Nella notte di sabato 2 marzo, bande armate hanno preso d’assolto il carcere più grande di Haiti, nella Capitale Port-au-Prince, provocando una fuga di masse dei detenuti. In risposta, il governo ha decretato uno stato di emergenza di 72 ore nella città e nelle aree circostanti. Secondo la ricostruzione dei media locali e delle maggiori agenzie internazionali, dal penitenziario nazionale sarebbero fuggiti circa 3.600 detenuti, su una popolazione carceraria di oltre 3.800 persone.
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PORT AU PRINCE – Disordini, caos e violenze attanagliano Haiti dove Lunedì 4 marzo 2024 è stato attaccato il carcere di Croix des Bouquets, che ospita circa 1.400 prigionieri. Si tratta del secondo penitenziario attaccato dopo l’assalto di domenica alla principale prigione del Paese, quella di di Port-Au-Prince. Bande criminali hanno fatto evadere 4mila detenuti, provocato la morte di una dozzina di persone e chiesto l’arresto del premier Ariel Henry
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🔊 Ascolta articolo Le autorità di Haiti hanno proclamato lo stato di emergenza per 72 ore a seguito di una massiccia evasione dal carcere di Port-au-Prince, che ha coinvolto circa quattromila detenuti. La situazione, aggravata dalla crescente insicurezza, ha già causato almeno 12 morti. L’episodio è stato orchestrato da bande armate con l’obiettivo di forzare le dimissioni del primo ministro Ariel Henry, attualmente fuori dal Paese.
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A Port-au-Prince, Haiti, molte persone sono rimaste ferite a causa delle violenze scoppiate dopo l’annuncio del rinvio delle elezioni ad agosto 2025. Aumento dei posti letto per i feriti Dal 28 febbraio il nostro team, presente all’ospedale di Tabarre, ha ricevuto più di 10 feriti al giorno. Inoltre, decine di migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro case insieme ai loro averi e sono ora sfollate in diverse aree di Port-au-Prince.
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