Il problema non è la disobbedienza, è l’obbedienza. Dei leader, dei popoli. Talvolta la nostra di cittadini un tempo attenti, reattivi, che con sempre maggior fatica assistiamo all’incessante tragico spettacolo quotidiano, trenta notifiche al giorno sul cellulare: un altro bambino mutilato in lacrime, cinquantasette annegati, una cattedrale dell’anno Mille distrutta, una fila di profughi in fuga …
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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – C’è una parola che descrive meglio di ogni altra la settimana politica americana: accerchiamento. Donald Trump appare sempre più assediato da crisi che non riesce a scacciare, e la Casa Bianca ricorda sempre più Little Big Horn: il generale Custer circondato dai guerrieri Lakota, Cheyenne e Arapaho che stringono lentamente il cerchio. La differenza è che i nemici di Trump non arrivano tutti dalla parte avversa.
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