Federico Piana- Città del Vaticano Nord di Gaza, notte fonda. I cupi rumori di morte dei bombardamenti si avvicinano alla casa della famiglia della piccola Rawan. Mamma e papà riescono a mettersi in salvo mentre, per i soccorritori, la bambina di dieci anni rimasta intrappolata sotto le macerie non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. Sua madre si rifiuta di arrendersi ed il padre scava a mani nude tra i detriti fumanti: finalmente riescono ad abbracciarla, è ferita, coperta…
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I morti a Gaza non sono 55.000. Sono almeno il triplo Un nuovo studio di Harvard smentisce tutte le stime al ribasso fatte finora. Il conto dei dispersi è enorme Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – Nella Striscia di Gaza mancherebbero all’appello decine di migliaia di persone, superando le stime ufficiali del locale ministro della Salute, che ieri riferiva di 54.981 morti, a cui a gennaio aggiungeva 11mila dispersi.
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«Non c'è più nulla. La popolazione ormai è composta quasi interamente da giovani in salute, ma lo sa perché? Perché i malati cronici sono morti». La dottoressa Tiziana Roggio è andata in missione nella Striscia di Gaza pochi giorni fa partendo da Londra con la ong Ideals e usando tutte le sue ferie. E lì, a Khan Younis, ha visto «l’inferno in terra, perché di quello si tratta». Come è stato lavorare a Khan Younis? «Eravamo tre chirurghi plastici, un…
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C’è una frase che riecheggia da giorni a Gaza, tra le lacrime di chi ritrova i propri figli cadaveri, i genitori massacrati: «Era solo andato a cercare del cibo». Lo sanno ormai, nella Striscia, che se parti alla ricerca di un pacco di pasta potresti non tornare più indietro. Ma in centinaia di migliaia non hanno nessuna alternativa. La maggior parte va e torna a mani vuote. E allora si ripromette di ritornare il giorno dopo, anticipandosi di qualche ora.
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Bambini palestinesi in prima fila nella distribuzione del cibo al punto di raccolta di Nuseirat, nella zona centrale della Striscia di Gaza - Ansa «La situazione resta disastrosa, drammatica e disumana». Le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa, alla vigilia del voto parlamentare che minaccia di mettere fine al governo Netanyahu, descrivono e denunciano il baratro dentro cui è stata spinta la popolazione civile di Gaza.
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Le bombe sugli ospedali, sganciate con un preavviso di venti minuti, quindici appena. Tempo infimo, quando si devono sgomberare reparti interi e salvare i civili. Michela Paschetto, che per Emergency coordina i sanitari a Gaza, ci racconta quegli attacchi di Israele che anche il personale dell'organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada ha vissuto direttamente. “Sono attacchi che hanno messo in grave difficoltà l'operatività delle strutture sanitarie e l'accesso…
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Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, ai microfoni di Pomeriggio24 di Rainews ha parlato della situazione nella Striscia di Gaza definendola “disumana”. “E' vero che l'Italia - ha detto il religioso - è da tempo impegnata nell'aiuto umanitario, soprattutto nell'accoglienza dei bambini, di malati e di feriti palestinesi, ma la situazione qui resta disastrosa, drammatica e disumana”.
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Undici missioni umanitarie a Gaza negli ultimi anni. Le ultime due nel pieno della catastrofe emersa tra 2024 e 2025, tra gli attacchi di Israele alla popolazione civile. Federica Iezzi, cardiochirurga pediatrica e dipendente dell'ospedale regionale di Ancona, racconta la propria esperienza e lo fa proprio nel proprio luogo di lavoro, davanti a medici, infermieri, tecnici ma anche cittadini e associazioni.
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PressTV. Un portavoce del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha avvertito che i bambini malnutriti di Gaza ricoverati negli ospedali potrebbero non sopravvivere la prossima settimana a causa del blocco imposto da Israele, sottolineando che la maggior parte di loro lotta per procurarsi anche solo un pasto al giorno. James Elder, in un’intervista a Sky News, sabato, ha sottolineato la terribile situazione a Gaza, affermando che la maggior parte delle…
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Federica Iezzi e Michela Paschetto hanno registrato con i loro occhi la tragedia di Gaza e ieri hanno provato a raccontarla attraverso storie ed esperienze vissute nella Striscia durante le loro missioni per conto di Medici Senza Frontiere e Emergency. Racconti potenti che solo i testimoni oculari, scevri da condizionamenti di parte e ‘per sentito dire’, possono trasmettere. Ad ascoltare i loro interventi ieri nell’auditorium ‘Totti’ dell’ospedale di…
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«Sa qual è la frase che va più di moda qua? “Lasciate che Israele ci colpisca con una bomba nucleare, così finiamo di soffrire”». Il dottor Mohammed Abu Mughaisib parla con un misto di rassegnazione, dolore e ostinazione. Nella clinica dove lavora, quella di Medici Senza Frontiere a Khan Younis, è vicecoordinatore. Vede ogni giorno il fiume di persone in lotta per il cibo, sente le esplosioni, assiste i pazienti, guarda i feriti portati negli ospedali a bordo di…
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FNOVI al Governo: “Azioni Urgenti per la Protezione dei Civili in Palestina” La Federazione dei veterinari: “Condanniamo fermamente ogni atto di violenza indiscriminata contro i civili e le violazioni del diritto internazionale umanitario. Sottolinea l'importanza che tutte le parti coinvolte rispettino gli obblighi delle Convenzioni di Ginevra, garantendo la protezione dei civili, l'accesso agli aiuti umanitari e la sicurezza del personale medico e umanitario” 10 GIU La Federazione…
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Striscia di Gaza: il tempo dell’indifferenza è finito 10 GIU di Marina Davoli Gentile Direttore, l’Associazione Alessandro Liberati, da sempre impegnata nella promozione di una medicina basata su prove, giustizia e diritti, rilancia con urgenza il proprio appello a professionisti sanitari, istituzioni e società civile per una presa di posizione chiara e responsabile di fronte alla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza.
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"Osama, 5 anni, era un bambino sano, viveva a Gaza. Mesi di nutrizione inadeguata lo hanno reso gravemente malnutrito. Ora pesa solo 5 kg, pericolosamente al di sotto del peso forma per la sua età. Osama è in cura presso l'ospedale Nasser, ma il suo pieno recupero dipende da una nutrizione sufficiente e cure urgenti, entrambi a rischio. L'Unicef sta distribuendo i pochi rifornimenti nutrizionali che abbiamo e che siamo in grado di portare a Gaza.
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“Abbiamo i magazzini pieni di aiuti, ma non possiamo distribuirli. Nel frattempo assistiamo ogni giorno alla morte di decine di bambini”. Cosi Rosalia Bollen, Portavoce dell'UNICEF per Gaza, intervistata da Adele Grossi a Pomeriggio24 su Rainews24: “Che sia chiamato genocidio o no, poco importa quando 50mila bambini sono morti o feriti e migliaia di altri soffrono di fame e malattie”.
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