Non si placa il caso d’agosto. La Procura di Roma ha fatto sapere che non c’è alcuna indagine aperta nei confronti della sorella della premier, Arianna Meloni, e nemmeno esposti che potrebbero attivarla. Alessandro Sallusti, il direttore del Giornale che ha dato fuoco alle polveri titolando in prima pagina «Vogliono indagare Arianna Meloni», però, conferma quanto gli avrebbero riferito le sue fonti.
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Arianna Meloni e il Giornale fra complotti e autocomplotti Sarò franco, al solito, sino alla provocazione contro me stesso, su questa storia del complotto ai danni delle sorelle Meloni, e dintorni, caduta sulla cronaca politica come uno degli acquazzoni sull’Italia in questa estate che si è finalmente rotta, anche del caldo che ci ha procurato. “Un complotto all’italiana” – ha scritto il consumatissimo e ottimo Filippo Ceccarelli su Repubblica – “di sicurezza, di famiglia e di masseria”.
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Due pesi e due misure. È proprio il caso di dirlo parlando di Arianna Meloni, la sorella della Premier su cui da giorni si parla di un ipotetico traffico di influenze illecite per il suo attivismo nelle nomine governative e nelle aziende di Stato. C'è chi parla addirittura di "parentocrazia", come il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dimenticando forse che la sorella del Presidente del Consiglio non riveste alcun ruolo nell'esecutivo.
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Da tre giorni si dibatte di una presunta, possibile indagine a carico di Arianna Meloni, di cui per primo ha parlato il direttore de Il giornale Alessandro Sallusti: «C’è un caso di cui discutere quando qualcuno è indagato. O Sallusti ha informazioni di cui noi non disponiamo, o manca proprio l’oggetto della discussione», derubrica la polemica Giancarlo De Cataldo, quarant’anni di lavoro da magis…
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Nell’affaire Arianna Meloni c’è qualcosa che lascia sbigottiti. Si era abituati, da tempo, ad avvisi di garanzia che uscivano sui giornali prima di arrivare ai diretti interessati, e alla reazione di questi ultimi che gridavano al complotto giudiziario. Schema visto e rivisto dai tempi di Mani Pulite e poi proseguito negli anni della guerra di Berlusconi alla magistratura. Uno spettacolo poco edificante (soprattutto da parte dei politici indagati) ma almeno comprensibile.
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«Vengono costruite ad arte insidie del tutto inconsistenti per poi poter dire che la magistratura va riformata e dare così sostegno a riforme improvvide come quelle in cantiere». Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, nell'intervista concessa a Repubblica per rintuzzare la tesi della maggioranza secondo cui vi sia una trama occulta delle toghe per indagare la sorella maggiore della premier e azzoppare così il governo, con un volo semi-pindarico ha finito per svelare ancora una volta cosa preme…
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“Il dossier letale”, “il complotto strisciante“, la “ricerca dell’affare sporco”. Dopo il sasso nello stagno lanciato dal direttore Alessandro Sallusti, Il Giornale prosegue la campagna volta a dimostrare l’esistenza di un presunto piano segreto di politica, stampa e magistratura per abbattere il governo per via giudiziaria. Il problema è che la tesi è al limite del fantasy: a quanto…
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