Da dieci giorni, il meccanismo del sistema di voto di scambio in Ungheria non è più un’ombra senza sostanza, ma uno schema raccontato nel dettaglio ormai a tre milioni di elettori che, domenica, decideranno se l’era Orban è finita. L’allarme brogli è ormai diventato un dato politico che peserà come un macigno anche dentro le urne. A documentarlo, nelle settimane che precedono le elezioni di domen…
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Tutta l’Europa guarda all’Ungheria e alle elezioni di domenica, che rappresentano l’opportunità più concreta degli ultimi sedici anni di deviare dalla strada illiberale tracciata dai governi di Viktor Orbán. I sondaggi indipendenti, anche quelli dello stesso istituto demoscopico che aveva previsto la vittoria di Fidész nel 2022, danno in netto vantaggio il leader dell’opposizione Péter Magyar, ma la strada rimane in salita.
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La trasferta del vicepresidente americano JD Vance a Budapest dimostra che la partita magiara per la Casa Bianca è strategica, in una fase complicata. Le accuse a Bruxelles e a Zelensky in nome di una presunta ingerenza straniera sul voto di domenica possono però essere un boomerang. Intanto il rivale del premier, Magyar, è dato in testa nei sondaggi Il vicepresidente americano JD Vance arriva in ritardo nella roccaforte sovranista del Mathias Corvinus Collegium di…
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A poche ore dalle elezioni politiche in Ungheria, le dichiarazioni del vicepresidente americano JD Vance scuotono gli equilibri diplomatici tra le due sponde dell'Atlantico. In visita ufficiale in Ungheria, Vance manifesta apertamente l'insoddisfazione dell'amministrazione statunitense nei confronti della leadership dell'Unione Europea, in particolare per la guerra in Ucraina. Vance loda però l'operato di Viktor Orbàn e Giorgia Meloni
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BUDAPEST – Al più tardi dall’inizio della guerra senza bussola in Iran, Donald Trump è diventato motivo di crescente imbarazzo per le estreme destre europee. Dai francesi di Rassemblement national ai tedeschi dell’Afd ai britannici di Reform, tutti hanno espresso critiche al presidente americano per la sua febbre imperialista. E c’è da chiedersi quanto si sia sentita lusingata ieri Giorgia Meloni…
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ROMA – Enzo Amendola, capogruppo Pd nella Commissione esteri, Vance a Budapest ha detto che l’America può contare solo su due leader europei: Orbán e Meloni. Cosa rivela questa uscita? «Da tempo l’amministrazione americana ha tessuto il filo tra i nazionalisti delle due sponde. Ora ringrazia chi è voluto salire a bordo: Orbán l’ha fatto con dei veri e propri gesti di giubilo, la destra di casa no…
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Il 12 aprile a Budapest sarà il giorno delle elezioni politiche e, secondo i sondaggi indipendenti , gli ungheresi sembrano determinati a mandare a casa Viktor Orbán dopo 16 anni al potere preferendo il candidato dell'opposizione Peter Magyar. Ed è anche per questo motivo che il primo ministro ha voluto disseminare la città di manifesti elettorali che giocano sulle paure dei suoi cittadini per le conseguenze della guerra in Ucraina, attaccando Kyiv, in particolare il suo presidente, Volodymyr…
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Milano, 8 apr. "Con tutte le ingerenze che ci sono in giro non mi stupisce e non mi rammarica. È un voto importante per i cittadini ungheresi e per quelli europei che credono nei valori della pace e dell'indipendenza". Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini nella conferenza stampa nella sede della Stampa Estera a Roma rispondendo a una domanda sulla presenza del vice presidente Usa J.
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Cosa fu la Rivoluzione del ‘56 e perché essa ispira oggi il voto di tanti oppositori al potere di Orbán che vogliono un futuro europeo e democratico Il 12 aprile l’Ungheria va al voto: elezioni politiche generali che hanno anche il significato di un referendum sul posizionamento internazionale del paese. Orbán in tutti questi anni ha esercitato una politica dei due forni: da un lato attingendo ai generosi finanziamenti dell’Unione Europea, dall’altro facendo da…
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“Lasciate che chiami una persona speciale prima di cominciare il mio intervento”. JD Vance è all’Mtk Sportpark di Budapest, in Ungheria, davanti a 5mila sostenitori di Viktor Orbàn. Sul palco tenta il colpo di scena, telefona a Donald Trump ma in un primo momento risponde la segreteria telefonica. Il numero due della Casa Bianca ci riprova, ed ecco che il tycoon risponde, accolto dal boato delle persone.
