Un riservista dell'esercito israeliano, estraneo alle indagini in corso sui nove soldati arrestati ieri, è stato incriminato per abusi contro detenuti palestinesi. Secondo l'accusa dei procuratori militari, il riservista, in diversi incidenti tra febbraio e giugno, mentre garantiva il trasporto di sospetti terroristi, avrebbe «usato gravi violenze contro di loro».
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I media israeliani riferiscono che il premier Benjamin Netanyahu ha detto ai ministri che «non si entra nelle basi militari», paragonando gli assalti ai blocchi autostradali dei manifestanti antigovernativi. Il ministro degli Interni Moshe Arbel, del partito Shas che rappresenta gli ebrei ultraortodossi, ha condannato il paragone di Netanyahu pur sottolineando che non si può permettere ai dimostranti di estrema destra di «mettere in pericolo l'esercito in questo modo».
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