Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social L'allenatore Luis Enrique ha ringraziato “il caro amico” professore e traduttore conosciuto ai tempi dell’avventura alla Roma Luis Enrique, l’allenatore del Paris Saint-Germain, ha vinto per la terza volta la Champions League…
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La seconda Champions League consecutiva del PSG è arrivata da una finale ben diversa da quella stravinta l’anno scorso sull’Inter, con il modernissimo Arsenal a fare puro catenaccio (‘blocco basso’ in covercianese per nerd) dopo il gol di Havertz, ma lo avrebbe fatto anche sullo 0-0, e a impedire i contropiede (aka ripartenze) della squadra di Luis Enrique che ha dominato nel possesso palla e basta, pur avendo una qualità media dei singoli nettamente superiore.
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Luis Enrique. Terza Champions in carriera, la seconda di fila con il suo PSG 4.0. Niente figurine strapagate e capricciose, ma un gruppo di giovani che gioca insieme. Il tecnico si conferma tra i top in Europa, eppure il suo nome resta misteriosamente fuori dall'Olimpo di stampa e critica. Duro, attento ai dettagli, un vincente a 360 gradi, determinato come quando era in campo. Vincerà ancora per la sua bimba che lo guarda vincere da lassù.
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Un contratto d’oro, da venti milioni di euro netti a stagione fino al 2030, che lo renderà il più pagato dello spogliatoio, per dare la caccia al record di Zidane e del Real Madrid, per lasciare il segno nella storia della Champions e del calcio mondiale. Il Psg blinda Luis Enrique, l’uomo che ha ereditato un album di figurine e lo ha trasformato in una squadra formidabile capace di realizzare il primo back to back della grande coppa dopo il triennio di Zizou con i Blancos tra…
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"Non ho molto da dire su me e Lucho. La storia la conoscete”. Claudio Bisceglia si imbarazza, sorride e cerca di schivare le domande. Anche se schivarle è impossibile questa volta. Luis Enrique ha appena vinto la sua terza Champions League — la seconda consecutiva col Paris Saint-Germain, battendo l'Arsenal ai rigori — e davanti ai microfoni di Sky Sport ha voluto dedicare il trofeo proprio a lui…
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Luis Enrique ci ha preso gusto, ed è entrato letteralmente nella leggenda, vincendo la terza Champions League della sua carriera da allenatore: la prima col Barcellona nel 2015, poi le due consecutive negli ultimi due anni. C'è un elemento comune che però ha accompagnato l'allenatore spagnolo in questi anni, l'amicizia con Claudio Bisceglia, interprete per i giallorossi ormai da una vita, 15 anni. Proprio da quando Luis Enrique - appena arrivato alla Roma - lo ha…
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BUDAPEST – C'è una maniera per migliorare la squadra che da due anni è la migliore del mondo? Luis Enrique ce l'ha, e lo dice curiosamente e incongruamente in italiano, tra una risposta in francese (che parla malissimo) e una in inglese: "Piano piano". Il modo è un pezzo per volta, dunque, anche se con questo sistema il Psg un'estate fa si è probabilmente indebolito: ne ha cambiato soltanto uno (…
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Prima di immergerci nel Mondiale, che racconterà un calcio diverso perché le nazionali sono meno orchestre, ma certe improvvisazioni possono arrivare a livelli sublimi, archiviamo la stagione dei club nel segno di Luis Enrique, che con la terza Champions vinta ha scalato molti gradini nella graduatoria dei migliori allenatori della storia. Ci sono cose che vanno oltre i trofei tra i parametri con i quali giudichiamo un tecnico, perché i trofei li…
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Alla Roma non ci hanno creduto. Ma forse era anche il momento sbagliato. Per Luis Enrique era la prima panchina importante dopo l'apprendistato triennale con il Barcellona B. Il club giallorosso era alla sua prima esperienza americana, con James Pallotta e Thomas Di Benedetto alla guida. L'area tecnica era sotto il doppio controllo di Franco Baldini e Walter Sabatini. Gli costruirono una squadra abbastanza eterogenea, molto rinnovata…
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In conferenza stampa, qualche ora prima della finale, Luis Enrique non aveva certo tenuto un profilo basso. «Siamo i campioni in carica, accettiamo il ruolo di favoriti e vogliamo riportare la Coppa a Parigi». Messaggio chiaro che potrebbe sembrare un po’ smargiasso, ma se rilasciato con quel sorrisone da meme che si porta sempre dietro, beh, assomiglia più a un’ammissione di…
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Puoi vincerla per distacco o puoi vincerla per un soffio. Puoi riuscirci perché non sbagli nulla o perché gli avversari fanno un errore decisivo quando più conta. Resta un fatto: la vinci. Luis Enrique questo ha affinato: l’arte di vincere. Ha messo insieme, seduti a guardare, quelli che vogliono il risultato e quelli che vogliono il gioco. Il segreto è dare sempre il primo, il secondo quando si …
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La terza Champions e una dedica speciale. È una notte da ricordare per Luis Enrique che vince la massima competizione europea con il suo Paris Saint Germain battendo l'Arsenal ai calci di rigore. Nell'euforia generale non è mancato un ricordo, da parte dell'ex Roma, a chi ha rappresentato una parte importante del suo percorso. "Io devo ringraziare il mio caro amico Claudio Bisceglia, il mio insegnante romanista", ha detto Luis ai microfoni di Sky Sport
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Momento curioso dopo il fischio finale a Budapest Luis Enrique ha celebrato la conquista della sua seconda Champions League alla guida del PSG dedicando un pensiero speciale a un tifoso italiano. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria ai rigori contro l'Arsenal, il tecnico spagnolo ha aperto l'intervista salutando e ringraziando Claudio Bisceglia.
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Non solo re, ma pure profeta. Luis Enrique in fondo aveva avvertito tutti, pubblicamente, che il suo Psg quest'anno puntava al bis. Non tanto in campionato, ma soprattutto in Champions League. Insomma, il tecnico spagnolo non si è mai nascosto. Anzi, nel corso della stagione, ha reiterato l'obiettivo di alzare di nuovo la coppa, dopo aver scritto la storia negandola un anno fa all'Inter. E il club dell'emiro ha l'obiettivo di consolidare il proprio peso nella storia del calcio europeo.
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Il Psg di Luis Enrique continua a evolversi: meno verticale rispetto al passato, più capace di attirare pressione, svuotare e rioccupare il centro del campo per colpire sugli esterni. Un principio trasformato in esercitazione attraverso un gioco di posizione orientato a terzo uomo, rotazioni e combinazioni
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