ROMA – «La politica del criceto. In questi anni il governo ha preso con una mano e restituito con l’altra, senza mai far recuperare i salari reali italiani che restano i peggiori d’Europa». Per Marco Leonardi, economista e docente all’Università Statale di Milano, si fa confusione tra fiscal drag e perdita del potere d’acquisto. E non si parla a sufficienza del modello di contrattazione che non h…
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In Italia l'inflazione continua a correre più veloce degli adeguamenti degli stipendi dei lavoratori dipendenti. Il dato emerge da un rapporto Inps su base Istat appena pubblicato. Tra il 2014 e il 2024 le retribuzioni medie dei lavoratori privati sono cresciute del 14,7%, attestandosi a 24.486 euro annui, mentre quelle dei dipendenti pubblici sono salite dell’11,7%, a 35.350 euro. Nello stesso periodo l’inflazione è stata del 20,8 per cento.
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Negli ultimi dieci anni l’inflazione cumulata in Italia è aumentata di circa il 20%, mentre gli stipendi sono cresciuti solo del 14,7% nel settore privato e 11,7% nel pubblico, con una retribuzione annua media nel 2024 pari a 24. 486 euro nel privato e a 35.350 euro nel pubblico. Sono questi alcuni dei dati più importanti emersi dall’ultima “Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti in Italia” dell’Inps.
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I salari degli italiani continuano a rincorrere il costo della vita, ma non riescono a recuperare l’inflazione. È quanto emerge dall’Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti in Italia, presentata giovedì 15 gennaio dal Coordinamento generale Statistico attuariale e dalla direzione centrale Studi e ricerche dell’Inps. Secondo il rapporto, tra il 2014 e il 2024 le retribuzioni medie dei dipendenti privati (esclusi i domestici) sono passate da 21.345 euro a 24.486 euro, con un incremento…
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Nonostante l'occupazione mostri segnali di tenuta, il mercato del lavoro italiano sconta una crisi salariale profonda, che mina il tenore di vita delle famiglie e allarga le disuguaglianze. Lo certifica l’Inps, analizzando il decennio 2014-2024, con gli stipendi che perdono terreno rispetto all’inflazione. E non solo ci sono distanze siderali rispetto all’Europa, ma anche tra Nord e Sud del Paese, tra uomini e donne e tra settore pubblico e privato.
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Landini mette poi in luce un’altra problematica ancora, puntando il dito contro la “crescita dei contratti pirata, che stanno facendo dumping abbassando i salari”. In Italia, continua, si è passati “da 150 contratti che c'erano negli anni '90 a mille contratti nazionali: vuol dire che c'è qualcosa che non funziona che deve essere affrontato". Come? “Se voglio cancellare i contratti pirata – riflette - ho bisogno di dare un valore ancora più forte ai contratti nazionali e in…
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“Il governo è stato insufficiente sui salari, che non hanno recuperato l’inflazione. Anche se più lento, il carovita continua a colpire gli stipendi reali, si accumula alla perdita di questi anni e penalizza i più poveri”. Chiara Saraceno, sociologa, osserva una realtà diversa dalla narrazione ottimistica di Meloni e soci: “La povertà energetica aumenta e …
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Il Governo e le varie istituzioni di nomina governativa hanno cercato in questi mesi di affermare la loro verità sugli aumenti salariali del pubblico impiego, sminuendo la perdita di salario reale realizzata nell’ultimo rinnovo, arrivando anche a dire che rinnovando non più a contratti scaduti, grazie allo stanziamento preventivo delle risorse, si recuperava potere d’acquisto. Su tutti…
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Dieci anni di stipendi bloccati: un giovane italiano prende l’80% in meno di quanto guadagna un pari tedesco Lavori di più, guadagni meno. Il paradosso è reale e riguarda tutti gli italiani, il cui potere d’acquisto è oggi decisamente inferiore rispetto a 10 anni fa. Lo aveva evidenziato l’Ocse, sottolineando che, a inizio 2025, i salari in Italia erano ancora inferiori del -7,5% rispetto a inizio 2021.
