Il Lago Maggiore, con la sua posizione strategica divisa tra Piemonte, Lombardia e Svizzera, è da sempre un crocevia di storie e leggende di paese. Ma c’è una storia in particolare, tornata incredibilmente e recentemente alla ribalta sul web per gli appassionati di auto d’epoca, che nasconde le radici nel suo fondale. Protagonista? Una rarissima Bugatti Tipo 22 del 1925. Nota anche con il leggendario soprannome di “Brescia“.
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Esistono automobili rare, automobili leggendarie e poi esistono vetture la cui storia supera qualsiasi immaginazione. È il caso della Bugatti Tipo 22 del 1925 rimasta per oltre settant’anni sul fondo del Lago Maggiore, diventando una delle vicende più affascinanti e insolite della storia dell’automobile. Tra miti, racconti popolari e documenti ufficiali, questa vettura francese è riuscita a trasformarsi da semplice auto abbandonata a vera e propria leggenda sommersa.
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Chissà quanti e quali altri segreti si nascondono sul fondale del Lago Maggiore. La sua posizione, divisa tra Piemonte, Lombardia e Svizzera, ne ha fatto nel corso dei secoli crocevia di Stati e comunità. Una geografia propizia per lo svolgersi di storie avventurose, divertenti, surreali. Quella che riguarda una Bugatti Tipo 22 del 1925 è al contempo tra le più incredibili, eppure tra le meno note.
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Stranezze La Bugatti rimasta 70 anni sul fondo del Lago Maggiore Come spesso accade in questi casi, serve ricostruirne la storia per superarne il mito. La leggenda popolare vuole che il pilota René Dreyfus abbia perso La Bugatti Tipo 22 a poker a Parigi nel 1934 a favore dello svizzero Adalbert Bodé. In realtà, i registri ufficiali spiegano che la vettura è stata regolarmente acquistata dall'architetto svizzero Marco Schmuklerski, che si stabilì ad Ascona, sulle sponde del Lago Maggiore.
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Albano e Nemi a rischio di Gaia Paronesso Albano 23/06/2026– Il depauperamento della falda dei Colli Albani è un segnale di forte crisi che non può essere ignorato. Le associazioni di Albano e Nemi, infatti, stanno cercando di attuare una strategia che permetta di salvaguardare gli ecosistemi più importanti del nostro territorio. Non si tratta solo di tutelare l’ambiente ma l’ecosistema stesso che comprende: l’acqua, la biodiversità, il paesaggio e soprattutto il clima.
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