Alla mezzanotte di oggi, 25 febbraio 2025,è scaduto l'ultimatum di 48 ore imposto via e-mail da Elon Musk, braccio destro del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a centinaia di migliaia di dipendenti pubblici per giustificare il loro lavoro pena la perdoita del posto di lavoro. Di fatto la scadenza è stata ignorata e a Elon Musk non è rimasto altro da fare che offrire "un'altra possibilità".
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Approfondimenti:
Un gruppo di sindacati americani ha presentato una causa contro Elon Musk presso un tribunale della California, a seguito dell’email minacciosa inviata dal miliardario durante il fine settimana a tutti i dipartimenti e alle agenzie governative, chiedendo ai lavoratori di spiegare, entro la mezzanotte di lunedì (le 6 di martedì mattina in Italia), 5 compiti svolti durante la settimana precedente, se non vogliono essere licenziati.
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Dopo le affermazioni false di Donald Trump ribattezzate dai suoi comunicatori, fin dal 2017, «fatti paralleli», ora siamo alle realtà parallele nella gestione (o, meglio, smantellamento) dell’amministrazione federale: spinto da una sollecitazione del presidente ad «essere più aggressivo», Elon Musk sabato sera ha annunciato su X, la sua rete sociale, che a minuti sarebbero partite email dirette a tutti i dipendenti federali (sono circa 2,4 milioni escludendo il mezzo milione delle Poste)…
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