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Crescita nominale dei salari più lenta dell’inflazione, forti disuguaglianze di genere e territoriali e l’urgenza di rendere più frequente la contrattazione. È il quadro che emerge dalla presentazione della “Analisi dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti italiani”, presentata dall’Inps alla presenza dei segretari generali di Cgil e Uil Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri e del segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli.
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I salari dei dipendenti privati sono cresciuti nominalmente tra il 2014 e il 2024 del 14,7%, mentre quelli dei lavoratori pubblici sono saliti dell’11,7% con un tasso inferiore a quello dell’inflazione. È quanto emerge dal rapporto «Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati», realizzato dal coordinamento generale statistico attuariale e dalla direzione centrale studi e ricerche dell’Inps e presentato nel corso di un’iniziativa del…
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Il costo della vita corre e i salari restano indietro. Le retribuzioni medie dei lavoratori privati (esclusi i domestici) sono cresciute nominalmente del 14,7% tra il 2014 e il 2024, mentre quelle dei lavoratori pubblici sono salite dell'11,7%. In entrambi i casi si tratta di un tasso inferiore a quello dell'inflazione. Considerando quella cumulata nel decennio (un aumento di circa il 20%), con l'accelerazione concentrata soprattutto nel 2022 (+8,1%)…
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I salari italiani hanno accumulato un ritardo di nove punti rispetto all'inflazione tra il 2019 e il 2024, secondo un'analisi dell'INPS presentata dal Civ dell'istituto. Nonostante una modesta ripresa nel 2024, persiste un divario significativo rispetto ai livelli pre-Covid, con l'indice dei prezzi salito a 117,4 e quello delle retribuzioni contrattuali fermo a 108,3 (base 2019=100).
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Bankitalia elenca i macigni che inchiodano gli stipendi, il segretario pensa a dire altri no.Sei Maurizio Landini. E la storia sindacale parla per te. Prima come leader della Fiom (i metalmeccanici) e poi come segretario della Cgil (il salto di qualità è datato 2019), avversari e fedelissimi ti hann...
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Ascolta la versione audio dell'articolo 5' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Le retribuzioni dei lavoratori hanno corso meno dell’inflazione nel periodo dal 2019 al 2024: la distanza cumulata è di 9 punti. Nonostante nel 2024 vi sia stato un modesto recupero - le retribuzioni contrattuali sono salite di 3 punti a fronte di un’inflazione di un punto - resta ancora molto da recuperare per tornare ai livelli pre Covid.
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Maurizio Landini riesce ancora una volta nell'impresa di trasformare un problema serio in una proposta sbagliata. Di fronte ai dati dell'Inps sulle retribuzioni, il segretario della Cgil ha tirato fuori dal cilindro l'ennesima ricetta ideologica, presentata come modernissima ma in realtà vecchia e contraddittoria. Secondo Landini, "non è più possibile rinnovare i contratti ogni tre-quattro anni" e sarebbe invece necessario arrivare "quasi a una contrattazione annuale dei salari" per garantire il recupero…
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Maurizio Landini non delude mai. Ogni volta che il dibattito sul lavoro rischia di scendere dal palco ideologico per avvicinarsi alla realtà, il leader della Cgil sente il bisogno di rilanciarlo con una proposta tanto roboante quanto inconcepibile. Questa volta è la "contrattazione annuale dei salari", presentata come rimedio salvifico contro l'inflazione. In realtà, è una sorta di ritorno alla scala mobile, l'ennesima bandiera agitata da un sindacalista che da tempo ha smarrito il confine tra tutela dei lavoratori…
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Prezzi più veloci delle buste paga, salari reali in caduta e il modello contrattuale sotto accusa. Un decennio di rincorse finite male. I salari italiani crescono, ma non abbastanza. E soprattutto non abbastanza in fretta. Tra il 2014 e il 2024 le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti del settore privato hanno registrato un aumento nominale del 14,7%, fermandosi nel 2024 a una media annua di 24.486 euro.
