Circa due anni fa, la Banca Centrale Europea ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse portandoli dallo 0% al picco del 4,5% nel settembre dello scorso anno. Da allora sono rimasti fermi a questo livello. Giovedì 6 giungo, però, la BCE ha iniziato a ridurre i tassi di un quarto di punto percentuale. Che impatto avrà questo taglio sui fondi monetari? Questo tipo di comparti è stato uno dei principali beneficiari del rialzo dei tassi di interesse nel brevissimo termine.
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– Uno zuccherino una tantum o l’inizio di una nuova fase della politica monetaria europea? La mossa della Bce, largamente scontata dai mercati, lascia dietro di sé alcuni interrogativi sulla strategia seguita da Christine Lagarde, che non s’impegna per il futuro preferendo mantenere quell’approccio meeting to meeting che i banchieri centrali chiamano ‘delle mani libere’ e che invece molti osservatori scambiano per incertezza.
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La BCE ha finalmente annunciato l'attesissimo taglio dei tassi d'interesse, che diventerà effettivo dal prossimo 12 giugno, anche se l'Euribor a 1 mese ha già in parte scontato le attese del mercato ed è passato dal 3,85% del 6 maggio al 3,68% dell'ultima rilevazione del 5 giugno. Questo si tradurrà ovviamente in un abbassamento della rata mensile per i mutui a tasso variabile, che sono indicizzati all'Euribor.
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Una giornata a suo modo storica. Il 6 giugno, per la prima volta dall’inizio del ciclo di rialzi partito a luglio 2022, la Banca centrale europea (Bce) ha scelto di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base. Lo riporta l’agenzia Ansa, specificando che il tasso sui rifinanziamenti principali è sceso dal 4,50 al 4,25%, quello sui depositi dal 4% al 3,75%, e quello sui prestiti marginali dal 4,75% al 4,50%.
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