Content manager e blogger, narratrice digitale appassionata di condividere idee e storie che ispirano e informano. Specializzata in interior design e tendenze del settore arredo, è affascinata da tutto ciò che riguarda il mondo della casa. Vendere la prima casa prima del termine dei 5 anni previsti dalla normativa fiscale può comportare la perdita delle agevolazioni ottenute al momento dell’acquisto e l’obbligo di versare imposte aggiuntive, oltre a una sanzione del 30%.
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Interessante sentenza (sentenza n. 24387 del 11 settembre 2024 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione) relativa alla fruizione dei benefici prima casa per coloro i quali hanno già utilizzato questa possibilità in un precedente acquisto ma si impegnano ad alienare la precedente abitazione entro un anno dall’acquisto della successiva. Va infatti ricordato che l’articolo 1 della Tariffa collegata al DPR 131/86, che disciplina le agevolazioni in questione, prevede…
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Agevolazioni “prima casa” revocate: la Cassazione e il mancato rispetto dei termini di vendita Ultimo Aggiornamento: 14/10/2024 La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23978 del 6 settembre 2024, ha ribadito un importante principio: la causa di forza maggiore non può essere invocata dal contribuente che non rispetti l’obbligo di vendere il proprio immobile entro un anno dall’acquisto di una nuova abitazione, anche quando l’immobile precedente risulti…
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Con una recente risposta ad interpello l'Agenzia delle Entrate asserisce la decadenza dalle agevolazioni prima casa in un'ipotesi fino a questo momento ritenuta dagli operatori del settore pacificamente di non decadenza. Si tratta di un'interpretazione inaspettata, destinata a creare difficoltà in fattispecie fino ad ora ritenute non problematiche.
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Soprattutto per i giovani lo sconto sulle imposte in occasione dell’acquisto della prima casa resta un vantaggio prezioso. E, a certe condizioni, si può usufruire delle stesse agevolazioni anche acquistando una seconda casa, purché si rispetti l’impegno a vendere la prima entro un anno. Nel regolamentare la materia il legislatore ha inteso dare un sostegno ai cittadini e imprimere una spinta al mercato immobiliare.
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Soprattutto per i giovani lo sconto sulle imposte in occasione dell’acquisto della prima casa resta un vantaggio prezioso. E, a certe condizioni, si può usufruire delle stesse agevolazioni anche acquistando una seconda casa, purché si rispetti l’impegno a vendere la prima entro un anno. Nel regolamentare la materia il legislatore ha inteso dare un sostegno ai cittadini e imprimere una spinta al mercato immobiliare.
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Con una recente sentenza la Cassazione ha ricordato quando il proprietario di un’abitazione, posseduta a titolo di prima casa, ha la facoltà di chiedere l'agevolazione per l'acquisto di una nuova abitazione. Le toghe hanno chiarito la materia con la sentenza n. 23978/2024, secondo la quale è sempre possibile ottenere le agevolazioni del caso, ma a condizione che il contribuente già proprietario di una prima casa si impegni a vendere l'immobile posseduto entro un anno…
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Introduzione Alcuni contribuenti si chiedono se il "bonus prima casa" può essere riconosciuto anche in caso di acquisto di una seconda abitazione. La risposta è sì, a patto che entro un anno dall'atto di compravendita il vecchio immobile, su cui è stato applicato il medesimo bonus, venga venduto. Una recente ordinanza della Cassazione ha ribadito questo concetto, anche qualora la casa sia inagibile a causa di un terremoto avvenuto prima dell'acquisto della…
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Più volte ci si domanda come avere il bonus prima casa sulla seconda. Lo spiega adesso una recente ordinanza della Cassazione, chiarendo in particolare come comportarsi nel caso in cui la precedente abitazione sia inagibile. Si ricorda che l’agevolazione fiscale prevista per l’acquisto del primo immobile permette di beneficiare di alcuni vantaggi, in particolare per quanto riguarda il pagamento dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale.
