«C'è rischio concreto per la vita dell'equipaggio della Flotilla? Mi auguro di no. Non sappiamo chi c'è a bordo e chi sono le persone, sappiamo solo gli italiani chi sono. Mi auguro che non ci siano atti di violenza da nessuna parte, però quando si forza un blocco, e si è avvisati che il blocco non deve essere forzato, i rischi ci sono. Questo va detto». Così il vicepremier Antonio Tajani parlando con i cronisti in Piazza Colonna
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La Global Sumud Flotilla non ferma la sua rotta verso Gaza e stima di arrivare in due giorni nella zona del blocco navale israeliano. Il ministro della Difesa Crosetto: "Corrono rischi elevatissimi". Arriveranno mercoledì nella zona ad alto rischio e giovedì saranno a Gaza. Lo promette uno degli italiani a bordo della Global Sumud Flotilla. La resistenza, nel suo nome, naviga ora nelle acque internazionali al largo di Creta: "Le difficoltà sono molte, però siamo molto determinati, ci stiamo avvicinando a un…
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Claudio Brachino riflette sulla necessità di un corridoio umanitario stabile verso Gaza, definendolo “un successo pieno” e un segnale della “sensibilità dell’Occidente” oltre i limiti della diplomazia finora emersi Claudio Brachino ha delineato con chiarezza l’obiettivo che ritiene prioritario per affrontare l’emergenza a Gaza: “Un successo pieno, arrivare in quel punto dove ci sono professiati di arrivare nel mare di Gaza, lasciare gli aiuti concretamente, ma creare un corridoio…
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Yassine Lafram sulla nave Karma, che fa parte della Global Sumud Flotilla in viaggio verso Gaza Il pericolo è alle porte, ma dalle barche della Global Sumud Flotilla l’invito è a concentrarsi altrove. «Guardate piuttosto a Gaza, il nostro focus è quello. Noi siamo solo uno strumento» spiega Yassine Lafram, presidente dell’Ucoii, l’Unione comunità islamiche italiane, imbarcato a bordo della nave Karma.
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Pronti a lasciare la nave. I parlamentari del Partito Democratico che sono sulla Flotilla, l'imbarcazione diretta verso Gaza, lanciano una linea soft. E annunciano che, al primo alt da parte delle forze armate israeliane, si fermeranno. Ma i parlamentari di Avs dicono di voler andare comunque avanti. "Nessuno forzerà
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"Stamane ho parlato con il ministro degli Esteri d'Israele chiedendo che venga garantita la sicurezza degli italiani, che non ci siano azioni violente in caso di intervento israeliano: continuiamo a dire alla Flotilla di ascoltare il messaggio del presidente della Repubblica perché è pericoloso avvicinarsi a un'area controllata dalla marina militare israeliana e la nostra marina militare certamente non può accompagnare le navi della Flotilla per forzare il blocco".
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Bene farebbero i politici che delegittimano in questi giorni gli attivisti della flottiglia a raggiungere velocemente le navi e imbarcarsi anche loro Nell’epoca della Menzogna Universale, insegna George Orwell, due più due non fa quattro, ma cinque, sei, sette. In queste ore le massime cariche istituzionali della Repubblica e i rappresentanti dei partiti politici di maggioranza e opposizione hanno iniziato a esprimere grande preoccupazione…
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L’obiettivo di seppellire la tragedia di Gaza con i suoi morti, nel trionfo di società rese indifferenti da politiche oramai insensibili all’umanità, che esibiscono senza vergogna i propri interessi, nel circolo esclusivo del potere, ha raggiunto l’effetto opposto. La mobilitazione pro Gaza, rimasta isolata per due anni, dilaga ormai a latitudini diverse, sale di livello, unisce culture lontane, arriva perfino in Australia
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L’appello di Flavio Lotti e Marco Mascia: l’Italia guidi un’operazione umanitaria urgente per rompere l’assedio di Gaza e soccorrere i civili Un appello diretto al governo italiano perché intervenga con decisione a sostegno della popolazione civile di Gaza. È quello lanciato da Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, e da Marco Mascia, presidente del Centro diritti umani…
