“C’è qualcosa che forse non sanno. Un piccolo aspetto dell’Alex di casa. Non dell’Alex che vince le Paralimpiadi o i mondiali di Indy, ma l’Alex che si fa il caffè, che il sabato sera impasta la pizza, che ti guarda e dice: ascoltami, aiutami un attimo a ‘pistolare’ con lo spid che io non ci capisco niente”. A dirlo è Niccolò Zanardi, figlio di Alex, intervenuto al termine della cerimonia funebre nella basilica di Santa Giustina a Padova
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L’applauso della folla numerosissima, nonostante la pioggia incessante, all’arrivo del feretro. E poi il saluto struggente della moglie Daniela, del figlio Nicolò, quasi a voler ringraziare l’abbraccio fortissimo ricevuto dopo la morte del loro Alex padre e marito, figlio della signora Anna, che per tutti è stato grande campione di sport, ma soprattutto fuoriclasse nella vita. Migliaia le persone presenti.
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Alex Zanardi, la cognata: "'Combattente' è la tua essenza più vera" 5 maggio 2026 – “Combattente. Credo che questa parola racchiuda la tua essenza più vera”. A dirlo è Barbara Manni, cognata di Alex Zanardi, che ha preso la parola a nome della famiglia davanti all’altare della basilica di Santa Giustina a Padova, al termine della cerimonia funebre dell'ex pilota e campione paralimpico morto a 59 anni.
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La basilica di Santa Giustina a Padova era piena per l'ultimo saluto ad Alex Zanardi. Sotto l’altare è stata portata l’handbike dell’atleta bolognese. Tra i primi ad arrivare i ragazzi di Obiettivo3, l’associazione che Zanardi ha creato per promuovere la handbike, il presidente della Fia Stefano Domenicali e Luca Pancalli già presidente del Comitato italiano paralimpico. In chiesa anche l’ex…
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Attesi anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e il presidente del Coni, Luciano Bonfiglio. Tra i presenti anche Alberto Tromba e Kristina Ghedina. In Basilica anche Luca Zaia, che ha detto: «L'ultima volta che l'ho incontrato era per fare un'iniziativa benefica in Sudan. Lui ha sempre mandato messaggi positivi, come quello dei cinque secondi. Ha perso le gambe e ha continuato a vincere, un esempio per…
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Non è vero che Alex Zanardi è morto. Se ne è andata la scatola che lo conteneva, il corpo sfinito da troppe battaglie. Si sono spenti quegli occhi blu che erano una delle meraviglie della casa, insieme alle fossette e al sorriso bolognese sempre pronto a illuminare chiunque lo incontrasse. Ecco sì, quello ce lo siamo perso e giustamente lo piangiamo. Non soltanto noi italiani, un po’ dappertutto. Perché Sandrino era diventato qualcuno ovunque nel mondo.
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