Il 4 novembre di trent’anni fa, a Tel Aviv, alla fine di una manifestazione per la pace con i palestinesi, Yitzhak Rabin veniva ucciso. Alla fine dello shabbat, nel luogo dell’attentato, lo hanno ricordato migliaia di nostalgici, in gran parte attempati, cittadini di un Israele che non esiste più. Oggi l’istigatore morale di quell’omicidio, è premier; e i sodali dell’assassino, un estremista ebreo nazional-religioso, sono ministri del suo governo.
Leggi
Approfondimenti:
GERUSALEMME – E’ la notte dell’altra Israele, dei “soldati nell’esercito della pace”, ha scritto una ragazza vestita di rosa su un cartellone blu. Sconfitti dall’estremismo, ma determinati a cambiare la Storia. «Aveva ragione lui», ripetono ancora, nonostante tutto. Lui, Yitzhak Rabin, il premier laburista che fece gli accordi di Oslo con i palestinesi, strinse la mano ad Arafat, fu amato e uccis…
Leggi
GERUSALEMME – Nessuno sa se avrebbe funzionato, ma la notte del 4 novembre 1995 Yigal Amir rubò a Israele la possibilità di provarci. Giovane studente di estrema destra, piantò due proiettili nella schiena del premier laburista Yitzhak Rabin, l’uomo del compromesso di Oslo che aveva stretto la mano al nemico, il leader palestinese Yasser Arafat. «Purtroppo, parte di quel mondo politico da cui Ami…
Leggi
IL CASO Sono passati 30 anni dall’omicidio del primo ministro Yitzakh Rabin. E ieri, per la prima volta dopo cinque anni, migliaia di israeliani sono tornati in piazza a Tel Aviv per commemorare quell’assassinio che ha sconvolto la vita del Paese e dell’intera regione. In piazza Rabin si sono affacciati due leader dell’opposizione, Yair Lapid e Yair Golan, l’ex capo di Stato maggiore, Gadi Eisenkot.
Leggi
