Uciso per trenta euro. L'assassino di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, pensionato, confessa. "Abbiamo avuto una discussione, ho preso una busta di plastica, gliel'ho messa in testa e l'ho soffocato". Alla base del delitto una transazione illecita: l'importo mensile della carta di inclusione di Scamarcia, 600 euro, in cambio di 530 euro in contanti. Ma la somma ricevuta è di soli 500 euro anziché quella pattuita.
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Soffocato fino alla morte, gettato in un deposito e lasciato lì per un mese. E tutto per 30 euro. Dietro l'aggressione culminata con il soffocamento e la morte di Michelangelo Scamarcia, il 68enne il cui cadavere è stato trovato nel negozio "Moda Casa" a Bari, ci sarebbe proprio un debito di poche decine di euro, che ha portato alla lite dal tragico epilogo. La circostanza emerge dal decreto di fermo con cui i carabinieri hanno portato in carcere il titolare dell'esercizio commerciale, il 42enne…
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Michelangelo Scamarcia, 68 anni, risultava scomparso dal 2 aprile. Il 1° maggio i carabinieri, durante una perquisizione in un negozio di articoli per la casa, si erano insospettiti per un cattivo odore proveniente dalla porta chiusa di un deposito, dalla quale fuoriusciva un liquido giallastro. All’interno c’era il cadavere della vittima. Il titolare dell’esercizio commerciale, Lin Wei, è stato arrestato e ha confessato l’omicidio: lo avrebbe…
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È stato soffocato fino alla morte e poi gettato nel deposito dell’attività. I carabinieri hanno arrestato a Bari il 42enne cinese Wei Lin, accusato di omicidio e occultamento di cadavere per la morte di Michelangelo Scamarcia. Il movente un debito di soli 30 euro. Il cadavere è stato trovato dagli inquirenti ieri mattina all’interno del negozio “Moda Casa” di Bari. La ricostruzione dell’omicidio A seguito del decreto di fermo con cui i carabinieri hanno arrestato…
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– Michelangelo Scamarcia sarebbe morto per 30 euro. Secondo i carabinieri che hanno portato in carcere Wei Lin, il 68enne – trovato cadavere nel negozio ‘Moda Casa’ nel quartiere Carobonara di Bari – e il titolare cinese dell’esercizio commerciale, erano d’accordo per ‘sfruttare’ il reddito di inclusione di Scamarcia. Nei piani, Scamarcia avrebbe effettuato una transazione con il pos di Lin utilizzando la sua carta di inclusione (con cui non è…
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Una manciata di euro, 30 in tutto, il debito che avrebbe fatto esplodere il litigio fra MICHELANGELO SCAMARCIA di 68 anni e il negoziante cinese WEI LIN, di 42. Quando un mese da il creditore si è presentato da LIN pretendendo la restituzione dei 30 euro sono cominciate a volare parole grosse, fino a quando la rabbia del cinese è diventata incontenibile: è bastato poco per mettere le sue mani al collo di Scamarcia, che lo ha soffocato e poi ha avvolto il cadavere in sacchi di imballaggio.
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L'omicida è Lin Wei, cittadino cinese, e proprietario del locale a Carbonara dove è stato rinvenuto il cadavere del 68enne Ha confessato l’uomo fermato ieri, 1 maggio, a Bari per l’omicidio di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, morto per soffocamento con una busta di plastica. Il fratello della vittima aveva presentato denuncia di scomparsa il 2 aprile. Secondo quanto emerso, il killer avrebbe ucciso l’uomo per un debito di 30 euro, occultandone poi il cadavere nel retro del suo…
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Soffocato fino alla morte, gettato in un deposito e lasciato lì per un mese. E tutto per 30 euro. Dietro l'aggressione culminata con il soffocamento e la morte di Michelangelo Scamarcia, il 68enne il cui cadavere è stato trovato ieri mattina nel negozio "Moda Casa" a Bari, ci sarebbe proprio un debito di poche decine di euro, che ha portato alla lite dal tragico epilogo., , La circostanza emerge dal decreto di…
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È in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario il titolare del negozio del quartiere Carbonara di Bari dove ieri mattina è stato trovato il cadavere di Michelangelo Scamarcia, un uomo di 68 anni scomparso dal 2 aprile scorso. L’uomo, un cittadino cinese di 42 anni che è ora in carcere, durante l’interrogatorio avrebbe confessato di averlo ucciso soffocandolo con un sacchetto. Non è ancora chiaro il…
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