Sono passati 18 anni dal delitto di Garlasco, il caso della morte di Chiara Poggi che ancora oggi fa discutere. Diciotto anni da quel 13 agosto 2007 che ha cambiato la vita di Giuseppe Poggi, Rita Preda e il figlio Marco, una famiglia distrutta dalla fine violenta della 26enne per la quale è stato condannato il fidanzato Alberto Stasi. Ma ancora oggi le risposte non sono totalmente definitive, nonostante la condanna, perché il caso è…
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L’anniversario della morte di Chiara Poggi si trascorre nel peggiore dei modi. Non nel silenzio della sua cameretta, al primo piano della villa dove abitava a Garlasco. Non nella cucina dove i genitori hanno mantenuto uguale ogni elemento d’arredo. No, sulla scena di Garlasco arriva un’altra salma, il soggetto identificato con il codice anonimo 153E che presto verrà riesumato, messo sul tavolo de…
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Il Dna maschile ignoto rinvenuto nella bocca di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, non apparterrebbe al suo assassino, ma sarebbe frutto di una contaminazione accidentale durante una precedente autopsia. Emerge da una consulenza tecnica disposta dalla Procura di Pavia. Il profilo genetico parziale, trovato su una garza usata dal medico legale durante i prelievi nella cavità orale della vittima, coinciderebbe con quello di un altro cadavere sottoposto ad autopsia in un periodo…
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Una garza, già usata in un'altra autopsia: sarebbe frutto di una contaminazione il Dna di Ignoto 3 ritrovato nella bocca di Chiara Poggi. A queste conclusioni sarebbero giunti i genetisti nominati dalla procura di Pavia, che a marzo ha riaperto le indagini sull'omicidio della 26enne. Una nota arrivata alla vigilia dell'anniversario della sua morte: Chiara fu uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007
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La Procura di Pavia conferma le notizie della prima ora: il Dna maschile trovato sulla garza non sterile utilizzata per raccogliere (dalla bocca) la traccia biologica di Chiara Poggi, per escluderla dalle tracce trovate nella villetta dove è stata uccisa il 13 agosto 2007, deriva da una contaminazione. Si tratta di un uomo morto prima della ventiseienne e che con la giovane ha condiviso solo il tavolo dell'autopsia avvenuta a Vigevano.
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Ed ora il colpo di scena. Garlasco è un puzzle infinito. La Procura di Pavia ha svelato che "Ignoto 3", il cui Dna è stato trovato nella bocca di Chiara Poggi, non ha nulla a che fare con l'omicidio avvenuto ormaj 18 fa. E dunque come ci è finito lì? Ebbene, si è trattato di un errore marchiano di chi ha effettuato l'autopsia. Il Dna appartiene infatti a un altro uomo morto in quei giorni, che con Chiara ha…
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Alla vigilia del 18esimo anniversario della morte di Chiara Poggi, arriva un’ulteriore importante novità riguardante il DNA “Ignoto 3”. La Procura di Pavia informa che il DNA ritrovato sul tampone orale della 26enne appartiene ad un altro cadavere ed è frutto di contaminazione involontaria in sala autoptica. Quindi, in sostanza, si può affermare che non esiste alcun “Ignoto 3” sulla scena del delitto.
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I legali di Alberto Stasi credono a una possibile revisione della condanna nel processo sul delitto di Garlasco. Secondo Giada Bocellari e Antonio De Rensis, gli errori emersi dalle prime indagini sono gravi al punto di far credere una revisione del processo. L’ultimo episodio citato dai legali di Stasi riguarda la contaminazione del Dna rinvenuto sulla garza utilizzata durante l’autopsia di Chiara Poggi.
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Nessuna svolta clamorosa nell'omicidio di Garlasco, come avevano titolato in molti all'indomani della scoperta che su una garza - utilizzata per un tampone orofaringeo durante l'autopsia di Chiara Poggi - era stato trovato del Dna maschile non identificato. Una garza mai analizzata in precedenza e su cui si trovavano tracce genetiche che non appartenevano né ad Alberto Stasi, unico condannato, né ad Andrea Sempio, il nuovo indagato.
