Amal Khalil era una giornalista coraggiosa. Si aggirava nelle zone di guerra, per raccontarla la guerra. Per raccontare quanto fosse crudele per le persone, per il grande numero di vittime che lascia sul terreno. E per raccontare quali ripercussioni avesse anche sugli animali, anche loro vittime delle guerre, per quanto spesso dimenticati. Lei non se ne dimenticava e nei suoi servizi parlava sempre anche di loro.
Leggi
Altre informazioni:
Aveva raccontato di aver ricevuto minacce da numeri telefonici israeliani. Intimidazioni mirate a fermare il suo lavoro, a spegnere la sua voce. La stessa che per anni è stata strumento e missione: raccontare il Libano. Amal Khalil, giornalista 43enne del quotidiano al-Akhbar, lo aveva fatto senza interruzioni fino al 22 aprile, quando un raid israeliano l’ha uccisa. È morta sul campo, come aveva vissuto la sua professione, mentre stava…
Leggi
Amal Khalil, inviata di punta del quotidiano Al-Akhbar, è stata uccisa mercoledì in un raid di Israele "Mi è sembrato di aspettare per un'eternità". Da un letto di ospedale in Libano, con il volto segnato dalle ferite, la fotografa Zeinab Faraj racconta del raid di Israele che - il 22 aprile, nel mezzo del cessate il fuoco - ha ucciso la giornalista Amal Khalil, volto noto del quotidiano Al-Akhbar.
Leggi
La reporter è la nona uccisa in Libano nell'ultimo mese. A Gaza le vittime tra i media hanno superato quota 250. Un numero sproporzionato rispetto agli altri conflitti. E l'Onu invoca una inchiesta indipendente
Leggi
FQ. Di Lorenzo Forlani, FQ. Già a settembre 2024 aveva ricevuto messaggi da un numero israeliano riconducibile al podcaster Gal Gideon Ben Avraham: “La tua casa è ancora in piedi?” Sembrava un “semplice” atto di sadismo, quello nel messaggio Whatsapp che Amal Khalil, giornalista di Al Akhbar, aveva ricevuto quasi due anni fa, a settembre 2024, da un numero israeliano, riconducibile al podcaster Gal…
Leggi
Non è stata solo l’uccisione di una giornalista libanese nel sud del Paese. La morte di Amal al-Khalil, ieri ad al-Tiri, nel sud del Libano, è un altro capitolo della trasformazione del giornalismo in un bersaglio utile, militarmente disponibile, già delegittimato in partenza. Amal era andata lì con la fotografa Zeinab Faraj per documentare le demolizioni israeliane nei villaggi di frontiera, una…
Leggi
La giornata di ieri è stata segnata da rabbia, tristezza, impotenza, frustrazione, dallo sdegno che l’uccisione di Amal Khalil, l’ennesima giornalista bersaglio del fuoco israeliano, ha provocato. 150 giornalisti e operatori hanno tenuto un sit-in in piazza dei Martiri a Beirut contro il «crimine di guerra» da denunciare alla corte penale internazionale. Commozione a Baissarieh, periferia di Sidone, paese natale della giornalista.
Leggi
Nel villaggio di al-Tiri, nel sud del Libano, una folla commossa ha accompagnato la bara della reporter Amal Khalil, avvolta nella bandiera libanese e sormontata dal suo casco e dal suo giubbotto che la indicavano come giornalista e non l'hanno protetta dalle bombe israeliane. Tra la folla, molte persone piangevano e i presenti urlavano “Vergogna” all'indirizzo del governo libanese che tratta con l'aggressore israeliano.
Leggi
Amal Khalil, 43 anni, storica corrispondente del quotidiano libanese Al-Akhbar - testata che le autorità israeliane considerano strettamente legata a Hezbollah e alla linea editoriale filo-iraniana - è stata uccisa mercoledì pomeriggio durante un’operazione militare delle Forze di Difesa Israeliane nel villaggio di al-Tiri, nel sud del Libano. Khalil è rimasta vi…
Leggi
Continua la mattanza di giornalisti sotto le bombe dell’esercito israeliano. Dopo Gaza è oramai il Libano la zona calda in cui Israele elimina testimoni diretti dell’invasione illegale e mortifera del Sud del Libano, prendendo di mira i professionisti dell’informazione. La morte di Amal Khalil, reporter del quotidiano Al-Akhbar, uccisa il 22 aprile da un attacco dell’esercito israeliano nel sud del Libano, assume contorni sempre più gravi alla luce delle ricostruzioni fornite dalle…
Leggi
In Libano l’uccisione di giornalisti ha portato in strada i colleghi, per protestare all’indomani della morte di Amal Khalil nel sud del Paese, a causa di un attacco israeliano. Il quotidiano “Al-Akhbar” ha riferito che la sua giornalista, Khalil, è stata uccisa nel villaggio meridionale di al-Tiri. Khalil stava seguendo il conflitto in Libano tra Israele e il gruppo militante libanese Hezbollah, ripresosi all’inizio di marzo, all’ombra della guerra tra Stati…
Leggi
ROMA – “Non posso credere che devo pubblicare un altro video sulla morte di una collega e di un’amica: Amal Khalil, corrispondente di Al-Akhbar, una delle voci più forti sulla verità del Libano, è stata giustiziata dall’esercito israeliano in un attacco aereo mirato“. Inizia così il video della fotoreporter olandese-britannica Courtney Bonneau, registrato ieri da Beirut, dopo l’uccisione della giornalista libanese Amal Khalil, 43 anni, in un raid dell’esercito israeliano nella città di…
Leggi
La strage di giornalisti in Libano per mano israeliana non accenna a fermarsi. L’ultima vittima degli attacchi delle Israeli Defence Forces (Idf) è stata Amal Khalil, giornalista del quotidiano Al-Akhbar. Si trovava in missione nel sud del paese insieme alla fotoreporter freelance Zeinab Faraj quando un raid ha colpito il mezzo davanti a loro e altre granate hanno raggiunto l’edificio in cui avevano trovato riparo.
Leggi
Nessuna tregua, ma una scia di violenza e morte. Tra le ultime vittime dei raid israeliani nel Sud del Libano c’è anche una giornalista, Amal Khalil. La reporter libanese, che lavorava per il quotidiano Al-Akhbar, è stata uccisa da un attacco delle Forze di Difesa israeliane a Tiri, diventando la nona giornalista a perdere la vita in Libano. Ferita la collega Zeinab Faraj. Chi era Amal Khalil, giornalista uccisa in Libano Dal 2006, Khalil lavorava ad Al-Akhbar – ritenuto vicino a Hezbollah -, raccontando la guerra tra…
Leggi
Una videocamera resta accesa su un cavalletto, puntata verso una strada colpita poche ore prima. Accanto, un giubbotto con la scritta “press” è appoggiato a terra, sporco di polvere. Chi lo indossava non tornerà a riprenderlo. A tre giorni dalla morte della giornalista Amal Khalil nel sud del Libano, il caso continua a muovere reazioni e prese di posizione. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per…
Leggi
