Due risultati che non arrivano allo sbarramento, due storie diverse ma con uno stesso destino: sono fuori dai seggi dell’Europarlamento. Per il Terzo Polo è il momento di leccarsi le ferite ma anche l’inizio di un percorso in salita per il progetto centrista autonomo al sistema bipolare che si delinea in Italia anche alla luce di queste Europee. Stati Uniti d’Europa (l’alleanza elettorale tra Emma Bonino e +Europa, i radicali, il Partito socialista italiano e Italia Viva di Matteo…
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Non lo nomina, ma è a Calenda che pensa: «Che follia l’assurda rottura del Terzo polo». E lui replica: «Nessun rammarico, i nostri elettori sono incompatibili con Renzi, che fa i partiti per sfasciarli». Macché, non si pentono. I capponi di Renzo. Che legati per le zampe e trascinati al martirio si ingegnavano a beccarsi tra loro. Un milione e mezzo di voti buttati, nessun eletto. Mentre il padre nobile, Emmanuel Macron, veniva strapazzato da Marine Le…
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Gli opposti si attraggono. Ma nel caso di Carlo Calenda e Matteo Renzi il risultato è l’implosione. Dell’ex Terzo Polo, alla voce Europee 2024, si ricorderà solo il fragoroso flop. Una poltrona per due che è troppa, le strade che si dividono e il traguardo che è il medesimo: ossia sotto la soglia di sbarramento e un amaro, a tratti drammatico, le porti un bacione a Bruxelles. Il leader di Italia viva, sui social, commenta: “Niente, è andata male.
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Europee, Calenda: “Ho detto a Bonino che nostri elettorati e quello di Renzi non erano compatibili” 10 giugno 2024 “Una sconfitta che non ci aspettavamo. Non ce lo aspettavamo, avevamo fatto una campagne elettorale lista di candidati straordinari e un modo di fare la campagna onorevole. Questo percorso non è stato sufficiente perché c’è un’onda violentissima di polarizzazione. Si vede dai risultati di Vannacci, di Ilaria Salis, da quelli della…
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Che flop. Sono tanti gli esclusi eccellenti che non sono riusciti a farsi eleggere alle europee. In un clima dominato dall'astensionismo, con meno di un italiano su due che si è recato alle urne, tra i bocciati "vip" del fine settimana elettorale spiccano in primis i candidati dell'area riformista centrista: né "Stati Uniti d'Europa" di Matteo Renzi ed Emma Bonino (ferma al 3,7%), né "Azione-Siamo europei" di Carlo Calenda (3,3% dei…
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Le elezioni europee, in genere, si prestano ad analisi meno nette e più sfumate delle sconfitte. Questa volta, però, ci sono tre risultati che possono essere letti con una stessa chiave... Leggi tutta la notizia
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La ‘capramobile’ non è partita. Il van della campagna elettorale di Vittorio Sgarbi, candidato a sorpresa con Fratelli d’Italia, si è messo in moto ma dopo poco si è fermato. L’ex sottosegretario alla Cultura, finito al centro di diverse inchieste giudiziarie che l’hanno costretto a dimettersi, alle Europee non ha sfondato: 22.879 preferenze nella circoscrizione Sud, nono in…
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Il “trombato” più illustre a livelli europeo è un greco, uno dei tanti guru della sinistra mondiale che in Italia, per qualche anno, era stato l’icona dei “compagni” che si opponevano alla grande finanza speculativa orchestrata dalle destre plutocratiche nella grande congiura contro il mondo dei buoni e degli onesti, Yanis Varoufakis, ex ministro del governo di Tsipras, altro astro prematuramente crollato sul terreno della realtà.
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Sono l'altra faccia della solida affermazione di FdI e Pd ma anche delle scelte più coerenti di FI, Lega e AVS Le elezioni europee, in genere, si prestano ad analisi meno nette e più sfumate delle sconfitte. Questa volta, però, ci sono tre risultati che possono essere letti con una stessa chiave inequivocabile. Matteo Renzi e Carlo Calenda, rimasti sotto la soglia del 4% con Stati Uniti d'Europa e Azione, e Giuseppe Conte, intorno 10% con il peggiore dato dal 2013, possono trarre una conclusione comune…
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