La terza guerra mondiale a pezzi, come l’ha chiamata Papa Francesco, dal 7 ottobre ha visto aprirsi in Israele e nella Striscia di Gaza un nuovo fronte incendiario, che peraltro covava sotto la cenere da tempo, pronto a riesplodere. L’innesco è stato il brutale massacro di civili israeliani operato da Hamas. Pura barbarie che non ha avuto pietà di bambini, donne, giovani, anziani inermi. Niente può giustificarla! Al massacro ha fatto seguito la non meno brutale rappresaglia di Israele con bombardamenti…
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Nel 41esimo giorno di guerra in Medio Oriente, Israele continua le sue operazioni nell'ospedale al-Shifa di Gaza, sotto assedio da giorni. Trovate armi ma non ostaggi di Hamas. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato una bozza di risoluzione che chiede "pause umanitarie urgenti e prolungate e corridoi in tutta Gaza per un certo numero di giorni per consentire l'accesso agli aiuti ai civili".
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Le forze armate israeliane hanno fatto saltare in aria l’edificio del parlamento a Gaza city. Lo riferisce il sito Ynet, che oltre alla notizia ha pubblicato una foto dei militari del 13° battaglione che tengono in alto le bandiere bianche e blu con la stella di David e le insegne militari in segno di omaggio. Nel reparto in questione militavano 41 dei militari uccisi negli attacchi del 7 ottobre e quindi le immagini hanno un forte valore simbolico, anche se l’edificio era in disuso da anni e già diroccato.
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La maggioranza degli americani ritiene che Israele dovrebbe dichiarare un cessate il fuoco a Gaza e cercare di negoziare. E' quanto emerge da un sondaggio Reuters-Ipsos citato dal Guardian, secondo il quale il 68% degli interpellati si è detto d'accordo con l'affermazione "Israele dovrebbe dichiarare un cessate il fuoco e cercare di negoziare". Il 32% degli intervistati ritiene che gli "Stati Uniti dovrebbero sostenere Israele", una quota in calo rispetto al 41% della precedente…
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Non bisogna dimenticare il precedente di Lyndon B. Johnson: le catastrofi in politica estera possono minare l’agenda interna e mettere a repentaglio le prospettive di rielezione di un presidente A metà del 1965, il presidente Lyndon B. Johnson diede il via al più vasto programma di riforme interne dai tempi del New Deal di Franklin D. Roosevelt. Mentre lo portava a termine, però, commise un grave errore.
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