“È un'intervista fatta al Financial Times. È un'affermazione di fatto che ha creato più clamore di quanto fosse il vero contenuto delle sue parole. Lui ha detto che dobbiamo avere una posizione attiva nel proteggere la Nato e l'Europa da eventuali attacchi, tutto qua. Mi sembra che sia una tempesta in un bicchier d'acqua”. Così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani in un punto stampa all’assemblea generale di Alis a Roma
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In un momento in cui la sicurezza europea vive la fase più delicata dalla fine della Guerra Fredda, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone è diventato il nuovo volto militare della NATO. Dal 17 gennaio 2025 guida infatti il Comitato Militare dell’Alleanza, assumendo il ruolo di principale consigliere militare del Segretario generale e di figura di raccordo tra i capi di Stato Maggiore dei 32 Paesi membri.
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Più aggressività nei confronti di attacchi informatici, sabotaggi e violazioni dello spazio aereo da parte della Russia: è lo scenario che starebbe valutando la Nato secondo l’ammiraglio Cavo Dragone. Di questo e dei problemi giurisdizionali legati ai danneggiamenti di infrastrutture come i cavi sottomarini si è parlato nella puntata dell'1 dicembre di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
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Le parole dell'ammiraglio italiano Cavo Dragone, presidente del Comitato militare dell'Alleanza Atlantica, sulla necessità di essere «proattivi» verso le minacce di Mosca evocano i precedenti blitz sulla cybersicurezza operati dal Cremlino. La reazione di Zakharova conferma che il messaggio è stato recepito anche da Putin,, mentre il negoziato con Kiev resta in salita Era dai tempi di Mario Draghi che un italiano non riceveva un plauso corale da media e opinione pubblica di Kiev.
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