Buongiorno. «Stiamo affrontando giorni difficili». Oggi i ministri della Difesa e degli Esteri parleranno alle Camere - «comunicazioni» sugli aiuti militari che stiamo per mandare ai Paesi del Golfo colpiti dall’Iran - ma la presidente del Consiglio non darà soddisfazione alle opposizioni che la vorrebbero incalzare, e non ci sarà. Quelle quattro parole che avete letto all’inizio sono l’unico pensiero di Giorgia Meloni trapelato nelle ultime ore.
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Cambiare tutta la campagna referendaria. I piani sono stati stravolti. La guerra in Medio Oriente sta imponendo un cambio totale di comunicazione da parte della premier e di Fratelli d’Italia sul referendum sulla separazione delle carriere. Palazzo Chigi aveva deciso di aspettare la fine di Sanremo per iniziare a fare campagna attiva, ma così non …
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Il rallentamento è inevitabile. La situazione si sta evolvendo in modo così imprevedibile da costringere il governo a segnare il passo. Non si tratta solo di prendere tempo per capire che cosa succede. I bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e la reazione del regime di Teheran segnano un cambio di fase. E tutta l’accelerazione impressa alle riforme negli ultimi giorni si dimostra figlia di uno schema stravolto e tutto da riconsiderare.
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Il rombo dei caccia rischia di coprire quello delle urne. A Palazzo Chigi la preoccupazione non è solo diplomatica, ma squisitamente politica: la guerra innescata da Donald Trump contro l’Iran potrebbe travolgere il referendum sulla giustizia. Secondo fonti parlamentari, nei sondaggi riservati che circolano tra ministeri e gruppi di maggioranza, il fronte del No…
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Pressata dalle opposizioni che le chiedono di presentarsi in Parlamento a parlare dello scoppio della Terza Guerra nel Golfo e della decapitazione del regime iraniano, ad opera di Trump e Netanyahu, Meloni è alle prese con le conseguenze di quanto è accaduto a Teheran e negli Stati confinanti del Medio Oriente. E cioè con un temuto, grande o meno grande choc petrolifero, le cui conseguenze potreb…
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I dati messi in luce dall'Istat mostrano un'Italia in chiaroscuro, che sostanzialmente vivacchia. Il rischio è che i nuovi avvenimenti militari di questi giorni, insieme alla diminuzione dell'impulso positivo del Pnrr, portino a un ciclo economico di forte rallentamento della crescita, con conseguenze negative anche per la finanza pubblica nel 2026. Il principale obiettivo di finanza pubblica per il 2025, lo sappiamo tutti, era quello di uscire dalla procedura di infrazione europea…
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