Nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio (OPS) volontaria totalitaria promossa dasulle azioni ordinarie di Mediobanca, risulta che oggi 22 agosto 2025 sono state presentate 37.921 richieste di adesione. Pertanto, complessivamente le richieste di adesione sono a quota 161.878.452, pari al 19,4267% delle azioni oggetto dell'offerta (o al 19,0567% sulle eventuali massime 849.458.551 azioni oggetto di offerta emesse a favore dei beneficiari dei Piani di Incentivazione).
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A favore solo il 35%. No di Caltagirone, astenuti Delfin e le casse previdenziali. Unipol è uscita dal capitale come effetto del disco verde della Bce all’Ops del Monte. Ora Mps si trova la strada spianata per la sua scalata.Il fortino di Mediobanca ha perso l’ultima barricata. L’Ops su Banca Gene...
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Il ribaltone nell'assemblea di Mediobanca consumatosi ieri è solo l'ultimo atto di un battaglia che dura da diversi anni tra il management di Piazzetta Cuccia e i grandi soci Delfin (19,8%) e Caltagirone (9,9%). La genesi, in ogni caso, risale ai contrasti per come veniva governata Generali, la principale compagnia assicurativa italiana sulla quale Mediobanca esercita un'influenza dominante con una storica quota del 13,2% da sempre foriera di bei dividendi e decisiva…
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Il verdetto dei soci contro la proposta di Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, è stato persino più duro delle previsioni. L'operazione Banca Generali, ovvero l'alternativa difensiva pensata dal banchiere per sfuggire alle mire di Mps, si è schiantata contro la volontà del mercato che ha negato il suo assenso con un esito piuttosto netto: i voti favorevoli alla proposta concepita da Nagel si sono fermati al 35,4% del capitale.
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Banca Generali addio. L’assemblea di Mediobanca ha bocciato il piano dell’amministratore delegato Alberto Nagel per difendersi dalla scalata di Mps: a fronte del 78% di capitale presente solo il 35% ha votato a favore; il 10% si espresso in maniera contraria e il 32,9% si è astenuto. «Un’opportunità mancata – attacca il banchiere - per effetto del voto espresso, in particolare, da azionisti che, …
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Un’epoca è finita. Quella in cui le azioni si pesavano e non si contavano, in cui i manager comandavano sui soci, fino a trasformare la governance in una sorta di autocrazia. Il voto di ieri sull’offerta di scambio di Mediobanca su Banca Generali, ristabilisce, in qualche modo, l’ordine naturale delle cose. Le azioni si contano, e sono gli azionisti a decidere i destini dei gruppi nei quali investono il loro denaro.
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L’astensione decreta la bocciatura dell’ops di Mediobanca su Banca Generali. Questo è stato l’esito dell’assemblea che ieri ha stoppato l’operazione di creazione del polo italiano del wealth management su cui Piazzetta Cuccia puntava per contrastare l’offerta di Mps. Un piano che non era ben visto dal governo, che caldeggia invece la creazione di un terzo polo bancario attraverso le nozze fra Siena -…
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Nel film Per un pugno di dollari, Clint Eastwood dice che «quando l’uomo con la pistola incontra l’uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto». Quando un mercato fragile e prono al potere incontra un governo nazionalista sfrontato, il mercato è morto. L’agosto in cui Enrico Cuccia tesseva la ragnatela per attirarci, come una mosca, il mercato in vacanza, si rivela fatale a Mediobanca. Chi la criticò al suo auge e ne vede i limiti attuali, comunque ne deplora la sparizione, realizzata in…
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Si apre oggi alle 10 l’assemblea di Mediobanca. E sarà un’assise veloce, perché gli azionisti sono chiamati a esprimersi per il tramite del rappresentante delegato e su un unico punto: l’offerta pubblica di scambio del valore di 6,3 miliardi lanciata da Piazzetta Cuccia su Banca Generali, che porterebbe con sé l’addio dell’istituto milanese alla storica partecipazione in Generali (ha in pancia il 13,2%).
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