La visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca è una missione difficile se non una “mission impossible”. Ma mai dire mai. Gli interessi nazionali dell’Italia sono chiarissimi e strettamente intrecciati sul piano politico, economico e della difesa. È giusto affrontare la sfida con la Cina, ma gli Stati Uniti si illudono se pensano di poter agire da soli, mentre il resto del mondo assiste passivamente assiste al duello.
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Approfondimenti:
Patteggiare l'azzeramento dei dazi con una politica di scambi strutturali tra Europa e Stati Uniti. E' la proposta che Giorgia Meloni porterà a Washington il prossimo 17 aprile quando incontrerà il presidente americano Trump. Una possibile soluzione al muro contro muro tra i due Continenti.
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Mantenere il profilo basso. Limitando al massimo indiscrezioni, spifferi e fughe di notizie. Palazzo Chigi prepara la trasferta a Washington - giovedì il giorno X - cercando di tenere le carte coperte sulla strategia che Giorgia Meloni si intesterà nello Studio Ovale da Trump. Intanto però la premier tiene vivo il filodiretto con l’Europa e non solo con Ursula von der Leyen. Ieri la premier ha sentito al telefono il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ormai prossimo a…
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Cambio di scenario. Nella tumultuosa sequenza di stop and go e di cambi di rotta dell'Amministrazione Trump, il perimetro della trattativa sui dazi assume di giorno in giorno prospettive e contorni diversi. Se due giorni fa il colpo a sorpresa della sospensione per 90 giorni dei dazi all'Unione europea aveva modificato profondamente le carte in tavola, ora arriva un'altra indicazione del presidente statunitense che detta le istruzioni per l'uso per il dialogo con i partner di…
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PARIGI – «L’unità europea non si decreta, si costruisce», avverte Michel Barnier, che per quattro anni è riuscito a condurre il difficile negoziato sulla Brexit a nome della Ue. «Oggi bisogna sapersi adattare, reagire rapidamente, ma soprattutto difendere i nostri interessi comuni in un mondo instabile», osserva l’ex premier, che tra qualche giorno pubblicherà un libro nel quale ripercorre anche …
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Con Donald Trump non si è mai sicuri di niente. Il viaggio della premier italiana a Washington di giovedì prossimo ha cambiato fisionomia perché a cambiare improvvisamente idea è stato il bizzoso presidente: dal rifiuto sdegnoso di trattative con la Ue a quello altrettanto drastico di avviare trattative bilaterali. Si negozia solo con la Ue in blocco. A Bruxelles non aspettavano altro: lunedì il commissario al Commercio Sefcovic incontrerà una delegazione dell’amministrazione Usa, anche se non direttamente Trump.
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A una settimana dal viaggio americano di Giorgia Meloni, affiorano dettagli sulla natura del bilaterale che la presidente del Consiglio sta programmando con l’inquilino della Casa Bianca. Usando il linguaggio del presidente Usa ci si chiede quali sono le carte che la premier potrà giocare in un incontro che sarà certamente delicato e complesso, e sul quale nelle ultime settimane sono state alimentate molte aspettative.
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La missione ha cambiato progressivamente segno. Ma l’idea che Giorgia Meloni punti a ottenere un qualche risultato dall’incontro con Donald Trump del 17 aprile regge. Certo, ora che l’imprevedibile presidente Usa ha detto che tratterà con l’Ue «come blocco unico», dopo averne maldestramente disconosciuto l’identità, è una buona notizia per l’Europa; e in parallelo sfuma l’importanza di un colloquio bilaterale come quello della premier.
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