Rutte (Nato): "diplomazia ponderata" per risolvere caso Groenlandia 21 gennaio 2026 Milano, 21 gen. - Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che è necessaria una "diplomazia ponderata" per gestire le tensioni sulla Groenlandia, mentre il presidente Donald Trump si recava a Davos per le rivendicazioni statunitensi sul territorio. "Vedo che ci sono queste tensioni al momento, non c'è dubbio.
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Danimarca: "Bene se Trump eviterà uso della forza, ma minaccia resta" 21 gennaio 2026 Copenaghen, 21 gen. - Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha dichiarato che è "positivo" che Donald Trump abbia dichiarato di voler evitare l'uso della forza militare in Groenlandia, ma ha sottolineato che il presidente degli Stati Uniti non ha fatto marcia indietro rispetto alla minaccia di impadronirsi del territorio artico.
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"La Nato è cruciale anche per la sicurezza Usa. Il mio ruolo di segretario generale quando c'è tensione tra gli alleati, come in passato tra Turchia e Grecia, non è quello di commentare in pubblico, perché nel momento in cui lo faccio, non posso più aiutare a ridurre la tensione. Sto lavorando sulla questione dietro le quinte. Ci sono tensioni, è vero, ma la diplomazia attenta è l'unica soluzione. Dobbiamo difendere l'Artico, Trump ha ragione.
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Era appena uscita la notizia ufficiale di 3000 morti per la repressione delle manifestazioni di protesta in Iran. Secondo le organizzazioni della società civile, le Ong sarebbero ancora di più. Ma non è per questo che si sono riempite le piazze di Copenaghen in Danimarca o che si sono tenuti dei summit telefonici concitati, allarmati tra tutti i leader europei? No, è perché Donald Trump vuole la Groenlandia
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C’era da scommetterci che le ambizioni americane sulla Groenlandia avrebbero fatto rumore, finendo nel mirino dell’ironia russa che non ha atteso per commentare la situazione che sta sconquassando l’occidente. A commentare le ipotesi di una possibile annessione dell’isola artica da parte degli Stati Uniti è stato Dmitri Medvedev, ex presidente della Federazione Russa e oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza, voce tra le più nazionaliste dell’apparato moscovita.
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