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Il segretario generale della Fiom Cgil lo aveva sottolineato qualche giorno fa a Varese, in occasione della vertenza Beko Europe: la questione salariale pesa moltissimo sulla attuale situazione del sistema industriale e in particolare sul manifatturiero. Il meccanismo lo ha spiegato bene Michele De Palma alle assemblee dei lavoratori nelle fabbriche metalmeccaniche del Varesotto: «Se una persona non ha un salario che le consenta di sostituire un…
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– L’ultimo rapporto Inps sulle retribuzioni rilancia la questione salariale, segnalando come gli stipendi abbiano perso almeno 7 punti in media a causa del caro prezzi. Come bisogna agire? "La questione salariale è un tema reale e bruciante, da affrontare lontano dalle sirene della demagogia – avvisa senza mezzi termini la leader della Cisl, Daniela Fumarola –. Non esistono scorciatoie legislative o formule magiche.
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I salari italiani continuano a perdere potere d’acquisto. Tra il 2014 e il 2024, nel settore privato, le retribuzioni medie sono salite del 14,7%, mentre nel pubblico l’aumento si ferma all’11,7%, con un tasso inferiore a quello dell’inflazione. Di fatto, però, la busta paga annuale 2024 si attesta a 35.350 euro per i dipendenti pubblici e a 24.486 euro per i dipendenti privati - all’estero è pari a 74.254 euro - tra i quali pesa anche il divario di genere, perché le donne sono pagate circa 8mila euro in meno annui, pari a un meno…
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Gli interventi dei governi che si sono succeduti tra 2014 e 2024 hanno ridotto di molto l’impatto dell’inflazione, e in particolare della fiammata tra 2022 e 2023, sui redditi medio-bassi, ancora però nettamente inferiori alla media Ue e con forti difficoltà di sussistenza materiale per chi li percepisce. Lo stesso non si può dire di quelli medi e medio-alti, il cui gap con il livello in crescita dei prezzi è stato maggiore.
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L’entusiasmo del governo Meloni per i record dell’occupazione serve a nascondere l’asimmetria sulla quale si regge il capitalismo italiano: a crescere non è la ricchezza sociale diffusa, ma il lavoro povero. Questa dinamica definisce i contorni di un sistema economico dove l’aumento del numero di occupati non genera benessere diffuso ma funge da puntello a un modello fondato su profitti record e salari progressivamente impoveriti.
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Per l'Istituto di previdenza sociale, tra il 2019 e il 2024, il gap tra la crescita nominale dei salari e dei prezzi è stato di oltre 9 punti L’ultima volta che Giorgia Meloni ha provato a negare la realtà sulla mancata crescita dei salari in Italia risale alla conferenza stampa del 9 gennaio. Per Meloni “il tema dell’erosione dei salari è estremamente importante e molto antico, abbiamo assistito ad una progressiva erosione nei decenni” e “sono cresciuti di più sotto questo governo.
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Nei dieci anni che vanno dal 2014 al 2024, i redditi medio bassi (retribuzioni nette) hanno evidenziato una maggiore tenuta del potere d'acquisto rispetto ai redditi più elevati, grazie alle misure di sostegno pubbliche, mentre i redditi più alti si sono difesi di più sul mercato, ma non sono riusciti a recuperare in maniera completa la perdita causata dall'inflazione.E' quanto emerge dalla "Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati", pubblicata…
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Non solo i salari reali non hanno recuperato il potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione, ma in molti casi anche i salari nominali non sono stati al passo con la corsa dei prezzi. Lo certifica l’Inps, spiegando che le retribuzioni medie dei lavoratori privati (esclusi i domestici) sono cresciute in termini nominali tra il 2014 e il 2024 del 14,7% mentre quelle dei lavoratori pubblici sono salite dell’11,7%.
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Inflazione in rallentamento, ma il carrello resta caro: perché il costo della vita continua a mordere L’inflazione in Italia rallenta, ma per milioni di famiglie la spesa quotidiana resta un’emergenza. È la fotografia che emerge dall’ultima analisi della Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi) sui prezzi al consumo tra il 2019 e il 2025, che mette in evidenza una frattura sempre più netta tra il dato medio dell’inflazione e l’andamento…
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