La casa automobilistica giapponese Nissan ha annunciato il taglio di 9.000 posti dalla sua forza lavoro. L'azienda ridurrà la propria capacità produttiva del 20% in tutto il mondo, senza specificare un calendario, a fronte di un forte calo delle vendite. Allo stesso tempo, il gruppo ha dichiarato di aver rivisto nettamente al ribasso le previsioni di vendita e di utile operativo per il 2024. “Di fronte alla gravità della situazione, Nissan sta adottando misure urgenti per invertire la rotta e…
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Il comparto auto naviga in una crisi che si trascina da tempo e che si estende anche in Oriente. Nissan, la multinazionale giapponese del gruppo Renault con sede a Yokohama, ha ottenuto risultati semestrali deludenti ed ora corre ai ripari. Tagli e licenziamenti anche nel comparto auto del far East Il metodo è quello ormai noto, prevede una riduzione del 20% della capacità produttiva globale, per contenere i costi e il taglio del 7% dei posti di lavoro in tutto il mondo.
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L’attuale crisi del settore automobilistico sta colpendo diversi attori, dalle case produttrici ai fornitori. La corsa ai ripari sta colpendo anche Nissan, importante brand giapponese che si trova costretta ad adottare misure significative per garantirsi un futuro competitivo sul mercato globale. Quali decisioni sono arrivate? Gli elementi per pensare a un momento decisamente critico c’erano già tutti negli ultimi mesi.
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(Adnkronos) – Dopo i gruppi automobilistici europei, anche Nissan deve fare i conti con risultati deludenti e vara un piano d’emergenza con una ristrutturazione che include la perdita di 9.000 posti di lavoro – pari a quasi il 7% percento della forza lavoro complessiva (133.580 a fine marzo) – e il taglio volontario del 50% dello stipendio per l’amministratore delegato Makoto Uchida. Il gruppo giapponese ha annunciato le misure dopo la diffusione dei risultati semestrali che hanno mostrato un leggero calo…
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La casa automobilistica giapponese Nissan ha annunciato un drastico piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 9.000 posti di lavoro a livello globale e una riduzione della capacità produttiva del 20%. La decisione è stata motivata da un forte calo delle vendite e da una “situazione grave” dei conti, che ha spinto l'azienda a prendere misure urgenti per tornare competitiva sul mercato mondiale.
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