Giorgia Meloni vola a Parigi e partecipa alla conferenza sul blocco a Hormuz, organizzata da Emmanuel Macron, con Keir Starmer e Friedrich Merz. Al centro, c'e una possibile spedizione europea nello Stretto, per le attività di sminamento. La presenza a Parigi consente a Meloni di riaffermare un posizionamento attivo dell'Italia con la coalizione dei volenterosi e di ribilanciare le tensioni con gli Stati Uniti, dopo giorni di attacchi…
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Altre informazioni:
L’Eliseo ha annunciato che domani si terrà a Parigi una videoconferenza, capitanata da Francia e Regno Unito, che metterà insieme un gruppo di “Paesi non belligeranti” per favorire la ripresa del traffico commerciale nello Stretto. Il Wall Street Journal precisa che l’iniziativa potrebbe prendere forma soltanto dopo la fine del conflitto e non sarebbe sotto il comando americano. Tre le fasi previste: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari.
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Dopo le indiscrezioni, Palazzo Chigi ha ufficializzato il viaggio: Giorgia Meloni sarà a Parigi domani, 17 aprile, per partecipare al vertice internazionale sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Alla riunione, organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron, prenderanno parte anche il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere
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Si terrà domani a Parigi un nuovo vertice dei cosiddetti "volenterosi di Hormuz", coalizione formata da oltre 40 Paesi. Sul tavolo un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata. Il vertice è stato convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Starmer e dovrebbe vedere la partecipazione in presenza della presidente del Consiglio Meloni.
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Si prepara a volare da Emmanuel Macron. Ospite già venerdì del presidente francese a Parigi, assieme a Keir Starmer e Friedrich Merz, per discutere del blocco di Hormuz e di una possibile spedizione continentale nello Stretto. L’ufficializzazione arriverà solo oggi, ma l’unica possibilità che la leader non venga fotografata all’Eliseo è legata all’eventualità che il cancelliere tedesco resti in p…
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«Qualsiasi mossa o interferenza nello stretto di Hormuz non farebbe altro che complicare la situazione». L'ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in risposta al recente piano dei Paesi europei di formare una coalizione per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, dopo la guerra. «La sicurezza dello stretto di Hormuz è garantita dall'Iran da decenni e, con l'aiuto degli Stati regionali, l'Iran è in grado di assicurare la sicurezza e…
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Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Chiuso lo Stretto di Hormuz, dalla guerra prima e dal blocco navale di Donald Trump poi, il presidente americano annuncia un possibile nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran “nei prossimi due giorni”. Ma a muoversi sono i Paesi europei, che hanno allo studio un piano…
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LONDRA – Ieri la ministra delle Finanze britannica Rachel Reeves ha definito la guerra di Trump e Netanyahu in Iran una «follia», ma pure alla follia ci deve essere un limite. Dunque, come per l’Ucraina, i Volenterosi si stanno coordinando per cooperare anche sullo Stretto di Hormuz e sbloccarlo prima che i danni diventino catastrofici. Ma, come per Kiev, solo quando le ostilità saranno definitiv…
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True Carlo Tarallo Trump pretende i nostri cacciamine. Chigi però non vuole finire in trappola La Casa Bianca annuncia il coinvolgimento di Londra, Keir Starmer nega. A Roma si attende un mandato internazionale dell’Onu.La richiesta di Donald Trump di inviare navi cacciamine nella zona dello Stretto di Hormuz non verrà accettata dall’Italia. È quanto apprende La Verità da fonti di primo piano. Trump ha affermato che gli Usa invieranno nella zona «navi cacciamine altamente sofisticate…
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Ci sono dei momenti, nelle crisi internazionali, in cui anche restare fermi può diventare una scelta. Questo è esattamente il punto in cui si trova l’Italia che nei prossimi giorni dovrà rispondere alle pressioni del presidente americano Donald Trump che chiede il sostegno di Roma per sminare lo Stretto di Hormuz. L’appello di Washington è rivolto anche a Germania, Regno Unito e Olanda, gli unici Paesi europei insieme all’Italia in possesso di imbarcazioni…
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Il braccio di ferro geopolitico che sta interessando lo Stretto di Hormuz ha riacceso i riflettori su una delle componenti più silenziose, ma tecnologicamente avanzate, della nostra Difesa: i cacciamine della Marina Militare italiana. Mentre nelle ultime ore sono circolate indiscrezioni insistenti circa una presunta richiesta degli Stati Uniti per l'impiego dei dragamine tricolori nel Golfo Persico, fonti ufficiali interpellate dal Corriere hanno…
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L’Europa prova a inserirsi nella difficile partita sullo Stretto di Hormuz, coinvolgendo anche altre aree del mondo. I segnali sono contrastanti. Da una parte si sta sviluppando il negoziato a Islamabad, tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran. Dall’altra, due cacciatorpedinieri statunitensi sono entrati nel braccio di mare per iniziare a sminare le acque. In parallelo, la nuova «coalizione dei volenterosi», che si è formata nelle scorse settimane, sta mettendo a punto un…
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