Il principe Harry e la moglie Meghan Markle hanno rivolto una «esortazione» a Mark Zuckerberg affinché ci ripensi: per loro la dismissione della censura e delle policy woke che hanno caratterizzato gli ultimi anni dei social di Meta dovrebbe «preoccuparci profondamente tutti». I duchi di Sussex hanno affidato le loro preoccupazioni a una dichiarazione ufficiale pubblicata sul loro sito.« Harry e Meghan «profondamente preoccupati» per la fine della censura…
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Da tempo impegnati nelle lotta per la sicurezza su internet, in particolare riguardo ai giovanissimi, Harry e Meghan non potevano che accogliere con disappunto la decisione, annunciata la scorsa settimana da Mark Zuckeberg, di eliminare le operazioni di fact-checking sui contenuti pubblicati da Meta. E a poche settimane dal ritorno della Markle su Instagram (con un profilo, @meghan, che ha subito raccolto oltre un milione e mezzo di follower), hanno reso pubbliche le…
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Meghan Markle e il principe Harry hanno esortato Mark Zuckerberg a revocare le modifiche apportate alle politiche di fact-checking di Meta, a causa delle quali Facebook e Instagram sostituiranno il programma di verifica dei contenuti in favore di un sistema di note della comunità simile a quello della piattaforma di social media X di Elon Musk. I duchi di Sussex hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla questione, affermando che dovrebbe…
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Dopo la cura Musk a Twitter, ora anche Meta torna sui propri passi e cancella il fact checking e l’agenda woke. Ma il grande cambiamento è in mano a Trump che ha promesso di cancellare i programmi Dei
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Perché sbarazzarsi del fact-checking (come vorrebbe Trump) potrebbe nuocere anche all’auto elettrica
Con l’imminente ritorno di Donald Trump le grandi aziende del tech come Meta stanno cambiando rotta sulla moderazione dei contenuti social; fra le possibili conseguenze, il dilagare di (ulteriori) fake news sull’auto elettrica. Delle possibili conseguenze (negative) sulla diffusione dell’auto elettrica legate alla rielezione di Donald Trump vi avevamo diffusamente parlato. Dalla promessa di voler trivellare ovunque, (ricordate? al grido di…
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Nelle ultime settimane, Meta ha intrapreso un percorso di rinnovamento, introducendo modifiche sostanziali alle sue politiche e alla gestione aziendale sotto la guida di Mark Zuckerberg. L’obiettivo principale dichiarato è ora quello di ristabilire i principi di libertà di espressione, orientando l’azienda verso i suoi valori fondamentali, facendo “ciao ciao” a tutte le scemenze woke del passato. Una capriola mica da niente, annunciata dal clamoroso video del fondatore di Facebook in cui…
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Il gran ritorno alla politica di Meta passa anche da Instagram Instagram e Threads di Meta abbandonano il filtro che impediva ai contenuti politici di finire nello scroll degli utenti, spesso giovanissimi. Una novità che segue di poche ore la giravolta sul fact-checking annunciata da Zuckerberg. Cosa fatta capo ha. Lo dicevano nel Medioevo, vale ancora per le Big Tech americane del Web del Terzo millennio
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Negli ultimi anni, Mark Zuckerberg e la sua Meta (ex Facebook) sono stati sinonimo di posizioni progressiste, programmi di inclusione e diversità, e un’adesione — quanto meno di facciata — ai valori dell’Identity Politics. Eppure, nell’arco di poche settimane, abbiamo assistito a un ribaltamento quasi totale delle politiche interne di Meta: dall’abolizione del fact-checking (almeno negli Stati Uniti) al clamoroso taglio dei programmi DEI (Diversity, Equity & Inclusion).
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Meta, sotto la guida di Mark Zuckerberg, ha deciso di rimuovere tamponi e assorbenti dai bagni maschili come riporta il The New York Times. La decisione segna il nuovo corso deciso dal creatore di Facebook sui programmi di diversità, equità e inclusione. Questi prodotti erano stati introdotti per tutelare i dipendenti non binari o in transizione di genere, ma la loro rimozione rappresenta l’ennesimo passo di un cambiamento più ampio nelle politiche aziendali…
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