«Il Tribunale dei minori di Trieste ha dato inizio al procedimento per valutare l'idoneità della famiglia allargata materna a prendersi cura della piccola figlia di Mailyn Castro Monsalvo e di Alessandro Venier». Lo ha annunciato l'avvocata Federica Tosel che, insieme al collega Francesco De Carlo, tutela gli interessi della donna colombiana accusata di aver ucciso il compagno nella loro…
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Tante ombre aleggiano sul caso di Alessandro Venier e sul ruolo della compagna Mailyn Castro Monsalvo. La colombiana è in carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere del 35enne di Gemona, come la suocera Lorena, che l’ha tirata in ballo nel piano confessato agli inquirenti. La 30enne non sarebbe però stata finora in grado di difendersi, a causa della depressione post-partum di cui soffre.
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Il Tribunale dei minori di Trieste ha dato inizio al procedimento per valutare l'idoneità della famiglia materna di Maylin a prendersi cura della sua bimba di sei mesi. Così avevano chiesto sia la mamma sia la nonna della piccola: in due diverse strutture carcerarie, la prima a Venezia e la seconda a Trieste, avevano entrambe espresso lo stesso auspicio per il bene della bambina. Da parte loro, i nonni colombiani si sono già detti disponibili ad accogliere la nipote e…
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Sono stati rinviati alla prossima settimana i nuovi sopralluoghi dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Parma nell’abitazione di via dei Lotti a Gemona del Friuli, dove è stato ucciso e fatto a pezzi Alessandro Venier. Saranno effettuati lunedì 12 e martedì 13 agosto. In quella circostanza, gli esperti della scena del crimine passeranno al setaccio ogni…
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Nei giorni tra l'omicidio di Alessandro Venier e il ritrovamento del cadavere, la compagna Mailyn Castro Monsalvo, ai sanitari che andavano a casa per assisterla a causa della depressione post partum, già diceva, assieme alla madre di lui Lorena Venier, che il 35enne non era a casa perché era partito per la Colombia. Lo riporta la Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia. Entrambe le donne sono accusate di omicidio e occultamento di cadavere e, secondo il piano…
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I Ris ritorneranno nella villetta di via dei Lotti, a Gemona (Udine), dove si è consumato l’omicidio di Alessandro Venier. Durante il sopralluogo la squadra scientifica dell’arma dei carabinieri cercherà le tracce di sangue che servono per dare un riscontro alla versione raccontata da Lorena Venier, rea confessa del delitto del figlio insieme alla nuora Mailyn Castro Monsalvo. Le due donne avrebbero ucciso il 35enne in casa per poi nasconderne…
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Nei giorni tra l'omicidio di Alessandro Venier e il ritrovamento del cadavere, la compagna Mailyn Castro Monsalvo, ai sanitari che andavano a casa per assisterla a causa della depressione post partum, già diceva, assieme alla madre di lui Lorena Venier, che il 35enne non era a casa perché era partito per la Colombia. Lo riporta la "Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia". Entrambe le…
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Nei giorni tra l'omicidio e il ritrovamento del cadavere, suocera e nuora avrebbero recitato un copione con chi le andava a trovare a casa a Gemona. Tra loro i sanitari che seguivano la compagna della vittima a rischio depressione post partum Dal carcere femminile del Coroneo di Trieste, Lorena Venier ha inviato quattro lettere a parenti e colleghi, scusandosi per quello che ha…
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GUARDA IL VIDEO Soffriva di depressione, ansia e insonnia già quando viveva in Colombia. Mailyn Castro Monsalvo, indagata per omicidio premeditato per la morte del compagno Alessandro Venier ucciso e sezionato due settimane fa a Gemona, era già stata colpita da questi disturbi nel 2021, in piena crisi pandemica. Disturbi che sono riapparsi dopo la nascita della figlia avuta con Alessandro. Per quel problema, la donna – laureata in psicologia – aveva rinunciato a un incarico…
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Un nuovo sopralluogo, l'autopsia imminente, la nomina dei consulenti di parte e l'ombra lunga di una tragedia familiare che continua a scuotere l'intera comunità. Domani, venerdì 8 agosto, gli investigatori torneranno a Gemona del Friuli, nella villetta della borgata di Taboga, dove è stato rinvenuto il cadavere fatto a pezzi di Alessandro Venier, 35 anni, per effettuare ulteriori rilievi e accertamenti…
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In videocollegamento tra l'Istituto a custodia attenuata per madri di Venezia e il Tribunale dei minori di Trieste, Mailyn Castro Monsalvo, compagna di Alessandro Venier, ha espresso il desiderio che la propria bambina possa essere affidata alla mamma in Colombia. Nel frattempo, la neonata, che ha sei mesi, resta in una struttura specializzata individuata dai Servizi sociali del Comune di Gemona (Udine).