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Il dna di ignoto 3 del caso Garlasco è da contaminazione avvenuta nel corso dell'autopsia. È l'ulteriore novità resa nota dalla Procura di Pavia, che ha affidato nuove verifiche alla antropologa e medico legale Cristina Cattaneo sulle cause della morte di Chiara Poggi uccisa 18 anni fa, il 13 agosto 2007, e per il cui omicidio è ora indagato Andrea Sempio mentre è già stato condannato in via definitiva Alberto Stasi
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Nuovo colpo di scena nel caso di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007 e per il cui omicidio è ora indagato Andrea Sempio, mentre è già stato condannato in via definitiva l'allora fidanzato della ragazza Alberto Stasi. Per la procura di Pavia il dna ignoto trovato su una garza utilizzata 18 anni fa dal medico legale per il prelievo di materiale biologico dalla bocca della vittima, potrebbe essere riconducibile a una…
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Per gli avvocati difensori di Alberto Stasi, la scoperta della contaminazione del Dna di ignoto sulla garza usata per l'autopsia sul corpo di Chiara Poggi è "uno dei gravissimi fatti" che "compromettono le valutazioni svolte nel processo a carico" dell'ex fidanzato di Chiara. Questi fatti "sono già di per sé idonei ad ottenere una revisione della sua condanna", affermano i legali. Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio della 26enne.
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La Procura di Pavia affida nuove verifiche a Cristina Cattaneo. I legali di Stasi: “Fatto gravissimo, possibile revisione della condanna” Nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. La Procura di Pavia ritiene che il cosiddetto “Dna ignoto 3”, rinvenuto su una garza usata durante l’autopsia, possa derivare da una contaminazione con precedenti esami autoptici
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Garlasco, l’affondo di Roberta Bruzzone dopo la svolta nelle indagini sulla garza contaminata: “Toh, guarda che sorpresa” Come riferito dalla Procura di Pavia il DNA di Ignoto riscontrato nel tampone sarebbe frutto di una contaminazione avvenuta involontariamente in sala autoptica Pietro Guerrini Content editor Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).
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Il dna maschile sconosciuto trovato nella bocca di Chiara Poggi sarebbe il risultato di una "contaminazione involontaria" avvenuta durante l’autopsia sul delitto di Garlasco. Secondo quanto emerso, quel profilo genetico avrebbe una "concordanza" con quello di un cadavere sottoposto ad "autopsia" in un "lasso temporale prossimo" a quella eseguita per l’omicidio del 13 agosto 2007. Lo riporta…
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Il profilo genetico “ignoto 3” rilevato su una garza usata all’epoca del delitto di Garlasco per il prelievo orale su Chiara Poggi potrebbe essere frutto di una contaminazione avvenuta in sede autoptica, secondo la Procura di Pavia. Il Dna parziale e degradato sulla garza mostra una concordanza di alleli con un soggetto maschile identificato con codice anonimo 153E, un cadavere sottoposto ad autopsia in prossimità temporale rispetto all’esame sulla vittima.
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PAVIA. “A seguito del rinvenimento di un profilo genetico sconosciuto su una garza, utilizzata 18 anni fa dal medico legale per il prelievo di materiale biologico dalla bocca della vittima, la Procura di Pavia ritenendo possibile una contaminazione con precedenti esami autoptici, ha disposto approfondimenti specifici". Lo spiega la procura di Pavia in una nota in cui dà conto noto il risultato delle…
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«Non abbiamo niente da dire. Vogliamo solo trascorrere l’anniversario in silenzio e da soli. Grazie per la comprensione». A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, i genitori avrebbero voluto vivere l’anniversario nella dimensione privata di un lutto mai sopito. Ma la riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco, avvenuta lo scorso marzo, ha riportato il caso al centro dell’attenzione mediatica.
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Sorpresa: “Ignoto 3” non c’entra con Garlasco, la garza sarebbe stata contaminata L'annuncio della Procura di Pavia: il profilo genetico maschile rinvenuto sulla scena del delitto sarebbe stato trasferito sulla garza involontariamente ROMA – A quasi vent’anni di distanza dal tragico omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco non è più un processo (finito, eventuale, chissà): è un tormentone mediatico.
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Il Dna parziale e degradato trovato sulla garza utilizzata per effettuare i prelievi nella bocca di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, coincide con quello di un cadavere sottoposto ad...
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Il Dna ignoto trovato sulla garza utilizzata per effettuare i prelievi nella bocca di Chiara Poggi coincide con quello di un cadavere sottoposto ad autopsia prima della ventiseienne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. È quanto fa sapere la procura di Pavia in una nota rendendo noto il risultato delle analisi comparative effettuate dai genetisti Carlo Previderè e Pierangela Grignani. Accertamenti, viene precisato, non previsti…
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