La propaganda del regime iraniano in Italia è spesso passata sotto traccia, nonostante sia stata sempre presente e le cellule come i centri islamici romani e milanesi siano attive da anni. Ma con il conflitto tra Iran e Stati Uniti il regime ha avuto ancora più necessità di far sentire la propria presenza, sia attraverso i centri sciiti (alcuni finalizzati proprio alla conversione) sia tramite figure che online veicolassero il messaggio del regime.
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Prima l'attentato di Modena, poi i casi di Firenze e Reggio Emilia e ora la notizia di un'indagine a Milano per terrorismo, nei confronti di due iraniani che frequentano un centro islamico della città. Insomma la Jihad prende forma perché l'alfabeto woke della sinistra è troppo tenue per fermare la narrazione della realtà. La preghiera nelle strade e i sindaci con la fascia sono simbolo dell'ipocrisia di chi vuole celare il vero piano politico dei Fratelli musulmani
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Qualcosa sta cambiando anche nei confronti dei militanti pro Pasdaran, che hanno sempre ritenuto di poter godere di una certa impunità in Italia. La prova ultima del fatto che le nostre forze dell'ordine siano invece estremamente attive anche su quel fronte, è la perquisizione effettuata giovedì dai carabinieri del Ros nei confronti di due iraniani che frequenterebbero il centro islamico Imam Ali, lo stesso in cui nel marzo del 2026, come rivelato da Il Giornale, avevano commemorato la morte di Ali…
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«Sono venuti ieri (giovedì, ndr) alle 10.15 e hanno cominciato a perquisire il negozio. Ho subito suonato al mio avvocato che ha lo studio qui davanti. Ma io non ho fatto niente di quello che dicono». Il commerciante 35enne è nel suo negozio in centro città, dove lavora con il padre da 26 anni. «Siamo qui dal 2000, prima eravamo di fronte, poi ci siamo spostati» prosegue l’iraniano, accusato di «associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione…
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Le accuse sono pesanti, e fanno pensare a una guerra che arriva alle porte di casa: minacce aggravate, associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. Per la precisione, le accuse rivolte a due iraniani abitanti in Italia e favorevoli al regime sono quelle di minacce verso gli oppositori. L’inchiesta del pm milanese Alessandro Gobbis ha lambito la…
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Intimidazioni sui social e scritte inneggianti il regime di Teheran sul citofono di casa ai danni di due cittadini iraniani residenti in Italia. Le accuse: minacce aggravate e associazione con finalità di terrorismo
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È anche di «associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico» (articolo 270 bis), tra i cui fa rientrare quelle condotte che «per la loro natura o contesto possono arrecare grave danno ad un Paese e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione» che devono rispondere i due iraniani perquisiti a Milano dai carabinieri del Ros. L’inchiesta della Procura di Milano, partendo da «minacce di morte indirizzate nei confronti…
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Due iraniani residenti a Milano sono stati perquisiti dai carabinieri del Ros per le continue minacce rivolte ai loro connazionali dissidenti in Italia. L'inchiesta della Procura di Milano, come scrive "Il Corriere della Sera", parte da "minacce di morte indirizzate nei confronti dei dissidenti politici iraniani rispetto alla linea adottata dalla Repubblica Islamica Iraniana". I pm ritengono "necessario accertare l'operatività di…
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La punta dell’iceberg di due perquisizioni effettuate ieri dai carabinieri del Ros fa affiorare un’inchiesta nella quale la Procura di Milano, partendo da «minacce di morte indirizzate nei confronti dei dissidenti politici iraniani rispetto alla linea adottata dalla Repubblica Islamica Iraniana», ritiene «necessario accertare l’operatività di un’organizzazione finalizzata a reprimere il dissenso attraverso intimidazioni verso i parenti a…
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