L’ex presidente Trump diventerà il 47° presidente degli Stati Uniti con i repubblicani che hanno ripreso il controllo del Senato. I futures azionari statunitensi e il dollaro USA sono saliti, mentre le obbligazioni e le azioni cinesi hanno ceduto. Mark Haefele, Chief Investment Officer, UBS Global Wealth Management mantiene una posizione positiva sui titoli azionari statunitensi e punta a 6.600 per l’S&P 500 entro la fine del 2025, sostenuti dal continuo slancio…
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– Con 279 voti dei grandi elettori, ben oltre la fatidica soglia dei 270, Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Già prima che la Cnn ufficializzasse il nome del nuovo inquilino della Casa Bianca, quando il risultato sembrava ormai certo e Fox News, rompendo gli indugi, per prima lo ha “incoronato” 47esimo presidente Usa, il tycoon si è autoproclamato vincitore…
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I sondaggi suggerivano un testa a testa tra Donald Trump e Kamala Harris. Secondo le tre principali agenzie di sondaggi – Nate Silver, FiveThirtyEight e Allan Lichtman – la vicepresidente godeva perfino di un leggero vantaggio nel voto popolare, anche se per arrivare alla Casa Bianca non serve neppure la maggioranza assoluta degli elettori, perché contano i grandi elettori dei singoli Stati…
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Di Piero Cingari I dazi e i tagli fiscali proposti da Donald Trump potrebbero far aumentare l'inflazione, spingendo la Federal Reserve a intervenire. Trump ha inoltre manifestato l'intenzione di influenzare le decisioni della Fed, in potenziale contrasto con l'autonomia della banca centrale PUBBLICITÀ Mentre gli americani attendono l'esito delle elezioni presidenziali del 2024, il potenziale impatto economico di un'amministrazione Trump sulla politica della Federal Reserve è…
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Di solito, i tagli dei tassi portano a un calo dei rendimenti, ma in un anno elettorale, le politiche fiscali espansive possono aumentare la spesa pubblica, facendo salire i rendimenti a causa di un’offerta maggiore. Il rischio inflazione spingerebbe gli investitori a chiedere rendimenti più alti. Nel frattempo, il quadro economico statunitense si è fatto molto più incerto e l'esito delle elezioni presidenziali è destinato a incidere significativamente sull’andamento della congiuntura.
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Negli Stati Uniti, la velocità di crescita dei prezzi, arrivata oltre il 9% annuo, è ora molto scesa, vicina all’obiettivo del 2%. La banca centrale statunitense, la Fed, aveva cominciato a combattere l’inflazione in ritardo. Aveva anche sottovalutato il contributo che lei stessa aveva dato al fenomeno, con periodi troppo lunghi di tassi troppo bassi e liquidità troppo abbondante. Nella primave…
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