Una presenza, fisica e scenica, studiata a tavolino quella di Viktor Orbán che, anche a Tbilisi, prova a trovarsi al posto giusto al momento giusto. Dopo essere stato il primo a fare le congratulazioni sabato sera a Bidzina Ivanishvili per la vittoria alle elezioni politiche del suo partito «Sogno georgiano», il premier ungherese ha visitato ieri la capitale georgiana, accompagnato da tre ministri (degli Esteri, dell'Economia e delle Finanze).
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Ottaviani Chi festeggia, chi manifesta e chi si prepara al peggio. La Georgia è spaccata in due fra chi ha deciso di accettare il risultato delle urne di sabato e chi non si rassegna. I risultati ufficiali definitivi danno Sogno Georgiano, il partito al governo dal 2012, come vincente con il 54% dei consensi. Un risultato sorprendente, visti i sondaggi della vigilia, che dava i quattro partiti di opposizione insieme oltre il 60%.
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«Georgia is not Russia», recitano gli striscioni a Tbilisi, uno slogan che non è nemmeno un auspicio, ma una constatazione e una affermazione. A differenza di altri ex satelliti e colonie di Mosca, Sakartvelo - questo il nome ufficiale del Paese, il toponimo “Georgia” è nato da un equivoco nelle mappe medioevali - ha voltato le spalle al Cremlino già nel 1991. A differenza della Moldova, andata a…
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TBILISI – Tamar e Sergi Kakhadze sono stanchi. Negli ultimi mesi hanno manifestato più volte e non è bastato: il governo ha approvato comunque la contestata legge in stile russo “sull’influenza straniera” che ha costretto Bruxelles a sospendere il percorso di integrazione della Georgia nella Ue. Sabato hanno votato per l’opposizione europeista e non è bastato: grazie ai brogli denunciati anche da…
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