La Fnsi chiede alla Corte penale internazionale dell’Aia di indagare sulla morte dei giornalisti di Al Jazeera Anas Al-Sharif e Muhammad Karika, insieme ai cameraman Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa, uccisi mentre si trovavano in una tenda stampa all’esterno dell’ospedale Shifa di Gaza. Secondo Israele, Al-Sharif sarebbe stato a capo di una cellula di Hamas, accusa mai accompagnata da prove ritenute credibili.
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La morte di sei operatori dell’informazione a Gaza a causa di un raid israeliano scatena le polemiche dell’opinione pubblica mondiale nei confronti dello Stato ebraico. A fare notizia è soprattutto l’uccisione del reporter e volto noto di Al-Jazeera nella Striscia, Anas al-Sharif. Anas al-Sharif obiettivo del raid Era proprio il 28enne infatti l’obiettivo del raid israeliano. Secondo il governo di Benjamin Netanyahu l’uomo “si spacciava…
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I giornalisti che insistono sul fatto che Anas al Sharif sia una vittima dell'aggressività dell'Idf, che fosse anzi un professionista che praticava con coscienza e passione il dovere di informare e che ha avuto il merito di mostrare al mondo come stanno veramente le cose a Gaza, cioè un inferno creato dalla crudeltà di Israele, e non dalla schiavitù nazista in cui la popolazione affamata e usata come scudo umano da Hamas, non fa un servizio alla professione.
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«Penso che l'America, abbia chiuso con il finanziamento della guerra in Ucraina. Vogliamo raggiungere una soluzione pacifica a questa questione, vogliamo fermare le uccisioni». Così il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, in un'intervista di ampio respiro rilasciata a Fox News. Vance, che ha incontrato sabato alti funzionari europei e ucraini presso la residenza del ministro degli esteri britannico per…
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