“La Meloni con questa soluzione propagandistica di scrivere il nome ‘Giorgia’ sulla scheda elettorale per le europee vuole far dimenticare l’aspetto molto autoritario che è venuto fuori dal suo partito e dalla sua attività di governo. Lei vuole essere la più amata dagli italiani, una riedizione della Cuccarini in chiave politica“. Così a Dimartedì (La7) viene commentata l’ultima trovata elettorale…
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L’importanza di chiamarla “Giorgia”. E, da parte sua, di farsi riconoscere elettoralmente proprio così. Il nome della premier è il fatto politico del momento. Non è la prima volta che accade, certo: da quel «io sono Giorgia...», declamato in piazza San Giovanni come paradigma di donna e leader irriducibile
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L’asticella è scritta ancora a matita ma è ben presente nei ragionamenti dei dirigenti di Fratelli d’Italia. «Due milioni di preferenze e il due per cento in più al partito». Eccola, la “soglia minima” a cui punta l’operazione lanciata da Giorgia Meloni sulla spiaggia di Pescara: «Votate Giorgia». Un colpaccio di marketing elettorale su cui la premier ha innestato una nuova fase. «Sono e sarò sempre una di voi», è il motto che ha accompagnato…
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La conferma arriva dal manuale di istruzioni per il voto inviato ai presidenti di seggio e scrutatori per le precedenti elezioni Europee del 2019 e che sarà replicato anche in occasione della tornata elettorale dell'8 e 9 giugno
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Nella maggior parte dei paesi Ue non c'è il fenomeno delle candidature 'civetta' dei leader. Solo in Italia e Croazia premier in corsa Sulle schede elettorali è possibile scrivere soltanto il nome di battesimo del candidato, senza che questo invalidi il voto. Secondo quanto espresso dalle norme vigenti, alle quali fanno riferimento fonti del ministero dell’Interno, infatti, il voto attribuito risulta valido anche “utilizzando espressioni identificative quali diminutivi o…
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