Roma, 01 mag - Chiusura in modesto rialzo per la Borsa di Tokyo, sostenuta dai guadagni di un piccolo gruppo di titoli tecnologici e dalla performance di Wall Street, mentre il rafforzamento dello yen ha contribuito al rimbalzo dei rendimenti dei titoli di Stato. Le autorita' giapponesi sono intervenute sul mercato valutario per frenare la rapida discesa dello yen al cambio col dollaro: si tratta del primo intervento del genere in quasi due anni.
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' min read For feedback, please contact [email protected] Translated by AI Versione italiana Futures were little moved on Wall Street after a record month. A solid quarterly earnings season, coupled with hopes of an easing of tensions in the Middle East, pushed equities up in recent weeks. The S&P 500 closed above the 7,200-point mark yesterday for the first time ever; record highs also for the Nasdaq
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La Borsa di Tokyo avvia l'ultima seduta della settimana in leggero rialzo, in scia all'accelerazione degli indici azionari Usa, nonostante la stallo sulle negoziazioni tra Iran e gli Stati Uniti sulla guerra in Medio Oriente, grazie al ridimensionamento delle quotazioni del petrolio Brent, e i risultati fin qui incoraggianti dalla stagione delle trimestrali. In apertura il Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,13% quota 59.363,64 e un guadagno di 78 punti.
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I prezzi del petrolio hanno aggiunto un’altra sfida. Il WTI è salito a 110 USD, mentre il Brent è salito a 120 USD. I prezzi dell’energia più alti non sono favorevoli per il Giappone, che è un importatore di petrolio. L’impennata dei prezzi del petrolio aumenta la pressione inflazionistica, comprime i margini e penalizza i titoli dei trasporti. Il Nikkei 225 affronta pressioni dato che lo yen potrebbe rafforzarsi, i prezzi del petrolio restano elevati…
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La Borsa di Tokyo ha terminato la giornata con un segno negativo, registrando un calo significativo dovuto principalmente all’incertezza nei mercati globali. Gli investitori hanno mostrato preoccupazione per la situazione di stallo nelle trattative tra Iran e Stati Uniti, che continua a influenzare negativamente il clima economico internazionale. A fine seduta, l’indice Nikkei ha registrato una perdita dell’1,06%, scendendo a 59.284,92 punti, con una diminuzione di 632 punti.
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Giovedì 30 aprile 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Il rialzo del Brent a 125 dollari e le incertezze sui tassi di interesse europei e americani pesano sui mercati, con gli investitori in attesa dei prossimi sviluppi Link alla notizia
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MILANO Borse asiatiche in rosso mentre si teme una nuova escalation in Medioriente, dove lo stretto di Hormuz resta bloccato e gli Stati Uniti starebbero valutando nuovi attacchi all'Iran. Il petrolio vola ai massimi dall'inizio della guerra, con il Brent che si è spinto fino a sfondare i 126 dollari al barile, prima di ripiegare sopra i 123 dollari, ai massimi da almeno quattro anni, mentre il Wti si colloca sopra i 109 dollari al barile.
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Con la volata del petrolio, l’Asia viaggia in netto rosso, giovedì 30 aprile. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei perde l’1,2%, Hong Kong l’1,32%, Shanghai è sotto la parità, mentre i futures sul Nasdaq viaggiano in calo dello 0,25%. I prezzi del greggio restano molto volatili, il Wti si muove attorno a 110 dollari, il Brent a 114 dollari dopo una fiammata a 125. Leggi anche: Amundi: deflussi per 9 miliardi da Unicredit, ma gli afflussi netti…
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Roma, 30 apr. – Le borse asiatiche si mostrano quest’oggi in sofferenza sulla ripresa della corsa del prezzo del petrolio. Tokyo cede l’1,22%, mentre Shanghai tenta di agganciare la parità, cedendo lo 0,06%. Male Hong Kong con l’Hang Seng che perde l’1,51% e Seoul, con il Kospi in ribasso dello 0,82%.
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