«È in atto uno sforzo fra il Dipartimento di Stato federale, la sua divisione di sicurezza diplomatica e i servizi segreti degli Stati Uniti per far sì che tutto si svolga senza problemi» durante la sua permanenza, ha concluso, smentendo comunque che «il funzionario haitiano abbia chiesto asilo negli Stati Uniti».
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Mentre la violenza e l'illegalità ad Haiti raggiungono un nuovo e terrificante livello, la determinazione della comunità internazionale e degli attori locali a proteggere e sostenere il popolo haitiano deve essere rafforzata. Haiti è stata attanagliata da anni consecutivi di orribile violenza, che negli ultimi giorni è stata segnata da un livello senza precedenti di illegalità, abusi dei diritti umani, rapimenti e un totale disprezzo per la vita e il benessere dei bambini e delle loro famiglie e dei servizi…
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Jimmy Chérizier, detto “Barbecue”, ora minaccia una guerra civile se non si dimetterà il premier di Haiti Ariel Henry. Il leader del potente gruppo di gang noto come “G9” sta guidando la rivolta a Port-au-Prince e non ha intenzione di fermarsi. La violenza nel Paese ha raggiunto livelli inimmaginabili dopo le prime tensioni provocate lo scorso fine settimana da commando armati che hanno assaltato due prigioni della capitale liberando…
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Da alcuni giorni negli ambienti politici haitiani ci si chiedeva che fine avesse fatto Henry dopo aver firmato il 1. marzo a Nairobi, in Kenya, un accordo per la costituzione della Missione multinazionale di sostegno alla sicurezza (Mmas), e nelle reti sociali si supponeva che si fosse trasferito per colloqui negli Stati Uniti
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Cadaveri per strada dopo gli scontri a Port-au-Prince - Ansa «Per la prima volta, le gang stanno dimostrando un’effettiva capacità strategica. E questo è il dato inedito della crisi attuale. Il che sembra confermare l’ipotesi di una regia occulta». Stafano Gatto è ambasciatore dell’Unione Europea ad Haiti dal settembre 2022 dopo una serie di incarichi in Guatemala, El Salvador, Brasile e Pakistan. Da quasi due anni, dunque, assiste all’implosione delle istituzioni e al dilagare della violenza…
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Il capo di una gang criminale di Haiti ha minacciato una «guerra civile» se il primo ministro Ariel Henry deciderà di restare al potere, mentre il Paese è in balia di una forte ondata di violenza. «Se Ariel Henry non si dimetterà - ha affermato Jimmy Chérizier, conosciuto con il soprannome di “Barbecue”, in un’intervista alla stampa -, se la comunità internazionale continuerà a sostenerlo, allora andremo dritti verso una guerra civile che porterà a un genocidio».
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"Le luci dell’alba del lunedi attraversano poco a poco il fumo lasciato nell’aria dalle scorribande violente del weekend. Gli attacchi di bande di criminali hanno seminato panico e angoscia nella capitale. È stato decretato lo stato d’emergenza dal capo della polizia con relativo coprifuoco per un po’ di giorni... Questa mattina (lunedì 4 marzo, ndr) c’è sgomento fra i professori e i giovani che lavorano alla missione.
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Con l'aeroporto internazionale e i porti nelle mani delle bande, il leader non riesce a rientrare nell'isola. In sua assenza l'esecutivo è imploso. Altre quindicimila persone in fuga dai combattimenti
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Prigioni prese d’assalto, migliaia di detenuti in fuga e decine di vittime. Quello andato in scena nel fine settimana è solo l’ultimo capitolo della drammatica quotidianità di Haiti. Un Paese che, giorno dopo giorno, precipita sempre più nel caos. “Questa crisi è iniziata nel 2018, ma non cessa di diventare più profonda”, racconta alla RSI Flavia Maurell, responsabile dell’ONG svizzera AVSI-AVAID ad Haiti.
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Città del Vaticano Ad Haiti è ancora caos e violenze causati dalle bande criminali che nelle ultime ore hanno preso d’assalto tutti i principali aeroporti del Paese, per catturare il premier Ariel Henry che è atteso di ritorno da Nairobi dove ha firmato l'accordo per il dispiegamento di una forza internazionale di peacekeeping, guidata dalla polizia keniana. Il primo ministro non è ancora riuscito a rientrare nel Paese perché non vi sono le condizioni di sicurezza.
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Non migliora la situazione ad Haiti, dove le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza per 72 ore, in seguito a una maxi evasione dal carcere più grande dell'isola, quello di Port-au-Prince, dal quale sono scappati circa 4000 detenuti. Gli assalti da parte di bande armate, che stanno avvenendo in queste ore, avrebbero l'obiettivo di costringere alle dimissioni il primo ministro Ariel Henry, di cui continuano a non aversi notizie dopo il…
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Il governo brasiliano ha chiesto alla comunità internazionale di aiutare "con urgenza" Haiti, la nazione caraibica colpita da una grave crisi di pubblica sicurezza. "Il Brasile invita la comunità internazionale ad adottare urgentemente misure concrete per sostenere il Paese, in particolare attraverso l'attuazione della risoluzione 2699 (2023) del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che crea la Missione multinazionale di sostegno e sicurezza ad Haiti", si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di…
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