Sabato 21 febbraio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – //// Prezzi dell’energia sotto controllo, ma con margini di volatilità legati all’evoluzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, che stima per il secondo trimestre 2026 un Brent medio intorno ai 66 dollari al barile, con un tetto…
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Altre notizie:
Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran: «10-15 giorni, al massimo», perché accetti un accordo sul suo programma nucleare. Altrimenti «accadranno cose brutte». La posta in gioco è altissima. La risposta di Teheran a questa scadenza definirà il futuro dell’intera regione. In questo clima di incertezza, il petrolio resta ostaggio della geopolitica con gli operatori pronti a reagire a ogni segnale proveniente dal Golfo Persico
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Gli Stati Uniti hanno schierato una massiccia forza aerea in Medio Oriente. I negoziati sull’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran non hanno portato a un accordo tra le due nazioni. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che entro 10 giorni deciderà se avviare attacchi cinetici contro l’Iran. Perché è importante: dall’inizio dell’anno gli indici globali del petrolio hanno registrato un aumento significativo.
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Il prezzo del barile di petrolio è salito al livello più alto degli ultimi sei mesi. Il mercato scommette sempre più su un possibile intervento statunitense in Iran, complici i toni aggressivi tra Washington e Teheran e il massiccio dispiegamento di forze militari americane. I numeri del mercato Il Wti sale del 2% a 66,48 dollari al barile, dopo aver toccato un picco di 66,71 dollari, il valore più alto dallo scorso agosto.
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Il prezzo dell"oro ha esteso i guadagni nella prima parte della seduta di giovedì 19 febbraio, dopo essere salito di oltre il 2% in quella precedente con le tensioni tra Stati Uniti e Iran che spingono gli investitori verso i beni rifugio, mentre il mercato valuta il percorso di politica monetaria della Federal Reserve. Il tutto in un contesto che vede ancora alcuni mercati asiatici chiusi per…
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L'alta probabilità di un attacco imminente in Iran da parte delle forze armate americane fa lievitare il prezzo del petrolio, che solo ieri ha fatto un balzo del 4% dopo che il vicepresidente americano J.D. Vance ha dichiarato che l'Iran non ha affrontato le linee rosse degli Stati Uniti, nelle trattative sul nucleare tenutesi in Svizzera questa settimana e che il presidente Donald Trump si riserva il diritto di ricorrere alla forza militare.
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Roma, 18 feb. – Si accentua ulteriormente il rally del prezzi del petrolio, con rialzi oltre il 4% in serata dopo il riaccendersi dei timori su un possibile intervento Usa in Iran. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord sale del 4,08% a 70,17 dollari. Il West Texas Intermediate balza del 4,38% a 65,06 dollari.
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