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Forse il “soccorso nero” di J. D. Vance non servirà a evitare la sconfitta alle elezioni di domenica, ma l’arrivo in Ungheria del vicepresidente Usa per l’ultima volata della campagna elettorale certifica la centralità di Viktor Orbán per il mondo MAGA. E il timore fondato di perdere un alleato così importante nel cuore dell’Ue. Non si tratta solo di affinità ideologiche che pure sono tantissime, per 16 anni la sua Ungheria è stata prima un’avanguardia…
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Sul pericolo di una torsione antidemocratica, Volpi è più cauto, anche se ammette che «una svolta autoritaria avrebbe radici storiche, dato che in passato ci sono state altre forme di regime in Ungheria: l’epoca della reggenza dell’ammiraglio Miklós Horthy, tra il 1920 e il 1944; e i 32 anni di dominio politico di János Kádár, segretario generale del Partito socialista operaio ungherese e capo della Repubblica popolare dal 1956 al 1988
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BUDAPEST – Budapest tira ormai aria da basso impero. Persino il comizio più atteso si è trasformato in un inchino disperato a Donald Trump e all’America più pacchiana. Nel palazzetto dello sport MTK i quattromila attivisti selezionatissimi sventolano freneticamente bandierine ungheresi e americane. Un motociclista ostenta una giacca di pelle con i ritratti di Trump e Orbán. L’appuntamento eletto…
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In missione per conto di Viktor Orbán. A favorire la volata finale del primo ministro ungherese in vista delle elezioni parlamentari di prossima domenica, ieri a Budapest è atterrato il vicepresidente statunitense J.D.Vance e si è speso in un vero e proprio tour de force fra incontri a porte chiuse, conferenze stampa congiunte e il bagno di folla conclusivo presso il centro sportivo di recente inaugurazione Mtk
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Repubblica Ceca: sette arresti per un incendio in un'azienda produttrice di armi (anche) per l'Ucraina Finora sono state arrestate sette persone in seguito a un incendio divampato a marzo nello stabilimento di un'azienda produttrice di droni nella Repubblica Ceca, ha annunciato martedì la polizia ceca, che sta indagando su un possibile collegamento…
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Ungheria, Vance a Budapest a sostegno campagna Orban Il vicepresidente statunitense Vance vola a Budapest per sostenere il primo ministro ungherese Orban in vista della campagna elettore. Critiche all’ingerenza dell’Europa sul voto del popolo ungherese. Servizio di Leonardo Possati.
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Durante un comizio a Budapest insieme a Victor Orbán, il vicepresidente Usa JD Vance ha telefonato in diretta al presidente Donald Trump, mettendolo in collegamento con la folla. Al telefono, Trump ha elogiato Orbán definendolo "un uomo fantastico" e lodando la sua politica sull’immigrazione: "Ha mantenuto il Paese in buone condizioni", ha detto, tra gli applausi dei circa 5mila presenti. "Mi piace molto, ma se non pensassi che…
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In un clima di forte entusiasmo, il Vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha trasformato il suo discorso ufficiale a Budapest in un momento mediatico destinato a far discutere, sottolineando la solidità dell'asse politico tra Washington e il governo ungherese. Davanti a una folla entusiasta, Vance ha estratto il suo smartphone dicendo: "Voglio provare a chiamare un amico". Dopo pochi secondi di attesa, dall'altra parte del filo ha risposto il…
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Oggi a Budapest, durante un comizio a sostegno di Viktor Orbán in vista delle prossime elezioni, il vicepresidente Usa JD Vance ha cercato di chiamare Trump in diretta per fargli rivolgere un saluto alla folla. "Ho un ospite speciale, speriamo che risponda" ha detto Vance, ma la prima telefonata si è infranta contro una voce registrata che annunciava "l'utente non ha ancora configurato la segreteria telefonica".
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Buongiorno. Orbán a reti unificate Nella nostra serie di articoli in vista del voto in Ungheria di domenica, Luca si occupa oggi di come il premier Viktor Orbán ha costruito negli anni la sua macchina di propaganda mediatica. Che forse gli permetterà di vincere ancora una volta. O forse no. Bandire Kanye West? Al rapper, noto per le sue dichiarazioni antisemite e persino naziste (con retromarce alternate), è stato vietato l'ingresso nel Regno Unito
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Riflettori puntati sull’Ungheria, a pochi giorni da elezioni legislative che si preannunciano decisive. Mentre il primo ministro Viktor Orbán gode di un ampio sostegno nelle aree rurali, il candidato dell’opposizione Péter Magyar mobilita soprattutto gli elettori più giovani.
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