«L’Ucraina avrà bisogno di 135 miliardi nei prossimi due anni sia per necessità civili che per continuare a resistere militarmente alla Russia. Kiev potrà fare affidamento su di noi perché gli forniremo gli strumenti per difendersi e negoziare da una posizione di forza. Vogliamo rendere la guerra più costosa per Putin per costringerlo a sedersi al tavolo dei negoziati». La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, presenta due proposte per…
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"La posizione della Banca Centrale Europea era uno dei problemi che c'era da affrontare e se la Bce si è schierata contro certamente si complica il lavoro per per i beni congelati, come poterli utilizzare e se poterli utilizzare". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando alla ministeriale Nato. "Il problema è sempre quello delle garanzie - ha aggiunto - quindi vediamo. Bisogna fare uno studio giuridico approfondito, se si può fare o non si può fare, e considerare anche la…
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Perché la Bce delude la Commissione Ue sul prestito all’Ucraina Motivazioni ed effetti del no della Bce alla Commissione Ue sulla garanzia per il prestito all'Ucraina. L'analisi di Liturri. I piani della Ue per continuare a gettare altri miliardi nella fornace ucraina, alimentando la guerra, hanno subito ieri una clamorosa battuta d’arresto, con la rivelazione da parte del Financial Times, del netto diniego da parte della Bce di fornire alcun tipo di copertura all’operazione.
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Questo articolo sugli asset russi è pubblicato sul numero 50 di Vanity Fair in edicola fino al 9 dicembre 2025. C’è un punto su cui l’Ue è risoluta: aiutare l’Ucraina ad avere sostenibilità finanziaria. Il 18 dicembre i leader in Consiglio europeo tratteranno il dossier; lo monitorano Zelensky, Putin, Trump. L’Ucraina guarda al 2026 con senso di vertigine: oltre allo scandalo corruzione, c’è il conto alla rovescia delle…
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Mettere le mani sui fondi russi congelati in Europa; ma senza un sequestro formale e fornendo tutte le garanzie del caso ai Paesi più esposti a una reazione di Mosca. L'operazione, allo studio da mesi, si sta rivelando per l'Unione Europea un vero rompicapo. L'ultimo ostacolo è diventato pubblico ieri quando il Financial Times ha rivelato il no della Banca centrale europea a fare da garante nel caso i governi dell'area euro fossero costretti a restituire i soldi alla…
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BRUXELLES Come Bce "faremo tutto ciò che possiamo, ma non violeremo il Trattato" come sarebbe pesando che Bce faccia "da 'backstop' per sostituire gli impegni che gli Stati membri dovrebbero assumere nei confronti del Belgio". "Fare una cosa del genere sarebbe una violazione dell'articolo 123 del Trattato". "Non possiamo monetizzare le obbligazioni degli Stati membri". Lo ha detto la presidente Bce Christine Lagarde in audizione al Parlamento Europeo interpellata su un…
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Chi l’avrebbe mai detto che ci saremmo trovati a lodare la Banca centrale europea, unica istituzione Ue rimasta immune dalla deriva bellicista che ha ormai contagiato dalla Commissione von der Leyen in giù, compresi (quasi) tutti i sedicenti leader (si fa per dire) degli Stati membri, e nientepopodimeno che il leader della Lega, Matteo Salvini, per essersi messo di traverso in Consiglio dei ministri, facendo saltare l’ennesimo pacchetto di aiuti, tanto inutili quanto dispendiosi, a sostegno della causa (e della guerra) persa ucraina.
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Si complica la possibilità di dare presto concretezza al prestito di riparazione Ue da 140 miliardi per l’Ucraina, basato sui beni del Cremlino immobilizzati in Belgio presso la società d’intermediazione finanziaria Euroclear. Il Financial Times ha rivelato ieri come la Banca centrale europea si sia rifiutata di fornire le necessarie garanzie di ultima istanza rispetto a un’eventuale crisi di liquidità in conseguenza all’erogazione del prestito.
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Niente garanzie. La Banca centrale europea dice no all’uso dei fondi per aiutare Kiev “È come fornire aiuti diretti vietati” VdL ha 10 giorni per una soluzione Berlino. La Banca centrale europea, Bce, ha vietato alla Commissione europea l’utilizzo dei fondi russi congelati. La presidente Ursula von der Leyen ha poco più di una settimana per salvare il piano. Il tema politico infatti sarà affrontato al Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre, quando Von der Leyen dovrebbe fornire un’alternativa compatibile con …
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