L'allarme di Confcommercio: a Firenze in 12 anni persi il 23% dei negozi, crescono solo ristorazione e ricettività 'In poco più di dieci anni in Toscana ogni capoluogo ha perso in media un’attività commerciale su quattro' 1 Visualizzazioni “Firenze sta perdendo pezzi importanti della sua identità commerciale". A parlare della crisi del commercio è il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni
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Una situazione che sembra degenerare in Italia. Caos totale e cosi assolutamente non si può andare avanti. La situazione economica in Italia è un problema molto serio. Tutt’altro che semplice da gestire, sia per una questione economica che per una questione di crescita di paese. C’è il problema della disoccupazione che è in costante aumento e c’è poi una questione relativa a difficoltà di vari settori.
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I dati di Confcommercio sulla chiusura dei negozi «confermano un trend presente da quasi due decenni, che riguarda tutte le città e in modo maggiore città medie e città con una minor diversificazione anche della proprietà immobiliare commerciale». È questo il primo commento dell’assessore alle attività produttive, Iacopo Rebecchi, sui 135 negozi chiusi in città negli ultimi dodici anni come emerge dall’indagine di Confcommercio pubblicata sulla Gazzetta domenica 23 marzo.
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/03/2025 11:33:00 ìLa desertificazione commerciale continua a rappresentare una criticità per i centri urbani siciliani, incidendo negativamente sull'economia e sul tessuto sociale. Tuttavia, segnali positivi emergono dal settore dell'alloggio e della ristorazione, che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa, modificando il paradigma dello sviluppo economico regionale. Secondo lo studio condotto dall'ufficio studi di Confcommercio nazionale, basato su…
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Alessandria è la quinta città italiana, tra le 122 prese in esame, per numero di negozi scomparsi tra il 2012 e il 2024, con un calo del 31,1% nell’arco di 12 anni. Il dato allarmante, diffuso nelle scorse ore da Confcommercio, rientra in un’ampia indagine in cui emerge come, in questo lasso di tempo, siano sparite 118 mila attività al dettaglio e 23 mila di commercio ambulante in Italia. «Sono numeri che non stupiscono.
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I negozi chiudono, soprattutto in periferia. Il centro storico si difende, ma sono in aumento solo bar e ristoranti. È la fotografia del commercio a Benevento scattata dall’Istituto Tagliacarne e pubblicata ieri dall’ufficio studi di Confcommercio. Un’analisi condotta sulla desertificazione del commercio al dettaglio nelle città e nei principali centri dello Stivale, partendo dalla banca dati ufficiale delle Camere di Commercio relativa alla nati-mortalità delle imprese commerciali.
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Confcommercio sottolinea la necessità di integrare l’e-commerce e la digitalizzazione, proponendo incentivi tecnologici per tutti i negozi, anche i più piccoli La desertificazione commerciale in Italia tra il 2012 e il 2024 ha portato alla chiusura di quasi 118mila negozi e 23mila attività di commercio ambulante, aggravando la tristezza e l’insicurezza urbana, soprattutto nei centri storici. Un fenomeno correlato è il calo del 35,5% degli sportelli bancari, che insieme…
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Di desertificazione si parla spesso, ma i dati diffusi nei giorni scorsi sono impressionanti. Emergono dalla ricerca "Città e demografia d'impresa", condotta dall'Ufficio studi di Confcommercio e dal Centro studi Guglielmo Tagliacarne. Si scopre che in dodici anni, fra il 2012 e il 2024, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante. In crescita, al contrario, le attività di alloggio e ristorazione (+18.500).
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Crolla il numero dei negozi. Alimentari, bar, tabacchini e pure quelli specializzati in computer e telefonia. Si salvano solo le farmacie. Mentre l’andamento del settore alberghiero e di quello della ristorazione reggono cambiando pelle. Nel primo caso l’andamento negativo è bilanciato da un vero e proprio boom delle attività extra-alberghiere, a partire dal mondo degli affitti brevi. Nel secondo…
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Ben 135 vetrine spente nell’arco di dodici anni, 88 dal pre-Covid. Va un po’ meglio per alberghi, bar e ristoranti: dal 2012 ne sono spariti 15 e 37 dal 2019. Numeri comunque impietosi che vedono Mantova al 34° posto nella graduatoria dei Comuni italiani (poco meno di 8mila) che hanno perso più negozi al dettaglio tra il 2012 e il 2024, con un calo del 26%, percentuale più alta della media nazionale e regionale.
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Genova. L'amministrazione estenda la cedolare secca anche alle locazioni non abitative per prevenire la desertificazione commerciale. L’appello arriva da Ape Confedilizia, che ha commentato i dati diffusi dalla Confcommercio e dalla Confesercenti che testimoniano come, a livello nazionale, siano scomparsi 118mila negozi al dettaglio fra il 2012 e il 2024. Genova, secondo il dossier "Demografia d'impresa nelle città…
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La desertificazione commerciale continua a rappresentare un elemento di depauperamento economico e sociale dei centri urbani. E anche la Sardegna è colpita in pieno dal fenomeno, che ha portato negli ultimi anni centinaia e centinaia di piccoli imprenditori del commercio a chiudere la propria attività. L’allarme arriva da Confcommercio, che ha diffuso i risultati di una ricerca condotta in collaborazione con il Centro “Guglielmo Tagliacarne”.
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Crescono alberghi, bar e ristoranti, calano i negozi, tranne quelli di informatica, farmacie e commercio al dettaglio (non banchi e mercati). E così il territorio comunale veneziano si trova al 42° posto tra i 122 Comuni italiani con una perdita del 29,4 per cento di tessuto economico produttivo. Le cifre che emergono dall'Ufficio studi di Confcommercio, basato sui dati del Centro studi delle Camere di commercio "Guglielmo…
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Se a chi vive nelle città italiane, o a chi visita i centri storici anche solo di passaggio, non piace vedere saracinesche abbassate, vetrine vuote e luci spente, è perché la chiusura generalizzata dei negozi rende il paesaggio urbano più triste e cupo. E pure meno sicuro, soprattutto quando è già buio o nelle strade meno battute. Gli addetti ai lavori la chiamano desertificazione commerciale. E ieri Confcommercio ha fornito gli ultimi drammatici numeri: in Italia tra il 2012 e…
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Vetrine vuote, saracinesche abbassate, cartelli di «cessata attività»: in 12 mesi, dall’1 gennaio al 31 dicembre 2024, il Veneto ha visto morire più di 1.500 negozi. Per la maggior parte, si tratta di attività nei centri storici, molti nei Comuni capoluogo, moltissimi nei centri di media grandezza e nei paesi. Chi spegne la candela? Soprattutto i titolari di negozi di abbigliamento e scarpe, articoli sportivi, libri…
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