"Non credo di aver molto da aggiungere alle parole che ho detto a novembre. Di mostri non ce ne sono, c'è però una normalizzazione sistematica della violenza, e in quanto sistematica dipende dalla nostra società, dipende da tutti". Così Elena, sorella di Giulia Cecchettin, su Instagram dopo la pubblicazione dei dialoghi intercettati durante un colloquio in carcere fra Filippo Turetta e i genitori. "Non sono sorpresa da certe notizie, assolutamente.
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"La liberazione dalla violenza patriarcale parte dal rifiutare la violenza contro le donne e rifiutare ogni giustificazione. Bisogna smetterla di tacere davanti alla normalizzazione del femminicidio. Continuiamo a fare rumore. Per Giulia e per tutti gli altri "200" femminicidi, perchè nessuna vittima deve rimanere solo una statistica". Così Elena Cecchettin sorella di Giulia vittima di femminicidio, su Instagram
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"Crocifiggere queste persone che stanno vivendo una tragedia è immorale. La pubblicazione delle intercettazioni dei genitori di Turetta è un fatto grave. Non aggiunge nulla alle indagini né alla cronaca, si tratta solo di voyeurismo fuori luogo che rischia peraltro di mettere a repentaglio la stessa incolumità di due persone che, non solo non hanno commesso alcun reato, ma si trovano a vivere un'atroce sofferenza".
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«Hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza. Non sei un terrorista». Così, intercettato, diceva Nicola Turetta nel primo colloquio con il figlio Filippo il 3 dicembre scorso, nella casa di reclusione di Montorio. Parole che scavano un baratro umano tra la famiglia della vittima, Giulia Cecchettin, e quella del reo confesso dell'omicidio.
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PUBBLICITÀ “Ci sono altri duecento femminicidi. Poi avrai i permessi per uscire, per andare al lavoro, la libertà condizionale. Non sei stato te, non ti devi dare colpe perché tu non potevi controllarti”. Con queste parole, Nicola Turetta ha cercato di rincuorare il figlio Filippo durante il loro primo incontro dopo l’omicidio, avvenuto nel carcere di Verona. Le intercettazioni choc dal carcere del padre di Filippo Turetta a…
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"Hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza. Non sei un terrorista. Devi farti forza. Non sei lunico, ci sono stati parecchi altri. Però ti devi laureare". Sono alcune delle frasi pronunciate da Nicola Turetta, padre di Filippo, durante il primo colloquio con il figlio nel carcere a Verona, lo scorso 3 dicembre. La conversazione è stata intercettata dagli investigatori e pubblicata dal settimanale Giallo insieme ad un frame che…
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"In tanti uccidono le donne. Uscirai presto di prigione": spuntano le parole scioccanti del padre di Filippo Turetta, pronunciate il 3 dicembre scorso durante un colloquio in carcere con il figlio. È quanto si legge nelle intercettazioni pubblicate dal settimanale Giallo e riportate da Repubblica e Corriere della Sera.
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Colloquio in carcere La conversazione è stata intercettata dagli investigatori e acquisita nel fascicolo processuale: «Ci sono altri 200 femminicidi, poi avrai i permessi. Non ti devi dare colpe perché tu non potevi controllarti» «Hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza. Non sei un terrorista. Devi farti…
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(Adnkronos) – “Non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza”. È il 3 dicembre, i genitori incontrano il figlio Filippo Turetta, autore del delitto di Giulia Cecchettin, in carcere a Verona per la prima volta. Nei giorni precedenti avevano saputo che il figlio aveva ucciso Giulia, che aveva nascosto il corpo in un dirupo e che era stato arrestato in Germania dopo una lunga fuga.
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