ore dalla diffusione di un post sul blog ufficiale dell’azienda, i titoli delle principali società produttrici di memorie hanno registrato flessioni significative: Micron ha ceduto il 3%, Western Digital il 4,7% e SanDisk il 5,7%. Questa reazione repentina riflette i calcoli degli investitori, intenti a stimare nuovamente l’effettivo fabbisogno…
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TurboQuant è un algoritmo di Google che, durante l'utilizzo dei modelli AI più avanzati e di più grandi dimensioni, aiuta a ridurre la memoria occupata aumentando le prestazioni senza perdita di accuratezza.
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