L'Italia resta l'unico paese dell'area euro a non aver ratificato la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), noto anche come Fondo salva stati, che ha aggiunto all'organismo nuove funzioni oltre a quelle inizialmente previste. A più riprese, negli ultimi anni la questione riguardante questo strumento europeo è tornata nel dibattito politico: di recente è stata alimentata dalle negoziazioni in corso a livello Ue per le prossime nomine ai vertici del blocco.
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Post di Francesco M. Renne, commercialista e revisore, faculty member CUOA Business School, formatore in materie finanziarie e fiscali – È mutato il contesto e sembra proprio che pochi se ne siano accorti. Ed è mutato (molto) più “tecnicamente”, che sotto il profilo (tanto enfatizzato, da alcuni) “politico”. Talché appare fuori tempo chi oggi ripropone i medesimi slogan “no MES” di qualche anno fa (e, invero, anche solo di un anno fa).
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Come ampiamente prevedibile, passate le elezioni del Parlamento europeo si è tornati a parlare del Mes. E sono riprese le richieste all’Italia perché proceda alla ratifica del trattato con il quale si erano introdotte alcune modifiche alle sue competenze. I fatti sono semplici da ricostruire. Il 20 Giugno a Lussemburgo, alla riunione del Consiglio dei Governatori, il Direttore Esecutivo del Mes, …
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Introduzione Il Meccanismo europeo di stabilità, noto anche come Fondo salva Stati, è un organismo comunitario che serve a prestare soldi ai Paesi membri in difficoltà in cambio di un programma di aggiustamento macroeconomico. Da sempre osteggiato dal centrodestra, in questi giorni si torna a parlare della ratifica della riforma del Mes, che aggiunge all'organismo nuove funzioni oltre a quelle inizialmente previste.
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Sandro Iacometti 23 giugno 2024 Il messaggio è chiaro. Se non è "il Mes ve lo potete infilare in quel posto", poco ci manca. Nel contrasto al famigerato Fondo salva Stati Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti ritrovano la sintonia di un tempo. «Non serve all'Italia, è un'altra follia europea, non verrà mai ratificato. Se lo approvino loro se vogliono, perché a noi non ci serve», ha tuonato il leader della Lega.
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Passate le elezioni, si ritorna a parlare del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Due dei tre leader della maggioranza, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, si oppongono fermamente alla ratifica del trattato riformato. «È una follia» secondo Salvini, «mai finché ci sono io» ammonisce Meloni. Non è la prima volta che la premier e il ministro si ritrovano a condividere la stessa posizione su un tema…
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Un tempo ci si domandava se valesse la pena morire per Danzica, cioè per difendere la città polacca dalle mire di Hitler. I cosiddetti “pacifisti” rispondevano di “no”, anzi lo gridavano, proprio come i “pacifisti” d’oggigiorno escludono di morire per difendere Kiev dai russi. Ma in un altro contesto meno tragico c’è anche un altro tema che riecheggia il vecchio adagio su Danzica. E riguarda il Mes, il famoso fondo salva-Stati a disposizione di ogni nazione europea che si trovasse con le…
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Il vicepremier Matteo Salvini chiude la porta al Mes e butta la chiave: ' Non serve all'Italia, è un'altra follia europea ', non verrà 'mai' ratificato, ha tuonato il leader della Lega.... Leggi tutta la notizia
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Polemiche sul dossier Mes dopo le parole del Ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, che ha detto: «Il Parlamento non è nelle condizioni di approvarlo» e quelle del vicepremier Matteo Salvini: «Non serve all'Italia, è un'altra follia europea». Che i rapporti con Bruxelles siano tesi è evidente sia dal trattamento riservato all'Italia nel confronto sul rinnovo dei vertici Ue sia dall’avvio della procedura d’infrazione per deficit eccesivo, che apre il confronto tra Roma e Bruxelles…
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(Adnkronos) - La risposta al 'pressing' dei partner dell'Eurozona sull'Italia perché ratifichi la riforma del Mes è arrivata chiara da Milano. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha detto che l'Italia non ratificherà "mai" la riforma, negoziata dal Conte uno e firmata sotto il Conte due, riforma che la Lega considera "una follia europea". E per chi a Lussemburgo non avesse ancora capito, ha aggiunto: "Se lo approvino loro.
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La risposta al 'pressing' dei partner dell'Eurozona sull'Italia perché ratifichi la riforma del Mes è arrivata chiara da Milano. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha detto che l'Italia non ratificherà "mai" la riforma, negoziata dal Conte uno e firmata sotto il Conte due, riforma che la Lega considera "una follia europea". E per chi a Lussemburgo non avesse ancora capito, ha aggiunto: "Se lo approvino loro.
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Ascolta ora 00:00 00:00 Mes pieno, Mes vuoto. L'Italia si rifiuta di bere il calice amaro del Meccanismo europeo di stabilità, o quanto meno non adesso. «A breve è impossibile. A lungo dipende», ha fatto capire all'Eurogruppo il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Ma senza la ratifica di tutti e venti i Paesi dell'area euro (manca solo l'Italia) restano nel cassetto i teorici 704,8 miliardi disponibili del cosiddetto Fondo salva-Stati, da prestare ai Paesi in crisi con linee di credito o acquisti di…
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Non se ne parla, l’Italia non ha nessuna intenzione di mettere la sua firma sul nuovo trattato del Mes, il cosiddetto Fondo Salva Stati. Il pressing dei ministri economici dell’Ue sul responsabile del dicastero di via Veneto, Giancarlo Giorgetti, è stato tanto asfissiante quanto inutile nella due giorni dell’Ecofin, a Lussemburgo. "Affrontare il tema in questo momento mi sembra un po’ buttare il sale sulla ferita.