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Dietro ogni fatto di cronaca si nasconde una domanda: quanto siamo lontani da questi gesti? Le tragedie di questi giorni che più colpiscono derivano da contesti ordinari, senza segnali premonitori: il caso di Simona Cinà, il delitto della madre di Gemona, il camionista di Montevarchi. Eventi che colpiscono per la loro prossimità e per l’assenza di mostri. È la normalità a rivelarsi fragile e imprevedibile.
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Una casa isolata, circondata dal verde delle montagne friulane. All’interno, una giovane famiglia apparentemente come tante: Alessandro Venier, 35 anni, disoccupato ma in cerca di un equilibrio, la sua compagna Maylin (o Marylin) Castro Monsalvo, 30enne di origine colombiana, e la loro bambina di appena sei mesi. Con loro, sotto lo stesso tetto, la madre di Alessandro, Lorena Venier, infermiera di 61 anni.
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Non è in un carcere tradizionale, ma in una struttura a custodia attenuata per madri. Mailyn Castro Monsalvo, la donna colombiana indagata insieme a Lorena Venier per l’omicidio di Alessandro Venier, si trova oggi all’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per Madri) all’interno della Casa di Reclusione femminile della Giudecca, a Venezia, insieme alla figlia di 6 mesi. Che, almeno fino a quando non…
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In queste ore quella di Gemona – sconvolta dalla violenza inaudita dell’omicidio del 35enne Alessandro Venier – è una comunità «che è chiamata a interrogarsi sullo scopo della vita. È un interrogativo personale, prima di tutto, che poi trova risposte in una comunità cristiana che si incontra, che prega, che vive allo stesso tempo sia la dimensione terrena sia quella divina». A dirlo è stato il parroco di Gemona attraverso le pagine della Vita Cattolica del 6 agosto 2025.
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Cari amici lettori, oggi non posso evitare di commentare due notizie, una palestinese e una italiana, che mi hanno dato un’immensa nausea, un irrefrenabile rifiuto. Voi ben sapete come io non sopporti Hamas e tutti quelli che la difendono solo per odio antisionista, rifiutandosi di condannare la strage disumana del sette ottobre. Ora, però, sono gli stessi mostri a pubblicare due disgustose fotografie di ostaggi ancora vivi (non sappiamo per quanto), ma ridotti in condizioni troppo pietose dalla prigionia e dalla…
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Altri agghiaccianti dettagli emersi durante l’udienza di convalida dell’arresto. Lorena Venier racconta sei ore di agonia e accusa la nuora: “Voleva liberarsene da quando è nata la bambina”. Udine – “Mailyn mi chiedeva di uccidere Alessandro fin dal giorno della nascita della loro bambina”. Così Lorena Venier, 61 anni, infermiera, ha rivelato uno dei retroscena più inquietanti del brutale omicidio del figlio Alessandro Venier, 35 anni, ucciso e fatto a pezzi nella villetta familiare di via…
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«Lo abbiamo stordito con un sonnifero attorno alle 17.30, ma è morto solo verso le 23, perché non riuscivamo a finirlo». Questo uno dei passaggi della confessione che Lorena Venier, infermiera di 61 anni, ha fatto per spiegare agli investigatori cos'è accaduto quel tragico 25 luglio nella villetta di Gemona, in provincia di Udine, in cui ha cresciuto il figlio Alessandro, 35. Figlio che - assieme alla nuora - ha ucciso e poi…
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Continuano a emergere dettagli sulla morte di Alessandro Venier, il 35enne ucciso e sezionato dalla madre e dalla compagna a Gemona del Friuli, provincia di Udine, lo scorso 25 luglio. Le novità emergono sempre dalla confessione della madre dell’uomo, Lorena Venier, infermiera di 61 anni che già ieri aveva raccontato quale fosse il piano iniziale, attendere che il corpo si consumasse per poi abbandonarne i resti in montagna.
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"Abbiamo deciso di ucciderlo addormentandolo". E’ una confessione agghiacciante quella di Lorena Venier, infermiera di 61 anni, che ha raccontato con freddezza le fasi dell’omicidio del figlio Alessandro, 35 anni, durante l’udienza di convalida del suo arresto davanti al gip del Tribunale di Udine. Insulina nella limonata "Ho svuotato un intero blister di medicinali nella limonata, ma non è stat…
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Lorena Venier, l'infermiera di 61 anni che ha ucciso e fatto a pezzi il figlio Alessandro, di 35 anni, nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto di fronte al Gip del Tribunale di Udine, fornisce altri particolari sull'efferato delitto che ha scioccato la comunità. "Abbiamo deciso di ucciderlo addormentandolo: ho svuotato un intero blister di medicinali nella limonata, ma non è stato sufficiente.
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