Quel cuore non è mai ripartito e da allora mi chiedo perché. Vincenzo Cuzzone, direttore della Rianimazione del Cardarelli di Campobasso ha raccontato al Corriere le ultime drammatiche ore che Sara Di Vita ha trascorso in ospedale. ‘Sin dall’inizio – ha spiegato il rianimatore – ho avuto la sensazione che qualcosa non tornasse. «Ricordo – ha aggiunto Cuzzone – che mentre cercavo di rianimare la ragazza continuavo a chiedermi: “Perché il cuore non riparte?”.
Leggi
A Pietracatella, in provincia di Campobasso, Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita forse sono morte due volte: la prima nei loro corpi, lentamente, la seconda nello sguardo di chi non ha saputo leggere ciò che stava accadendo. Per giorni il loro organismo ha parlato, e lo fatto con un linguaggio che non ammette equivoci — vomito, febbre, un deterioramento progressivo che consuma e insiste — ma quel linguaggio è stato tradotto, ridotto…
Leggi
Foto: Ansa Ignazio Riccio 02 aprile 2026 Ultime novità sul caso che ha sconvolto il piccolo paese di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli ultimi esami tossicologici effettuati sul sangue di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, hanno escluso la presenza della ricina, la potente tossina che ha invece provocato la morte della moglie e della figlia quindicenne. Una conferma importante per gli investigatori, che chiarisce come…
Leggi
BOLOGNA – Si fa sempre più intricata la vicenda delle due strani morti avvenute per avvelenamento sotto Natale a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove persero la vita Antonella Di Jelsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni. I due decessi, lì per lì, vennero scambiati per un’intossicazione alimentare, ma negli ultimi giorni è emersa una novità clamorosa: nel sangue della donna e della figlia sarebbero emerse tracce di…
Leggi
Non è mai stato escluso che Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Ielsi, 50 anni, fossero state avvelenate. La procura di Campobasso subito dopo i decessi ha aperto un fascicolo e avviato le indagini per omicidio colposo, ma il sospetto che le due donne potessero essere state avvelenate non è mai stato escluso. Anzi. Lo conferma l'immediato sequestro della casa che, dopo tre mesi…
Leggi
Nel paese deserto per l’alluvione che nelle ultime 24 ore ha sconvolto il Molise, Gianni Di Vita e sua figlia Alice stanno chiusi in casa dopo la notizia shock: l’altra metà della loro famiglia, la madre e la sorella minore, sono state uccise non da un’intossicazione alimentare ma avvelenate intenzionalmente con la ricina. Come in tutti i gialli che si rispettino, sono loro i principali sospettat…
Leggi
Gli aggiornamenti sulla morte delle due donne La morte di Antonella Di Jelsi, 50 anni, e della figlia 15enne Sara Di Vita ha assunto i contorni di un vero e proprio giallo. Martedì 31 marzo, la notizia dell’apertura di un fascicolo – al momento contro ignoti – per duplice omicidio premeditato. Madre e figlia sono morte avvelenate dopo una cena prenatalizia nella loro casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso
Leggi
Roberta Bruzzone solleva sospetti sulle persone più vicine a madre e figlia avvelenate a Natale. La criminologa e volto noto in Tv ha commentato la svolta sulla morte di Antonella De Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni, per mesi ritenute vittime di intossicazione alimentare, fino alla scoperta della presenza di ricina nei loro cadaveri. Una sostanza letale difficile da reperire e da maneggiare, sul cui uso l’esperta avanza ipotesi investigative.
Leggi
Un duplice omicidio. A distanza di tre mesi dalla loro morte non ci sono dubbi: Antonella Di Jelsi e la figlia Sara Di Vita sono state intenzionalmente avvelenate. Chi le ha volute uccidere voleva forse, inoltre, sterminare l'intera famiglia di Pietracatella. Non è stata quindi una intossicazione alimentare avvenuta durante la cena di Natale, come inizialmente ipotizzato, alla base del doppio decesso della cinquantenne e della ragazza di appena quindici anni: nel loro sangue…
Leggi
