ROMA – A quasi tre anni dall’inizio del conflitto in Sudan, quella che era iniziata come una lotta di potere concentrata solo a Khartoum si è poi trasformata in un massacro a livello nazionale. Trenta milioni di persone vivono in stato di emergenza umanitaria, in dieci milioni hanno dovuto abbandonare case e villaggi. La guerra. Dopo oltre 500 giorni di assedio le Forze di Supporto Rapido (RSF), guidate da Mohamed Hamdan Daglo, a ottobre 2025 hanno conquistato la città di El-Fasher…
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Di Vincenzo Giardina Silenzio assordante: un ossimoro per spiegare cosa accade in Sudan e attorno al Sudan, un Paese nel cuore dell’Africa fatto a pezzi, quasi mai però sulle prime pagine dei giornali o al centro dell’agenda internazionale. Dalle rive del Mar Rosso sino alla regione del Darfur al confine con il Ciad, a est e a ovest del Nilo, è ferito dai bombardamenti dei droni e dai raid delle milizie, che uccidono civili e calpestano il diritto umanitario, colpendo scuole, mercati, ospedali.
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La strage in atto della popolazione sudanese è al centro di uno scontro fra attori internazionali e regionali per il controllo di oro, petrolio e terre rare. L’azione urgente richiesta all’Italia e all’Unione europea nel webinar promosso da numerose realtà della società civile in collaborazione con le comunità sudanesi in Italia. È difficile quasi impossibile rompere il silenzio mediatico sulla situazione in Sudan come si può verificare facilmente confrontando lo spazio smisurato offerto in questi giorni a polemiche su un…
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Iniziativa on line lunedì 2 febbraio alle ore 17 per fare luce sulla grave emergenza umanitaria nel Paese africano al centro di un conflitto scatenato da interessi esterni. Una proposta per vincere “la globalizzazione dell’indifferenza” da parte di alcune organizzazioni della società civile italiana e dalla comunità sudanese in Italia Non ha avuto grande accoglienza sui media l’appello lanciato a fine dicembre 2025 da un nutrito numero di organizzazioni della società civile italiana e dalla comunità sudanese in…
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In Sudan si sta consumando ogni giorno la più grande crisi umanitaria contemporanea. Ma non ottiene l’attenzione che dovrebbe avere. Nei media appare a volte come una crisi carsica e intermittente. Quasi come se fosse scontata, o persino un tratto costitutivo di quell’area, delicata crocevia tra Nord Africa, Sahel e Corno d’Africa, affacciata sul Mar Rosso. Un Paese vastissimo che sta vivendo una crisi devastante che miete migliaia di vittime per le violenze che si stanno perpetrando.
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La presa di al-Fashir da parte delle Rfs e la scia di violenze che l’ha accompagnata hanno riportato il Sudan in primo piano. Spesso la guerra viene descritta come il prodotto quasi “naturale” della rivalità tra due comandanti: il generale Abdel Fattah al-Burhan, a capo delle Forze armate sudanesi, e Mohamed Hamdan Dagalo detto Hemetti, leader delle Forze di supporto rapido (Rfs). È una lettura comoda: concentra tutto su ambizioni, ego e colpi di mano.
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I combattimenti tra RSF e SAF sono ora concentrati nel centro del Paese. EAU continuano il loro sostegno ai ribelli anche grazie a Haftar. Il Cairo che sostiene il governo di Khartoum ha lanciato un avvertimento al leader della Cirenaica Speciale per Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes La guerra in Sudan è caduta nell’oblio. La comunità internazionale e di conseguenza gran parte dei maggiori media sono impegnati su altri fronti, certamente…
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