«Illegale». E per questo discriminatorio. Così l’Alta corte britannica ha bollato ieri la messa al bando di Palestine Action, il gruppo di attivisti che la scorsa estate compiva una serie di azioni dimostrative contro l’indisturbata mattanza di palestinesi da parte dell’esercito israeliano, due delle quali aventi come bersaglio la fabbrica d’armi israeliana Elbit Systems e la base della Royal Air Force di Brize Norton, in ambedue i casi risoltesi con danneggiamenti di strumenti di morte e l’immediato loro…
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Secondo i giudici, tale restrizione violava il diritto di protesta e deve pertanto essere annullata. La Corte ha inoltre esortato la ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, a rispettare la decisione giudiziaria. Tuttavia, il destino di oltre 2.500 persone arrestate per aver sostenuto Palestine Action dopo la proscrizione rimane incerto. La ministra Mahmood ha infatti dichiarato l’intenzione di presentare ricorso contro la sentenza.
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La giustizia britannica sta mettendo un freno all’accanimento che il governo ha riservato negli ultimi mesi al movimento solidale con la Palestina. L’Alta Corte del Regno Unito ha infatti dichiarato illegale la messa al bando di Palestine Action, la sigla che nel giugno 2025 era stata inserita tra le organizzazioni terroristiche dalla ministra dell’Interno Yvette Cooper. La sentenza ribalta la linea dettata dal governo.
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L'Alta Corte di Londra ha accolto in primo grado il ricorso di Palestine Action contro la contestata messa al bando per terrorismo voluta dal governo di Keir Starmer. I giudici hanno definito la misura illegale e sproporzionata, ritenendola una grave limitazione della libertà di espressione. La sanzione resta però in vigore almeno fino alla prossima udienza, prevista entro la fine del mese e dove si deciderà se lasciarla in vigore durante il secondo grado del processo.
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Il 13 febbraio 2026 l’Alta corte del Regno Unito si è pronunciata contro il provvedimento, adottato dal governo di Londra il 5 luglio 2025, di dichiarare “gruppo terrorista” e mettere al bando il movimento Palestine Action. “Questa decisione rappresenta una fondamentale affermazione del diritto di protesta in un periodo in cui sta subendo un attacco coordinato e intenzionale. L’Alta corte ha detto chiaramente al governo che non può usare arbitrariamente i suoi poteri antiterrorismo per ridurre al silenzio o…
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Palestine Action non è un’organizzazione terroristica, e la messa al bando dell’associazione, imposta dal governo laburista di Keir Starmer, è sproporzionata. Quella caduta su uno degli esecutivi europei più duri nei confronti della protesta a sostegno della causa palestinese rappresenta una vera e propria scure e apre un contenzioso inedito tra l’Alta Corte britannica e il governo: il divieto è apparso a molti osservatori autorevoli…
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Palestine Action ha vinto in primo grado il ricorso all'Alta Corte di Londra contro la contestatissima messa al bando per "terrorismo" voluta dal governo britannico nei confronti dell'organizzazione pro-pal nota per azioni di disobbedienza civile, ma i cui attivisti non sono mai stati condannati per attentati di sorta contro le persone. Si tratta di un duro schiaffo per l'esecutivo del premier laburista Keir Starmer
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L’Alta Corte britannica ha stabilito che Palestine Action non è un’organizzazione terroristica e che il divieto imposto dal governo guidato da Keir Starmer è stato illegittimo e sproporzionato. Per i giudici delle Royal Courts of Justice, la messa al bando decisa dal ministero dell’Interno sulla base del Terrorism Act non era giustificata. Il governo ha già annunciato ricorso, ma la sentenza rappresenta…
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