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Per la Cassazione, il contribuente che conferisce la “prima casa” in trust e acquista una nuova abitazione non può beneficiare nuovamente dell’agevolazione fiscale. L’agevolazione “prima casa” è una misura fiscale che consente di acquistare un immobile con imposte ridotte, a patto che si rispettino determinati requisiti, tra cui quello di non essere proprietari di altri immobili adibiti ad abitazione principale nello stesso Comune.
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L’esimente della causa di forza maggiore non può essere invocata dal contribuente che, pur essendo a conoscenza dell’inagibilità della propria abitazione, è, comunque, obbligato ad alienarla entro un anno dall’acquisto di una nuova abitazione agevolata. Questo principio è stato espresso dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 23978 del 6 settembre 2024, in riferimento ad un avviso di liquidazione emesso dall’Ufficio per la revoca dell’agevolazione “prima casa”.
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Per mantenere i benefici fiscali “prima casa” non basta l’usufrutto, bisogna acquistare la piena proprietà di un immobile entro un anno dalla vendita del precedente. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 192 del 4 ottobre 2024. Benefici “prima casa”: cosa accade con l’usufrutto? La normativa italiana prevede agevolazioni fiscali significative per chi acquista la prima casa, riducendo le imposte di registro, ipotecaria e catastale.
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Vendita prima dei cinque anni: rischio di perdere i benefici “prima casa” Ultimo Aggiornamento: 08/10/2024 Quando si decide di vendere un immobile acquistato con l’agevolazione fiscale “prima casa” prima di cinque anni, si corre il rischio di perdere i benefici ottenuti, a meno che non si proceda ad un nuovo acquisto con determinate caratteristiche. Tuttavia, c’è molta confusione su cosa sia necessario acquistare per evitare la decadenza.
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Legittimo il disconoscimento delle agevolazioni prima casa, e la conseguente riliquidazione delle imposte, se il contribuente, sei anni prima, ha già beneficiato della stessa agevolazione per l’acquisto di una casa conferita in un trust. Considerato che l’atto di dotazione di un trust non comporta l'attribuzione definitiva dei beni a vantaggio del trustee, lo stesso non determina, in capo al disponente, la situazione di "impossidenza" richiesta dalla norma (lettera c) della Nota II-bis…
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L’usufrutto di una nuova abitazione da destinare ad abitazione principale non permette di mantenere le agevolazioni per la prima casa venduta prma di 5 anni. Se un immobile acquistato beneficiando delle agevolazioni per la prima casa viene rivenduto entro i successivi 5 anni, non si perdono i vantaggi acquisiti se si acquista un altro immobile entro un anno dall’alienazione da adibire ad abitazione principale, ma solo se sulla nuova casa è possibile vantare la piena proprietà.
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Decadenza dall'agevolazione prima casa se l'immobile è venduto entro 5 anni dall'acquisto e ne viene riacquistato uno nuovo con diritto di usufrutto. Lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate Se l’abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa viene venduta entro cinque anni dall’acquisto si perdono i benefici collegati. L’acquisto del diritto di usufrutto di un altro immobile non permette di evitare la decadenza dall’agevolazione.
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L’usufrutto totale a titolo oneroso di una abitazione, sita in un comune diverso, da destinare a propria residenza e abitazione principale con piena disponibilità dell’immobile non basta ad evitare la perdita delle agevolazioni, né il diritto alla residua parte di crediti d’imposta spettante. È la conclusione a cui giunge l’Agenzia delle Entrate con la Risposta del 4 ottobre 2024, n. 192/E sull’applicazione delle disposizioni sulle agevolazioni “Prima Casa” di cui alla…
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L'agevolazione per l'acquisto della “prima casa” non si applica al riacquisto di un diritto reale di godimento ma soltanto al riacquisto della piena proprietà di altro immobile, nel rispetto dei termini prescritti dalla disposizione agevolativa.
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