Avere difficoltà di memoria; non riuscire a concentrarsi; essere confusi su tempo e luogo in cui ci si trova; difficoltà a trovare le parole giuste e svolgere le normali attività quotidiane. Tutto questo non è il normale decorso della vita e dell’avanzare degli anni. È demenza. Eppure per l’’80% della popolazione mondiale non è così ed è convinta che la demenza sia una normale conseguenza dell’invecchiamento.
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Nella Giornata Mondiale dell'Alzheimer, che si celebra oggi, vogliamo riflettere su una malattia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Una patologia neurodegenerativa che non solo altera profondamente la vita dei pazienti, ma che ha anche un impatto significativo sulle famiglie e sui caregiver. Attualmente non esistono cure definitive, ma la ricerca scientifica continua a fare progressi importanti nella comprensione dei…
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Il dato preoccupa per le sue molteplici conseguenze: lo stigma nei confronti dell’Alzheimer, considerata componente inevitabile del processo di invecchiamento, sta peggiorando tra il pubblico in generale e persino tra gli operatori sanitari. È quanto emerge dalla più grande indagine globale sugli atteggiamenti nei confronti della demenza presentata con il World Alzheimer Report 2024 “Cambiamenti globali negli atteggiamenti verso la demenza”, pubblicato da Alzheimer’s Disease International Adi.
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Imagoeconomica Se un anziano, ricoverato in una Rsa, scopre di essere malato di Alzheimer, quella parte di retta che viene pagata dalla sua famiglia dev’essere versata dal Servizio sanitario nazionale. La titolarità del contributo alberghiero di un malato di demenza può sembrare una questione di lana caprina di fronte alla tragedia dell’Alzheimer ed invece nella XXXI Giornata Mondiale diventa un caso e stride con gli sforzi che si fanno per assicurare un presente e un futuro migliore a un milione e mezzo di italiani.
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Alzheimer Ricerca Giornata mondiale dell'Alzheimer. Iss: 30 anni di ricerca sul farmaco, ma la prevenzione resta la chiave Il 21 settembre è la Giornata Mondiale dell'Alzheimer, l'Istituto Superiore di Sanità sottolinea l'importanza della prevenzione nella lotta contro la demenza. Nonostante oltre 30 anni di ricerca per trovare un farmaco in grado di rallentare la progressione della malattia, i risultati restano limitati di Redazione…
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Neurologia Neurologia Declino cognitivo e demenza, una questione sociale Declino cognitivo e demenza, un fenomeno che in Italia coinvolge due milioni di persone, con costi socioeconomici notevoli. Un incontro a Milano di Giuseppe Tandoi Sono 2 milioni le persone che, in Italia, soffrono di declino cognitivo: 1,2 milioni sono le demenze vere e proprie, la metà delle quali classificabili come malattia di Alzheimer, mentre per le restanti 800.000 si parla di declino cognitivo lieve, destinato nella metà dei casi a sfociare…
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Circa 600mila persone in Italia ne soffrono, solo il 20% dei pazienti riceve una diagnosi precoce mentre sono circa 3 milioni i familiari che si occupano dell'assistenza dei loro cari. Sono i numeri dell'Alzheimer in Italia, di cui il 21 settembre si celebra la Giornata mondiale. Con i neurologi che prevedono che i casi di demenza potrebbero triplicare entro il 2050 anche a causa dell'invecchiamento della popolazione.
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Nell’Italia che invecchia, i disturbi cognitivi e le demenze sono un’emergenza socio-sanitaria crescente e sempre più temuta: 9 italiani su 10 sono preoccupati per se stessi o che un proprio caro possa soffrirne in futuro, temendo soprattutto la perdita di autonomia, l’isolamento e il carico emotivo ed economico sul nucleo familiare, anche a causa della carenza di servizi socio-assistenziali, paventata da oltre il…
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Roma, 19 settembre – Nell’Italia dell’inverno demografico, sempre più avanti con gli anni, aumentano inevitabilmente le condizioni di declino cognitivo e demenza degenerativa, che hanno ormai raggiunto una prevalenza tra il 15 e il 20% nella popolazione over 60 e sono dunque diventate tutti gli effetti un’emergenza socio-sanitaria. Un’emergenza che – per il suo impatto – è sempre più temuta dagli italiani: 9 italiani su 10 temono che questi disturbi possano colpire…
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Presentata da Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) un'importante campagna di sensibilizzazione per invitare la popolazione ad essere maggiormente consapevole dei benefici di un corretto stile di vita, anche come prevenzione alle demenze
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Demenza e declino cognitivo, i mostri in agguato sotto il letto inquietano il sonno degli italiani. Non è un caso se nove su 10 di noi sono preoccupati che se stessi o un proprio caro possa soffrire in futuro di disturbo cognitivo o di demenza: è quanto emerge da un’indagine condotta dall’istituto Emg Different’ su un campione di 1000 italiani tra i 24 e i 75 anni, La ricerca è stata presentata a…
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(Adnkronos) – “In 10 anni di attività Airalzh onlus ha finanziato 82 assegni di ricerca, a cui si sono aggiunti 26 progetti per ricercatori under 40, per un investimento totale di oltre 4 milioni di euro. Risultati che ci rendono orgogliosi e che sono stati ottenuti grazie al contributo di grandi e piccoli donatori che ci hanno sempre sostenuto”. Così all’Adnkronos Salute Alessandra Mocali, presidente di Associazione italiana ricerca Alzheimer, in occasione della conferenza stampa per il decennale di…
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Il Ministero della Salute ha fatto da cornice all’evento di presentazione, organizzato da Airalzh, l’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer Onlus, della campagna di sensibilizzazione per invitare la popolazione ad essere maggiormente consapevole dei benefici di un corretto stile di vita e ad adottarli anche come prevenzione alle demenze. L’iniziativa è stata presenta in occasione del decennale di fondazione dell’associazione.
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(Adnkronos) – “Grazie alla ricerca un futuro senza Alzheimer è possibile, ma per questo obiettivo dobbiamo stare con i piedi ben piantati a terra. Sicuramente la malattia fa meno paura. Inoltre, sappiamo che possiamo prevenirla. Già abbiamo evidenze di un’incidenza complessivamente ridotta, perché il controllo dei fattori di rischio riesce a spostare in là la comparsa di questa condizione correlata all’invecchiamento della popolazione”.
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(Adnkronos) – “Ridurre il rischio di avere un decadimento cognitivo invecchiando, o addirittura di sviluppare una malattia grave come l’Alzheimer, si può. Basta seguire le 12 raccomandazioni elencate dall’Organizzazione mondiale della sanità sugli stili di vita che tutti noi dovremmo seguire”. Così all’Adnkronos Salute Sandro Sorbi, past president Associazione italiana ricerca Alzheimer e direttore Neurologia I presso l’Azienda ospedaliera universitaria Careggi…
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