L’Ucraina non potrà opporsi ad alcun pagamento dei danni di guerra, debiti che salderà spaccandosi a metà per zone d’ingerenza, concedendo sempiterno sfruttamento del proprio suolo e sottosuolo. L’Unione europea invece presenterà il conto degli ultimi cinque anni ai propri cittadini: la “cartella esattoriale” metterà insieme costi della pandemia e danni economici derivanti dall’aver partecipato alla guerra in Ucraina.
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Ucraina, il grande ricatto Usa: “La 'pace' di Trump è la vittoria della Russia, ma Putin non si fermerà: è un copione già visto” L'analisi del giornalista e autore Danilo Elia: “La guerra si inizia a percepire come un sottofondo, come qualcosa di lontano, tanto che Zelensky si trova da tempo in difficoltà sul fronte dei reclutamenti. Ed è proprio in questo contesto che una proposta di pace, seppur non…
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La promessa di Trump di porre fine alle ostilità tra russi ed ucraini ha rappresentato anche uno dei punti nodali della recente campagna elettorale che lo ha riportato alla guida del Paese. Non a caso, il rieletto Presidente, per mantener fede alle sue parole, ripristinare e riconquistare l’autorevolezza degli Stati Uniti sullo scacchiere globale, offuscata dalla disastrosa gestione Biden, da quando si è insediato ha dato vita ad un’incessante azione diplomatica…
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Nel servizio le interviste a Gustavo Zagrebelsky (Presidente emerito della Corte Costituzionale) e Luciano Canfora (storico e filologo) Come posizionarsi, nel Vecchio Continente, rispetto al brusco cambio di paradigma impresso da Trump sul dossier russo-ucraino; a quello che pare il suo piano per una cessazione delle ostilità? Tema complesso, sul quale al momento Bruxelles e le singole cancellerie sembrano agire in ordine sparso.
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Faccio seguito a un mio articolo con lo stesso titolo per aggiungervi qualcosa, ma anche per analizzare alcune delle reazioni al discorso di J. D. Vance e le prime mosse di Donald Trump sulle trattative per far cessare la guerra in Ucraina. Particolarmente interessanti sono quelle dei guerrafondai italiani (e non solo) delusi. Non potendo schierarsi contro il tentativo di Trump di trattare la pace, sostengono (soprattutto) due tesi.
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Un autocrate, Vladimir Putin, ex Kgb, ossessivamente intento a ricreare la Russia degli zar, benedizione del gran patriarca ortodosso compresa. Un altro autocrate, Donald Trump, ricco e sfrontato mercenario di fasulli valori, circondato da satrapi e sanguisughe di un popolo che pare inebetito e che pure ci ha dato la prima e più grande democrazia, al netto di tanti errori e peccati. Due autocrati che si danno la mano per spartirsi un pezzo di mondo, con un’altra autocrazia, la Cina, che sogghigna.
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Anche i più restii a prendere atto della realtà non possono non farci i conti: l’impostazione politica della presidenza Trump è contro l’Unione Europea e punta a sfasciarla Anche i più restii a prendere atto della realtà non possono non farci i conti: l’impostazione politica della presidenza Trump è contro l’Unione Europea e punta a sfasciarla Anche i più restii a prendere atto della realtà non possono non farci i conti: l’impostazione politica della presidenza Trump è contro l’Unione Europea e punta a sfasciarla Anche i più restii a…
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«La verità è che Trump non ha preso impegni precisi ed è mosso più dagli affari che dalla strategia geopolitica». Nel resoconto del suo incontro con il presidente americano offerto ai 26 alleati europei, Emmanuel Macron è stato piuttosto sintetico e crudo. Il videosummit di ieri mattina è infatti durato in tutto una quarantina di minuti. Con l’inquilino dell’Eliseo che ha raccontato l…
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Paolo Gentiloni, già primo ministro italiano e 5 anni di Commissario europeo, alla Johns Hopkins University: «l’Europa ha vissuto una sorta di seconda belle époque basata su tre pilastri: la protezione degli Stati Uniti, il libero commercio con la Cina e gas a basso prezzo dalla Russia. Ma era una situazione che non poteva durare». Gli europei non si accorgono neppure più dove stanno andando, o forse fanno finta di non saperlo: sono un po’ sonnambuli e un po’ sottomessi al loro destino.
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Cauterizzare l'arrembante azione di Emmanuel Macron che, assieme a Londra, lunedì ha dato disponibilità a Donald Trump per l'invio di truppe europee in Ucraina. Pur dichiarandole «non belligeranti», la sola ipotesi ha infatti scorticato la già fragile immagine comunitaria. Agli occhi di Washington quanto di Mosca. L'Ue ieri ha chiesto chiarimenti al presidente francese, chiamato a rispondere alle domande degli altri capi di Stato e di governo in merito al suo salto in avanti sullo schierare forze di peacekeeping
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Mentre in un eloquente video realizzato con l’intelligenza artificiale Trump condivideva con il resto del mondo la sua idea di futuro per la Striscia di Gaza – trasformata in una nuova Eldorado del Medio Oriente a colpi di cemento e speculazione edilizia – i 27 leader di ciò che resta dell’Unione europea, ancora sotto shock per il repentino volgere degli eventi in Ucraina, continuavano a farneticare di truppe Ue da inviare a Kiev per presidiare la pace che verrà e che per tre anni hanno sistematicamente osteggiato.
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(di Antonio Li Gobbi ) In ambiente militare USA si dice “amateurs speak tactics, professionals speak logistics”. Espressione che tende a indicare che sono di norma coloro che non hanno conoscenza reale delle problematiche militari che si dedicano a discussioni relative ad aspetti tattici, senza però considerare il contesto, magari meno evidente, ma al tempo stesso più importante ai fini di un’operazione militare, quale appunto la logistica.
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I commentatori che si sono stracciati le vesti di fronte alla giravolta di Trump che ha votato, all’Onu, contro l’Europa e a favore della Russia sono degli ingenui o degli sprovveduti. Era inevitabile e perfettamente logico se esaminiamo l’accaduto dalla prospettiva americana. Una lezione di diritto Università, anni 70 del secolo scorso. Alla prima lezione del corso di diritto internazionale il professore inizia dicendo che il diritto internazionale «non esiste».
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Min lettura di Hanna Perekhoda Negli Stati Uniti sta prendendo piede un regime fascista. In Russia è già in vigore da tre anni - una realtà che molti hanno preferito negare, aggrappandosi all’illusione di un tranquillo ritorno alla normalità, a uno status quo solo temporaneamente interrotto dalla guerra contro l'Ucraina. È lo stesso status quo che ha permesso all'Unione Europea - Germania in testa - di continuare a importare…
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Buongiorno, dopo una newsletter con al centro l'Europa — quella di ieri — oggi il nostro viaggio riparte da Mosca e Pechino: ieri i due leader, Putin e Xi, si sono parlati per la terza volta dall'inizio dell'anno, ribadendo l'amicizia «senza limiti» di questi anni. A Washington, intanto, Trump sta usando l'Ucraina per rompere l'abbraccio fra le due potenze. Tutto, come ogni giorno in quest'ultimo mese frenetico, ruota attorno a quello che il presidente degli Stati Uniti fa, o non fa: manovra per allontanare Xi e Putin, riceve Macron alla Casa Bianca, allinea…
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