MESOPOTAMIA: PERCHÈ ISRAELE (E GLI USA) HA FATTO SALTARE LE TRATTATIVE E RIPRESO IL GENOCIDIO A GAZA? INTERVISTE AD ALBERTO NEGRI E RAFFAELLA BARITONO Nella puntata di Mesopotamia – notizie dal vicino oriente di venerdì 21 marzo 2025 ci siamo occupati della ripresa dell’assalto militare e del genocidio nella Striscia di Gaza da parte di Israele. Per farlo, ci siamo…
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Stefano Leszczynski – Città del Vaticano “E’ impossibile non rimanere profondamente turbati per quello che sta accadendo sotto i nostri occhi”. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha commentato con queste parole – in una video rilanciato dal Times of Israel - la ripresa delle operazioni terrestri israeliane nella Striscia di Gaza, senza tuttavia fare diretto riferimento al premier Netanyahu. Il primo ministro israeliano, che lunedì ha ricevuto l’appoggio del presidente statunitense Trump, ha…
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I razzi sono partiti intorno alle 4 del mattino. E insieme a loro, in molte zone di Israele sono tornate a suonare le sirene d’allarme. Prima un missile dallo Yemen, diretto, secondo gli Houthi, verso l’aeroporto di Tel Aviv. Poi altri tre razzi partiti verso mezzogiorno dalla Striscia di Gaza, il primo attacco di Hamas dall’inizio della tregua. E in serata, un altro missile yemenita è stato intercettato dalle forze israeliane.
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Il terzo giorno dell’Atto Terzo della guerra tra Hamas e Israele, quello dell’Era Trump, sembra un film già visto. Ma nella sostanza è tutto diverso. L’esercito di Israele è tornato, con truppe e carri armati, lungo la costa settentrionale della Striscia, vicino a Beit Lahiya. Ma anche nel corridoio Netzarim, la cintura che taglia in orizzontale l’enclave palestinese. E contemporaneamente a Rafah, la parte più meridionale di Gaza
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Mentre nella Striscia di Gaza si torna a combattere, con raid sempre più insistenti e brutali da parte delle forze israeliane (IDF) di Netanyahu, non si fermano i tentativi dei mediatori egiziani e qatarioti di fermare le ostilità. Una missione tutt’altro che semplice, per la quale al Cairo è stata prima ricevuta una delegazione dello Stato ebraico e successivamente quella di Hamas, nel tentativo di trovare una soluzione che eviti ulteriori spargimenti di sangue.
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Bruxelles – Oltre 500 vittime palestinesi in 48 ore e Israele che da tre settimane impedisce l’ingresso di aiuti umanitari, acqua e cibo. La tregua a Gaza è ormai un ricordo lontano. Mentre Tel Aviv espande anche le operazioni via terra e il ministro della Difesa Israel Katz minaccia la popolazione di punizione collettiva, nelle principali città israeliane monta la rabbia contro la ripresa delle ostilità “per motivi politici”.
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