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L’Italia ancora in contro tendenza rispetto alla maggioranza dell’Unione europea. Si torna a parlare di Mes come di qualcosa da rigettare o, nella migliore delle ipotesi, da modificare in toto. Un passo indietro netto nei confronti del fondo salva-Stati, annunciato a gran voce soprattutto da Matteo Salvini. Giorgetti boccia il Mes Sembra trascorsa un’eternità dallo scorso dicembre 2023, quando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sottolineava…
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Giorgetti chiude la porta al Mes “Sarebbe come mettere il sale sulle ferite” dal nostro corrispondente Claudio Tito Il no al Fondo Salva-Stati utilizzato dal governo per trattare sulla procedura di infrazione. Il rientro dal deficit costa 12 miliardi l’anno
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«Introdurre il tema della ratifica della riforma del Mes» adesso che il governo italiano si sente marginalizzato nel gran risiko Ue delle nomine equivale a «buttare un po’ di sale sulla ferita». Prima di lasciare Lussemburgo al termine della due giorni tra Eurogruppo ed Ecofin, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato, ieri, del rinnovato pressing dei partner Ue e del consueto stallo italiano sul Meccanismo europeo di stabilità.
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Chissà cosa ne pensano gli elettori di un sabato di fine giugno in cui il dibattito nella sacra Patria è incagliato sul Mes. Volendo cercare – con una certa fatica – una notizia politica nell’intera giornata di ieri si potrebbe dire che l’evento più rilevante siano le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti con cui ci dice che “il Parlamento italiano non è nelle condizioni di approvare e non approva” il Meccanismo europeo di stabilità (Mes).
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Il vicepremier Matteo Salvini chiude ancora la porta al Mes: “Non serve all’Italia, è un’altra follia europea”, la sua riforma non verrà “mai” ratificata. “Se lo approvino loro se vogliono, perché a noi non ci serve”. Per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “introdurre il tema della ratifica del Mes in questo momento”, come accaduto giovedì a Lussemburgo tra i ministri dell’Eurozona, è…
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ROMA. La risposta al pressing dei partner dell'Eurozona sull'Italia perché ratifichi la riforma del Mes è arrivata chiara da Milano. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha detto che l'Italia non ratificherà ''mai'' la riforma, negoziata dal Conte uno e firmata sotto il Conte due, riforma che la Lega considera ''una follia europea''. E per chi a Lussemburgo non avesse ancora capito, ha aggiunto: ''Se lo approvino loro.
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"Confermare la riduzione" del carico fiscale, "la de-contribuzione per i redditi medio bassi" costituisce "l'obiettivo politico prioritario" nei piani di finanza pubblica che il governo sta preparando, e che dovranno tener conto della procedura per deficit eccessivo avviata dalla Commissione europea a carico dell'Italia. Lo ha detto il ministro dell'Economia e Finanza, Giancarlo Giorgetti, incontrando la stampa al termine della riunione del Consiglio Ecofin oggi a Lussemburgo
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Giancarlo Giorgetti ribadisce il no dell'Italia al Mes, smentisce qualsiasi ipotesi di tagli alla sanità per il deficit e rafforza il concetto di delineare una manovra finanziaria che tenda alla decontribuzione dei redditi medio-bassi. Al termine dei lavori dell'Ecofin a Lussemburgo, il titolare delle finanze fa il punto su
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Va avanti la polemica sulla mancata ratifica da parte dell’Italia del Mes , il fondo salva stati europeo. «Ho detto semplicemente che introdurre il tema della ratifica del Mes in questo momento - ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti - mi sembrava un po’ diciamo così, vagamente buttare un po’ di sale sulla ferita e quindi improprio». Il ministro ha risposto così all’uscita dal consiglio Ecofin a chi gli chiedeva se ieri al board del Mes abbia sollevato il tema che c’è un pregiudizio politico…
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Fedagripesca: “Serve nuovo patto tra Ue e produttori per salvare il mare e la pesca” -Occorre un nuovo patto tra Unione europea e i produttori ittici per salvare il mare e la pesca. A chiederlo è il vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca Paolo Tiozzo nell’apprezzare l’intervento del sottosegretario Masaf D’Eramo in occasione del Consiglio Agrifish in svolgimento in Lussemburgo.Secondo Tiozzo “Occorre ripensare l’approccio alla gestione della pesca affinché gli…
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Ieri si è riunito il Consiglio Agricoltura e Pesca – La sostenibilità della pesca nell’Unione Europea è un tema centrale per i ministri della pesca, che ieri hanno discusso i progressi e le linee guida per il futuro. Basandosi sulla comunicazione della Commissione Europea, i ministri hanno scambiato opinioni sulle priorità principali per fissare le possibilità di pesca per il 2025, con l’obiettivo di garantire una gestione responsabile delle risorse ittiche.
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