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Trecento miglia nautiche, quindi almeno quattro giorni di navigazione, separano la Global Sumud Flotilla da Gaza. “Scortate” da droni che le monitorano ogni notte dall’alto, provocando non poca tensione fra gli equipaggi che quattro giorni fa sono stati colpiti in acque internazionali al largo di Creta, le barche continuano lentamente ad avanzare. Al momento sono 43, ma nella notte hanno dovuto d…
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Di Anna Chiappini Basta Non se ne può più della narrazione del Governo e dei governi locali a trazione destra che cerca di bollare quasi come “terrorista” chi studia, si informa, si mobilita per rompere la cortina di silenzio che è gravata fino a poco fa sul genocidio che si sta consumando nella martoriata terra di Gaza e zone limitrofe. Trattamento riservato perfino agli equipaggi della spedizione Global Sumud Flotilla, definita dal Presidente Mattarella “di alto valore umanitario” – attivisti, artisti, politici e civili…
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BOLOGNA – Tra «le donne e agli uomini della Flotilla», a cui ieri Sergio Mattarella ha scritto per esortarli ad evitare «i rischi» e ad accogliere «la mediazione», scaricando gli aiuti a Cipro, c’è anche Yassine Lafram, presidente Ucoii delle comunità islamiche d’Italia. Che da Bologna è partito per salpare a sud su una piccola nave della delegazione, Karma. E che da giorni partecipa alle riunioni dell’equipaggio per prendere una decisione comune su questo fronte.
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Ansa La piazza, sì, per dire che non sono anestetizzata, che mi sono accorta di quello che sta accadendo, che non ci sto: però poi in piazza finisco sotto una bandiera, ne vedo un’altra imbrattata, qualcuno là avanti lancia le bottiglie, grida, insulta, qualcuno augura la morte a qualcun altro. Cosa sto facendo, qui, per Gaza? La Flotilla allora, da appoggiare sui social e tra gli amici, per dire che serve una mobilitazione politica, un segnale forte, che se qualcuno corre un rischio è perché…
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In pochi si rendono conto che il mondo è arrivato ad una resa dei conti epocale; Trieste, Milano, Roma, New York, Istanbul, in ogni angolo cresce la tensione, ma non si può più essere divisi. Le manifestazioni per Gaza non sono, infatti, soltanto proteste contro un genocidio inumano, ma sono qualcosa di più profondo, sono specchi che riflettono un conflitto ben più radicale interno alla nostra società.
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Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia! Bombardare con il silenzio di Federica Giusti - venerdì 26 settembre 2025 ore 08:00 Non sono una politologa, non sono esperta di diritto internazionale né tanto…
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La bambina, fortunatamente, è nata in buona salute, e mi è sembrata la prima buona notizia arrivata da Gaza negli ultimi due anni. In quei giorni inquieti ho smesso di pensare al quadro generale; riuscivo a rivolgere i miei pensieri e la mia attenzione solo a quella vicenda privata che mi angosciava. Mai come in quei giorni ho sentito con tanta intensità il peso di ciò che stava accadendo. E tutto questo mi ha portato, ancora, a chiedermi: quello che succede a Gaza quanto mi riguarda? Cosa dice di me? Cosa mi insegna? E anche se chiederselo così suona quasi un atto…
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Bisognava arrivare all’intollerabile, bisognava che una “guerra” diseguale e trasformatasi in una orrenda carneficina si affacciasse tutti i giorni e da mesi e mesi sui nostri schermi televisivi affinché l’indignazione crescesse e da questa scaturisse la protesta che il 22 settembre 2025 ha visto finalmente nelle piazze italiane moltissimi lavoratori, studenti, cittadini, gente comune e personaggi famosi, tutti uniti nella condanna della persecuzione del popolo palestinese.
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Oggi, di fronte all’immane sofferenza e alle atrocità che continuano a consumarsi a Gaza, siamo chiamati a ribadire con forza che ogni vita umana è preziosa e insostituibile: nessuna causa potrà mai legittimare l’uccisione di innocenti, non esiste nessuna giustificazione ammissibile. In ogni guerra le prime vittime sono sempre le persone comuni, che non desiderano altro che vivere in sicurezza insieme alle loro famiglie.
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