Milano, 25 mar. "Siamo tutti contenti per questo suo rientro. E ancors una volta ci stringiamo ancora una volta attorno a lui, accompagnandolo con la preghiera, con l'affetto e con l'augurio che la convalescenza, prevista dai medici, possa essere il più breve possibile e proficua per ritornare nella pienezza del suo apostolato". Così il cardinale Angelo Bagnasco ha rivolto un pensiero a Papa Francesco
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Vedere il papa tornare a casa rallegra il cuore. Il fatto, tuttavia, è stato accompagnato da parole ufficiali che non sembrano pienamente in accordo con la realtà. Per questo una riflessione pacata su ciò che ora potrà accadere pare plausibile, se non urgente. La cura e il lavoro I comunicati assicurano sul fatto che il papa ora potrà lavorare. L’uomo che abbiamo visto domenica affacciarsi al balcone del Gemelli può essere curato, assistito e accompagnato, ma certo non può lavorare.
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Fisioterapia, ossigeno con i naselli, e visite solo degli strettissimi collaboratori. Papa Francesco trascorre la sua convalescenza a Santa Marta, nella stanza 201, seguendo le terapie farmacologiche prescritte e la fisioterapia motoria e respiratoria. Il Pontefice, ha spiegato la Sala Stampa, prosegue anche un po’ di lavoro. La mattina concelebra nella cappella del secondo piano. AL momento non è prevedibile che possano riprendere le udienze generali e neppure l’Angelus.
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Quella notte, nel silenzio surreale del Gemelli, l’aria si fece densa, quasi irrespirabile. Papa Francesco, ricoverato da quattordici giorni, lottava per ogni respiro. Con un filo di voce, intriso di dolore e lucidità, sussurrò: «È brutto». Attorno a lui, gli assistenti trattenevano le lacrime: in quel letto non vedevano
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Città del Vaticano, 25 mar. – “La convalescenza di Papa Francesco a Casa Santa Marta continua negli stessi termini e nelle stesse modalità di prima”, cioè quando il pontefice era ricoverato al Gemelli, così come prescitto dai medici curanti che lo hanno dimesso dal nosocomio romano. Lo afferma la Sala stampa del Vaticano in un breeging con i giornalisti.Si precisa, quindi, che “il Papa prosegue con la terapia medica e farmacologica e con la fisioterapia sia motoria che…
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Papa Francesco avrebbe rischiato più volte la vita durante la sua degenza presso il Policlinico Gemelli di Roma: lo ha rivelato il Professor Alfieri, coordinatore dell’equipe che ha assistito Bergoglio. “Quella sera è stata terribile”, ha raccontato il medico, riferendosi al pomeriggio in cui il Pontefice ebbe un broncospasmo, “poi è avvenuto come un miracolo”. Papa Francesco ha rischiato al Gemelli: il racconto del medico Alfieri: “Quella…
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Papa Francesco per la prima volta dopo settimane torna dai fedeli: cosa dovrà fare adesso per la convalescenza Nei giorni scorsi Papa Francesco è tornato ad affacciarsi, questa volta dal balcone del Gemelli, per salutare i suoi fedeli che da settimane giungono in ospedale per avere notizie su di lui. Nonostante, il pontefice stia migliorando, le sue condizioni sono delicate tanto che fa fatica a parlare.
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Caro papa Francesco, finalmente sei tornato a casa. Vederti domenica dal balcone della tua stanza al Gemelli e sentire la tua voce ci ha stretto il cuore di emozioni forti, come quando un padre, passato il pericolo, torna finalmente dai suoi. Di quel padre abbiamo sentito la mancanza, ma abbiamo trovato consolazione nella preghiera. Solo lo Spirito Santo, lo stesso che ti ha sostenuto in quei giorni di ricovero, che ti ha assistito e che ti assisterà nel tempo che si apre, può sostenere l’uomo in cammino.
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Città del Vaticano, 25 marzo 2025 – Se è vero che i suoi più stretti collaboratori hanno dovuto usare parole di fuoco per vincerne la ritrosia a farsi ricoverare, c’è da credere che ci sarà parecchio da sacramentare in Vaticano per tenere a bada papa Francesco nella convalescenza forzata a Santa Marta. Obbedire ai medici per scongiurare una ricaduta dagli esiti imprevedibili o dare retta al proprio istinto di pastore d’anime che non parla alle masse, ma conosce e riconosce di persona una ad…
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Il Coordinatore dell’équipe medica che ha curato il Pontefice nei 38 giorni di degenza all'ospedale Gemelli di Roma dice al Corriere della Sera che Francesco "ha il fisico affaticato, ma la testa è quella di un cinquantenne" “Provate tutto. Non molliamo”. Ad affidare alle pagine del Corriere della Sera le parole del Santo Padre nei giorni del suo ricovero è oggi Sergio Alfieri, a capo dell'equipe medica del Gemelli che ha curato il Pontefice.
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“Per la prima volta ho visto le lacrime agli occhi ad alcune persone che stavano intorno a lui”. Ricorda i momenti più difficili Sergio Alfieri, il capo équipe medica che al Gemelli ha avuto in cura Francesco, che al Corriere della Sera delinea quello che è stato il momento “peggiore” dei 38 giorni di ricovero di Papa Francesco. È stato il pomeriggio del 28 febbraio, quando il Pontefice ha avuto un broncospasmo, che ha davvero fatto…
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"La soddisfazione e la gioia per il ritorno a casa del Papa, dopo 38 giorni di ricovero al Gemelli – osserva l’infettivologo Massimo Andreoni , direttore dell’Unità operativa complessa di malattie infettive a Tor Vergata –, si sommano adesso ad un certo timore per un qualche rilassamento in Vaticano nel percorso di convalescenza che deve essere rigoroso". I prossimi due mesi a Santa Marta "è bene che siano il piú possibile di clausura…
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Convalescente a casa. Il primo giorno di ritorno in Vaticano è trascorso come i medici avrebbero voluto. A Casa Santa Marta, il residence che ha eletto a sua abitazione, papa Francesco domenica è stato accolto festosamente dalle receptionist, dai sacerdoti e religiosi che ci risiedono abitualmente, ed è subito salito su al secondo piano, alla suite 201, salutando la guardia svizzera che staziona …
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La pazienza del Signore Domenica, per la prima volta dall’inizio del ricovero, Il Santo Padre si è affacciato dal balcone del Policlinico Gemelli e ha salutato e benedetto i fedeli presenti. Il commento sulle emozionanti immagini del Santo Padre e sul suo rientro a Santa Marta dopo 38 giorni di degenza è affidato ad Andrea Monda, direttore de “L’Osservatore Romano”. A seguire la riflessione sull’Angelus con don Maurizio Girolami, preside della Facoltà teologica del Trivento
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Di Andrea Monda In quei pochissimi minuti in cui è apparso sul balcone del Policlinico Gemelli e ha benedetto la folla di oltre 3.000 persone presenti, il Papa ha pronunciato pochissime parole ma ha detto tante cose. La sua forza comunicativa ha potuto di nuovo dispiegarsi. Lo aveva già fatto nei giorni di “silenzio”, un silenzio appunto eloquente, in cui è stato “fuori dalle scene”, ma al tempo stesso era al centro della scena del mondo.
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